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«Vogliamo più spazi in cui studiare». Sit-in per la biblioteca | Foto

Sit in organizzato dal Movimento Giovanile della Sinistra per chiedere alle istituzioni di attivarsi per compensare la carenza di postazioni ridotte ulteriormente dalle normative anti covid-19

in piazza mercurio
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Massa-Carrara - Dove inizia la parola civiltà? Per i manifestanti che hanno preso parte al sit in di questa mattina in piazza Mercurio, di certo non inizia da una città povera di spazi in cui studiare. Per questo il Movimento Giovanile della Sinistra ha organizzato un flash mob per porre l'attenzione sulle condizioni della bibilioteca Giampaoli di Massa e in particolare sulle poche postazioni disponibili per lo studio. In piazza sono scesi un ventina di giovani, soprattutto studenti e studentesse che abitualmente frequentano lo spazio.

Uno spazio che da lunedì torna ad essere aperto al pubblico ma in versione ridotta per rispettare le normative anti Covid-19. Una riduzione che si aggiunge a delle vecchie riduzioni.
Nel 2018 i posti a sedere erano stati portati a 55 a causa di alcuni problemi legati all'agibilità dei locali. E fuori dalla bibilioteca, soprattutto in periodo di sessioni degli esami, si creavano lunghe file di studenti speranzosi di poter contare su una sedia e su di un banco. Ora con riapertura della bibilioteca, i posti disponibili scendono a 34. E per ususfruirne sarà obbligatoria la prenotazione.
A prendere parola durante il flash mob sono stati Elena Baudinelli, Matteo Montali, Cosmo Paolini e Francesco Anselmi. La riapertura in forma ridotta, secondo i manifestanti, sarebbe: «Solo un contentino. Noi chiediamo di più», ha detto Elena Baudinelli. E le proposte che fanno sono molte a partire da quella che prevederebbe ulteriori postazioni da sistemare all'esterno del parco della Rinchiostra.

Ognuno di loro ha portato un libro in piazza per chiedere alle istituzioni locali di riconoscere l'importanza della cultura e impegnarsi per valorizzarla. Mostrano copie de "Il maestro e Margherita" di Michail Bulgakov, del "Manuale di procedura civile", del romanzo "Donna in guerra" di Dacia Maraini, di "Walden ovvero Vita nei boschi" di Henry David Thoreau, de "Le intermittenze della morte" di José Saramago. Matteo Montali riassume così l'evento:«Il punto centrale di questa protesta è che vogliamo ricominciare a costruire questa città dal punto di vista culturale» .
Venerdì 26 giugno 2020 alle 21:36:03
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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