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Ctt Nord, saltate 300 corse in un mese. Lavoratori al limite | Foto

"Basta con i profitti ad ogni costo" chiedono i dipendenti Ctt del Sindacato generale di base che raccontano gli effetti delle esternalizzazioni

Servizio pubblico
Ctt Nord, saltate 300 corse in un mese. Lavoratori al limite<span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/fotogallery/autobus-e-disservizi-664_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Foto</a></span>
Massa-Carrara - Sono oltre trecento le corse del servizio di trasporto pubblico che ogni mese saltano senza preavvisi per l'utenza. Corse urbane ed extraurbane cancellate per un imprevisto, guasti o semplicemente ritardi che, chilometro dopo chilometro, gli autobus accumulano. Disservizi per gli utenti, da un lato. Ma anche problemi da risolvere per i lavoratori della Ctt Nord. In una nota firmata Cub trasporti e Sindacato generale di base, sono loro a dire cosa pensano degli ultimi episodi, riportati anche dalla stampa, che li hanno visti coinvolti in prima linea, occupati a fronteggiare i disagi degli utenti e a subire il dramma dei tagli al personale: "In questi giorni – scrivono Cub e Sgb - molti quotidiani ospitano attacchi rivolti ai lavoratori. Si scrive sovente senza verificare la fondatezza delle notizie, si danno in pasto notizie ai social per scatenare violenze, ad oggi verbali, contro i lavoratori del trasporto pubblico, che non hanno responsabilità alcuna sui disservizi, sullo stato in cui versano i mezzi, sui ritardi delle corse, sulla carenza di fondi destinati ai mezzi pubblici". Privatizzazioni, esternalizzazioni, scelte politiche e aziendali che nel corso degli anni si sono rivelate fallimentari. Secondo i dipendenti dell'azienda la responsabilità della crisi di un intero settore non può ricadere solo sulla loro pelle."Nell'ormai lontano 2012  era annunciata la nascita della più grande azienda di trasporto – ripercorrono - una enorme società partecipata fondendo più aziende locali, un processo che fin dall'inizio ha mostrato che l'obiettivo era quello di contenere, non tanto gli sprechi, quanto il costo del lavoro. E così si sono soppressi gli accordi aziendali conquistati dai lavoratori con anni di lotte e di vertenze."

Poco servizio pubblico, troppi utili aziendalistici, il trasporto locale secondo i sindacalisti avrebbe cambiato volto con l'apertura del Governo Prodi alla "privatizzazione selvaggia" che avrebbe "condannato alla chiusura centinaia di aziende". "Questi anni le aziende italiane hanno accresciuto gli utili per gli azionisti e delocalizzato le produzioni, ridotti ai minimi termini gli impianti nel territorio nazionale per poi invocare licenziamenti di massa e ottenere gli ammortizzatori sociali da uno Stato assente, incapace di programmare e indirizzare le politiche economiche ed industriali".

"Se il trasporto pubblico è inefficiente, la responsabilità non è certo dei dipendenti, sarebbe sufficiente salire a bordo di un bus e ascoltare l'utenza per capire quali siano gli umori, le preoccupazioni di quanti ogni giorno utilizzano i mezzi pubblici. Veniamo allora ad alcuni recenti fatti riguardanti il trasporto locale, si tratta di elementi incontrovertibili sui quali invitiamo gli stessi sindaci, i consigli comunali ad aprire una riflessione pubblica. Sono oltre trecento le corse al mese , che saltano senza preavvisi per l'utenza. Corse urbane ed extraurbane cancellate all'ultimo minuto per far fronte ad un imprevisto, ad un guasto o semplicemente ai ritardi che, metro dopo metro, chilometro dopo chilometro, gli autobus accumulano. Stiamo assistendo ad una serie di esternalizzazioni di varie lavorazioni che costringono decine di lavoratori dichiarati momentaneamente inidonei alla guida a rimanere a casa, nonostante ci sia una legge Crescita economica del mezzogiorno che obbligherebbe a reintegrare i lavoratori ad altre mansioni. Cari Sindaci chiedete di rinviare l'aggiudicazione senza considerare che questi ritardi sono a carico degli utenti, che non ricevono un servizio dovuto e sancito dalla Costituzione". La Regione Toscana ha deciso in queste ore, a tutela dell'interesse pubblico, di rinviare di 30 giorni tutte le attività previste dal cronoprogramma per il trasferimento di beni, mezzi di trasporto e personale da One scarl (gruppo di imprese che riunisce tutti gli attuali gestori del servizio di trasporto pubblico su gomma in Toscana) ad Autolinee toscane (azienda che si è aggiudicata la gara di appalto a lotto unico regionale per la gestione del servizio di tpl per i prossimi anni). Un trasferimento che per il sindacato è stato solo posticipato, in quanto approvato nel rispetto di quanto previsto dall'art. 15 del contratto-ponte attualmente in essere tra la Regione e One scarl. E che coinvolgerebbe quindi anche Ctt Nord.

Dal sindacato si dichiarano pronti a presentare esposti alla procura "come già fatto con oltre 300 firme raccolte che fanno parte di una dettagliata denuncia". "Siamo dalla parte di cittadini e lavoratori", si chiude la nota.
Giovedì 7 novembre 2019 alle 07:17:59
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