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Ultimo aggiornamento ore 13.04 del 27 Maggio 2020

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Ancora miasmi dal Lavello, Bugliani: «Basta ipotesi, servono verifiche»

Un cittadino ci segnala gli odori nauseabondi. Il consigliere regionale: «Intendo fare la mia parte per arrivare alla verità»

il fosso tra massa e carrara
Massa-Carrara - «Sono quattro giorni che nel Lavello, sito al confine fra Massa e Carrara per la precisione in località Partaccia e Marina di Carrara, il fosso da trasparente e con presenza di fauna ittica è improvvisamente diventato grigio e nauseabondo. Ora, passeggiando, lungo argine ho notato che questo fiume torbido e puzzolente esce dal depuratore di Lavello. Secondo voi è normale?». È la segnalazione che ci ha inviato un cittadino della zona (insieme alle foto che pubblichiamo) e che, ancora una volta, mette in evidenza il problema dei miasmi del fosso Lavello.

Sull'argomento interviene il consigliere regionale del Pd, Giacomo Bugliani. "Non è accettabile che una problematica come quella dell'inquinamento del fosso del Lavello tra Massa e Carrara continui a danneggiare un territorio e la sua popolazione. Così come non è accettabile che ogni anno immancabilmente si affacci al dibattito pubblico una questione che sembra non avere colpevoli e non avere soluzioni. Anche perché dover fare i conti annualmente con l'inquinamento del Lavello all'inizio di ogni stagione estiva significa ogni volta infliggere un duro colpo al nostro turismo, non solo quello balneare. Anche quest'anno gli indici di inquinamento delle acque, infatti, hanno portato a un divieto di balneazione che danneggia la salute dei cittadini e compromette pesantemente la già difficile stagione turistica alle porte, poiché lede l'immagine della nostra costa e la sua conseguente attrattività per i turisti".

"Ho avuto modo di confrontarmi con diversi rappresentanti dei comitati di cittadini e dobbiamo arrivare a una soluzione definitiva" prosegue Bugliani. "E' necessario che tutte le istituzioni pubbliche mettano da parte le proprie appartenenze politiche e collaborino per porre fine a questo annoso problema. Sulla salute dei cittadini e sullo sviluppo del nostro territorio non si scherza e condurre la questione su un terreno di sterile scontro politico è quanto di più dannoso si possa fare per il nostro territorio".

"Io intendo fare la mia parte per arrivare alla verità e credo che tutti i livelli di governo dei nostri territori debbano fare altrettanto nell'interesse dei cittadini. Se ci sono tassi di inquinamento e anomali sversamenti di liquami ci deve essere per forza una causa. Sia che sia il depuratore a provocarlo, sia che si tratti di altre cause, non possiamo più basarci su semplici ipotesi. Servono verifiche sugli investimenti e controlli approfonditi sui corsi d'acqua. Per questo ho già contattato gli uffici regionali e Arpat per avere puntuali aggiornamenti sul tema degli investimenti fatti dal depuratore del Lavello. La Regione, nell'ambito dell'accordo sulla balneazione, ha stanziato importanti risorse per interventi strutturali sui depuratori e per questo ho già attivato, attraverso l'assessore regionale competente, gli uffici perché verifichino il corretto impiego di queste risorse. Ma questa è soltanto una parte del percorso che deve essere fatto. C'è una questione, però, che è prioritaria: occorre compiere e portare a termine quell'attività ispettiva (richiesta dall'accordo siglato sulla balneazione) che è la sola che potrà portarci definitivamente ad accertare cause e responsabilità. Questa attività compete ai Comuni e confido nel fatto che, nel pieno rispetto dei ruoli e della virtuosa collaborazione tra le istituzioni, le amministrazioni locali vogliano intraprendere questo percorso, che è tutto nelle loro mani. Ciascuno faccia la sua parte, perché al nostro territorio servono certezze e risposte definitive".
Martedì 19 maggio 2020 alle 20:21:57
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