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Ultimo aggiornamento ore 23.19 del 13 Dicembre 2018

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«Tagli alla sanità e i nostri parenti disabili restano senza assistenza»

Una cittadina di Massa e il comitato Salute Pubblica intervengono sul mancato accreditamento della struttura Anffas di Pian del Castellaro a Carrara che comporta la mancata apertura della residenza h24 per giovani-adulti affetti da psicopatologie

i nodi della sanità
«Tagli alla sanità e i nostri parenti disabili restano senza assistenza»
Massa-Carrara - «L'Asl deve accreditare la struttura Anffas di Pian del Castellaro. Senza soldi in nostri parenti disabili restano senza l'assistenza che necessitano». In estrema sintesi è quanto scritto da una cittadina di Massa alle istituzioni locali e all'Asl. La questione riguarda la mancata apertura della residenza h24 per giovani-adulti affetti da psicopatologie, presso la sede di Anffas di Pian del Castellaro (comune di Carrara), per mancato accreditamento da parte della Asl Nord Ovest zona Apuana.

«Condividendo pienamente ogni singola parola riportata di seguito – fanno sapere dal Comitato Salute Pubblica di Massa-Carrara – e condividendo la preoccupazione e l’indignazione della nostra concittadina facciamo appello alle istituzioni coinvolte, e in particolar modo al sindaco di Carrara Francesco De Pasquale e al sindaco di Massa Francesco Persiani, a fare ciò che è di loro dovere». Riportiamo di seguito la lettera.

Scrivo questa lettera per sottoporre all’attenzione delle istituzioni un problema che da cittadina e parente di persona disabile, mi preoccupa e m’indigna allo stesso tempo, sperando, così facendo, di suscitare l’attenzione non solo delle istituzioni chiamate in causa ma anche, e soprattutto, dei miei concittadini, a partire dai parenti di persone con disabilità che vivono quotidianamente il disagio dell’abbandono, della mancata o dell’insufficiente assistenza, della preoccupazione relativa alla gestione dei propri parenti (soprattutto quando si tratta di figli) “dopo di loro”. Entrando nel merito della questione, voglio denunciare la mancata apertura della residenza per giovani-adulti affetti da psicopatologie, presso la sede di Anffas di Pian del Castellaro (comune di Carrara). A premessa specifico che da circa un anno è stata aperta la nuova sede di Anffas in via del Castellaro, una struttura all’avanguardia che comprende sale per i percorsi di cura diurni, ambulatori e un centro di coordinamento per le assistenze domicialiari a pazienti affetti da psicopatologie. La struttura Anffas del Castellaro rappresenta per il nostro territorio un importante punto di riferimento e di supporto alle famiglie per la realizzazione di progetti di vita per persone con disabilità, ma è chiaro che da sola, non ha facoltà, né possibilità di ottemperare a tutti i bisogni a cui occorre far fronte per avviare questi percorsi, serve la collaborazione e compartecipazione delle Istituzioni locali (e anche nazionali). Dunque, entrando nel merito del problema, ad oggi, la Asl Nord Ovest zona Apuana non ha ancora accreditato (cioè “non ha ancora messo i soldi”) l’apertura della residenza destinata ad ospitare h24 i pazienti che necessitano, per un tempo determinato o permanentemente, di un percorso di assistenza onnicomprensivo, volto a favorire un sano processo di emancipazione dalla famiglia d’origine che, nella maggior parte delle volte, si trova in grandi difficoltà a gestire il progredire delle patologie dei propri parenti. Per quel che attiene l’inserimento di persone disabili all’interno delle residenze, la ASL ha il dovere di compartecipare alle spese per la permanenza dei ragazzi (insieme al Comune, per quel che attiene la sua parte e alla famiglia in base all'Isee). Ora, il 15 novembre scorso, si è svolto un incontro tra Anffass e la Asl il cui esito sarebbe dovuto essere quello di partire con l’accreditamento ma, ad oggi, tutto tace! Voglio solo sottolineare che l’apertura della residenza è in ballo da quasi un anno! Purtroppo, a causa del progressivo definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale (con tutte le ricadute che esso ha nella gestione dei servizi da parte degli Enti Locali) il carico dell’assistenza di parenti anziani, disabili o generalmente malati è totalmente sulle spalle delle famiglie, spesso costrette a doversi rivolgere a strutture e personale privato per far fronte alle problematiche relative alle cure e all’assistenza dei loro cari (per chi riesce a permetterselo ovviamente!). Anche per ottenere il “minimo sindacale” bisogna imbastire battaglie contro una gestione che sempre di più guarda alla “salvaguardia dei conti” (spesso in rosso...di certo non a causa dei cittadini, semmai di chi scialacqua i fondi pubblici per interessi personali, e la città di Massa ne sa qualcosa) anziché all’interesse del cittadino agendo, così facendo, in aperta violazione con quanto la nostra Costituzione sancisce all’articolo 32. Questa mia lettera vuole essere una “denuncia informata” su quello che sta accadendo sperando che serva a suscitare l’attenzione e l’intervento di coloro che sono stati scelti (oltretutto di recente) a rappresentare gli interessi dei cittadini del nostro territorio; scelti per invertire la rotta di politiche che da decenni stanno erodendo il sistema di welfare locale costruito negli ultimi decenni grazie alle battaglie di tanti cittadini e alla professionalità di migliaia di operatori sociali, educatori, psicologi e assistenti personali che con il loro sacrificio e la loro abnegazione (purtroppo spesso mal retribuita) rappresentano un’ancora di salvezza per tutte quelle famiglie che si trovano a gestire persone disabili. Voglio concludere dicendo che la disabilità non è una “croce” e l’obiettivo delle famiglie non è quello di “scaricare” o liberarsi del problema abbandonando i propri parenti nelle strutture gestite da altri. L’obiettivo delle famiglie, naturalmente, è quello di garantire una vita degna di essere vissuta a queste persone, di creare un percorso che assicuri loro un progetto di vita a cui hanno pieno diritto. Da sole le famiglie non possono fare tutto questo, perché non hanno né risorse, né strumenti adeguati. Dato che, in riferimento alla residenza del Castellaro, ci sono sia gli strumenti che il personale competente, le Istituzioni, in particolare la ASL, devono mettere la parte che spetta loro: e cioè i fondi necessari. Chiedo l’immediato accreditamento per l’apertura della residenza del Castellaro. È sulla coscienza di ognuno dei referenti di questa lettera il benessere o meno dei loro cittadini. Scrivo questa lettera esigendo dalle Istituzioni di risolvere la problematica quanto prima ma, se questo non dovesse accadere (nei tempi che servono a rispondere ai bisogno materiali delle persone, e non in quelli della burocrazia!) ognuno si assumerà le proprie responsabilità.
Martedì 4 dicembre 2018 alle 22:33:48
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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