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Depurazione, «la politica si assuma la responsabilità di difendere la nostra acqua»

Depurazione, «la politica si assuma la responsabilità di difendere la nostra acqua»
Massa-Carrara - Pubblichiamo di seguito il comunicato del Coordinamento dei comitati e delle associazioni per la depurazione: "Come comparso diffusamente nei mezzi di informazione, ancora una volta i litorali di Massa, Carrara e questa volta anche Montignoso, sono stati oggetto di divieto di balneazione. E lo sono stati perché Arpat ha rilevato forti cariche batteriche nelle acque, a causa di una depurazione deficitaria, che ha costretto i Comuni ad emettere ancora dei divieti di balneazione, anche in alta stagione turistica. Una situazione di questo genere, è ingiusta per i cittadini e per i turisti ai quali viene negato il diritto di godere a pieno del mare per la cui fruizione essi hanno pure pagato, lede i diritti dei campeggiatori, dei balneari, di tutto il comparto turistico e del suo indotto, con danni rilevanti all’economia locale, che peraltro ha già il triste primato di avere un tasso di disoccupazione tra i più elevati di tutto il centro-nord d’Italia (Fonte Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa Carrara, 2019)".

"Dopo questi episodi, non sono certamente i servizi sui media e le “paginate” sui giornali in cui si mette in evidenza, a caratteri cubitali, che il divieto di balneazione non esiste più a poter tranquillizzare la cittadinanza. Deve essere chiaro che se i problemi non vengono davvero risolti, il fuoco sotto la cenere continua a bruciare… fino al prossimo divieto! Il Coordinamento fa appello agli operatori turistici e in particolare alle associazioni di categoria, perché si lavori seriamente e in maniera costruttiva ad un percorso comune affinché Regione Toscana, Comuni ed istituzioni competenti affrontino una volta per tutte il problema dei depuratori gestiti da GAIA S.p.A (Società in house) in un’ottica di costi-benefici, in termini ambientali, sociali ed economici. Si valuti, cioè, in tutta trasparenza, se non sia arrivato davvero il momento di andare ad una gestione totalmente pubblica del servizio idrico integrato, partecipata dai cittadini, non centralizzata, ma organizzata per bacini idrografici, realizzata attraverso l’affidamento del servizio ad enti di diritto pubblico e non di capitale, che perseguano finalità sociali e ambientali e non generino profitti sull’acqua pubblica".
Martedì 16 luglio 2019 alle 15:23:53
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