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Ultimo aggiornamento ore 18.45 del 26 Aprile 2019

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Apuani amanti dei cani, ma sanno le loro responsabilità?

Alcuni punti messi assieme dall'Unione nazionali consumatori e animalidacompagnia.it. E visto il periodo è bene saper cosa fare in caso di guai

spunti e regole
Apuani amanti dei cani, ma sanno le loro responsabilità?
Massa-Carrara - Amici a quattro zampe che diventano parte integrante del nucleo familiare. A Massa-Carrara migliaia di persone hanno un simpatico amico peloso e i volontari del canile sono sempre più attivi per trovare una casa accogliente per chi non ce l'ha. Il primo passo è prendere coscienza che un animale comporta delle responsabilità anche quando il cucciolone di casa provoca dei danni. In merito l'Unione nazionale consumatori, tramite animalidacompagnia.it, ha messo insieme alcuni punti che ricordano quali siano le responsabilità del padrone nel caso in cui "Fido" di rendesse responsabile di qualche guaio più grosso del previsto.

La Corte di Cassazione ha chiarito in diverse occasioni il principio secondo il quale la persona che accudisce un animale e, per questo, lo ha con sé (lo detiene) è responsabile degli eventuali danni che l’animale stesso dovesse causare. “Il detentore di un cane assume una posizione di garanzia con il conseguente obbligo di controllare e custodire l’animale, adottando ogni cautela per evitare e prevenire possibili aggressioni a terzi, a prescindere dalla formale proprietà dell’animale - spiegano dall'Unione consumatori -. Se questi danni derivano da aggressioni che causano lesioni personali a qualcuno, il detentore dovrà rispondere di omessa custodia, in base a quanto previsto dall’art. 672 c.p. che punisce con la sanzione amministrativa da 25,00 a 258,00 Euro chiunque lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi da lui posseduti, o ne affida la custodia a persona inesperta".

"Ciò significa - proseguono - che per essere responsabili non è necessario essere i proprietari dell’animale: l’obbligo di garantire una attenta custodia, applicando la massima diligenza richiesta dalle circostanze per custodire e sorvegliare l’animale, sorge infatti in ogni situazione in cui si crei una relazione tra l’animale e una data persona, anche se si tratta di semplice detenzione e questa persona non è il proprietario. L’articolo 672 c.p. ricollega, infatti, la responsabilità al possesso del cane, da considerarsi come detenzione materiale e di fatto. È considerato, invece, irrilevante ogni riferimento alla legittima proprietà".

Unione consumatori cita anche il codice civile: "Questo principio vale, in parte, anche per stabilire il dovere di risarcimento nelle cause civili. Infatti, l’art. 2052 c.c. prevede che: “il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito”. La persona che “se ne serve” è, di fatto, il detentore. Si richiede che il detentore abbia possibilità di controllo sull’animale e, inoltre, che il rapporto con lo stesso sia autonomo e di una certa durata, non solo temporaneo".

"È necessario - concludono - fare molta attenzione ogni volta che si accetta di prendere in custodia un animale di altri, proprio perché, come ha ricordato la Corte di Cassazione, “l’obbligo di custodia sorge ogniqualvolta sussista una relazione anche di semplice detenzione tra l’animale e una data persona” e questo fa nascere le responsabilità".
Martedì 16 aprile 2019 alle 13:49:50
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