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Con-Vivere, Figaia (Cisl): "Al festival solo sindacalisti di sinistra"

La lettera
Con-Vivere, Figaia (Cisl): `Al festival solo sindacalisti di sinistra`
Massa-Carrara - Pubblichiamo di seguito la lettera aperta inviata da Andrea Figaia, segretario conferderale UST CISL TOSCANANORD, al presidente della fondazione Cassa di risparmio, Isoppi. "Anche quest'anno - scrive Figaia - l'edizione di Con_Vivere è stata indubbiamente partecipata, molta gente ha affollato gli eventi, forse alcuni si sono sovrapposti, ma in definitiva anche nella comunicazione sembra un modello innovativo che piace. Il tema della 'formazione' è stato approfondito e sviscerato da varie angolature ed anche, per parte sindacale, è stato richiesto un contributo che ha visto protagonista il Segretario generale aggiunto della Cgil nazionale".

"Non ci pare la prima volta che questo accade e la prospettiva, il punto di vista, l'obiettivo di indirizzo, sembrano, in effetti, coordinarsi con il pensiero politico sindacale della organizzazione di sinistra. Lo scorso anno prevalse la tesi del conflitto come la migliore arma la più efficace che permetta a chi rappresenta il mondo del lavoro di relazionarsi con le imprese chi le rappresenta il mercato. In punta di piedi, evidenziammo come questa modalità politica, di parte, rappresenti solo un'anima del movimento sindacale ed anche, ci appare, come se non superata certamente bisognosa di confronti onesti con le imprese e con le altre organizzazioni".

"Si pensi al tema della democrazia rappresentativa del confronto della rappresentanza nei consiglio di amministrazione delle imprese operata dai corpi intermedi delegati dal mondo del lavoro. Quest'anno nuovamente la Cisl, ma anche la Uil, non sono state interpellate e non hanno potuto dare il loro loro contributo".

"Ci pare questa una scelta unilaterale non condivisibile in un contesto dove invece tutte le opinioni le idee le rappresentanze devono essere presenti. In fondo lo spirito del Festival è dichiaratamente proprio quello di aprirsi a tutte le anime ed alle istanze presenti nella cultura e nella società. Carrara è per antonomasia la patria della libertà, quella "vera", anche senza regole; non riteniamo giusto inserire una forzatura di unilateralità. E poi, che problema c'è ad aprire il confronto?"

"Anche il mondo cattolico viene lasciato volutamente ai margini: un grazie a don Raffaello, sempre presente, preparato e deciso, ma che prende la parola dal pubblico. L'intervento inaugurale, di gran livello culturale, ha previsto in scaletta la presenza di un 'teologo' il cui pensiero è "sia in campo etico che in campo strettamente dogmatico, oggetto di discussioni e polemiche, per le posizioni non sempre allineate con le gerarchie ecclesiastiche".
Come dire, dichiaratamente: parla è bravo è colto ma ormai non esprime più la posizione della Chiesa cattolica".

"Quanto sopra, non a fini polemici, ma nella speranza che tutte le voci culturali del territorio, dove la Banca ha sempre operato, interagito e tratto la propria fortuna ( che fu ), possano trovare una propria presenza. Ad majora".
Martedì 10 settembre 2019 alle 17:29:16
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