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Ultimo aggiornamento ore 09.13 del 12 Dicembre 2018

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«Rischio svendita per la Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara»

L'allarme lanciato da Massa Città in Comune: «Servono competenze tecniche»

nomine strategiche
«Rischio svendita per la Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara»
Massa-Carrara - Esprime preoccupazione il gruppo Massa Città in Comune per ciò che sta avvenendo in Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara e ciò che «potrebbe succedere nel territorio» in conseguenza dell’esposizione al rischio fallimento della Banca Carige, su cui la Fondazione ha fatto investimenti azionari consistenti.

«La Fondazione è da sempre, nella nostra provincia, motore di importanti iniziative di carattere culturale e sociale. Questo suo ruolo, che è poi quello proprio delle Fondazioni, rischia di essere messo in discussione da quanto sta accadendo in Carige», spiega Massa città in Comune, che precisa «e da come ciò viene affrontato da chi è addetto all'amministrazione».

Il gruppo entra nel merito: «Negli ultimi 6 anni il 50% del patrimonio netto è stato letteralmente bruciato, passando da 154 a 85 milioni di euro (fine 2017), compresa la svalutazione della partecipazione azionaria in Carige (da 22 milioni a 17 mila euro) e mancando ancora la svalutazione del bond Upper Tier II in portafoglio, cosa che, se avvenisse con il prossimo bilancio, porterebbe ad un ulteriore riduzione del patrimonio».

Con una nota Mcc ricorda il parere favorevole che lo scorso 10 aprile ha espresso il Collegio dei revisori della Fondazione al recepimento sia della carta delle Fondazioni del 2012, sia del protocollo di intesa Acri/Mef del 2015. «La Carta definisce in maniera ben precisa le qualità professionali per le nomine. Ma nelle recenti designazioni sembra di rivedere insieme agli errori fatti in passato anche la stessa volontà di ripeterli».

Sotto la lente di Massa Città in Comune la designazione fatta dal Comune di Massa e le dichiarazioni dell’assessore al bilancio Pierlio Baratta rilasciate sulla stampa locale secondo cui “l’indicazione è di schierarsi con chi si impegnerà a dare più visibilità e più fondi a Massa”, definite da Massa Città in Comune «clamorosi autogol».

«Il designato, nella persona dell’avvocato Luca Benedetti, già collaboratore presso lo studio Persiani come si può evincere dal curriculum presentato per la consulenza presso Erp, è invitato a votare per quel presidente e vicepresidente che abbia sensibilità verso la città di Massa. Questa dichiarazione contrasta con le previsioni statutarie che disciplinano la Composizione del Comitato di Indirizzo, che così recita: “Tutte le designazioni debbono essere fatte nell'interesse della Fondazione. La nomina deve essere intesa non come forma di rappresentanza in seno alla Fondazione degli interessi propri del soggetto designante”. Inoltre, ovviamente solo se tutt'ora vigente, il ruolo di collaborazione e consulenza presso Erp, sempre controllata dagli enti designanti, sembrerebbe incompatibile con la nomina e lo renderebbe ineleggibile. Sarebbero inoltre da verificare il ruolo di direzione politico amministrativa del designato Benedetti, ex segretario del Psi di Montignoso, tenendo presente la sua importante partecipazione alla recente campagna elettorale per l'elezione del sindaco di Massa come sostenitore della Lista Persiani Sindaco».

Il gruppo sottolinea inoltre che la scelta del Comune di Massa «avremmo preferito ricadesse su una donna, così da sanare la quota rosa del 3.3, ad oggi non raggiunta, e che si ricercassero al tempo competenze economiche e finanziarie nel designato/a, vista la carenza tecnica all'interno del Comitato di indirizzo. Sarebbe stata poi apprezzata la scelta di curricula con esperienze professionali nel settore o nel mondo accademico».

Massa Città in Comune chiede nomine tecniche e professionali in un momento in cui potrebbero essere «decisive per il destino della Fondazione». «Il Protocollo Acri/Mef promuove e sostiene la necessità di fusione fra Fondazioni patrimonialmente deboli e fondazioni patrimonialmente solide e strutturate. La prima di queste fusioni è stata recentemente promossa fra Fondazione Cuneo e Fondazione Bra, dove l’ottava si è mangiata la numero 75. Sarebbe molto importante dunque capire quali saranno le indicazioni strategiche del Comitato di Indirizzo in merito a questa possibilità. La debolezza patrimoniale di Fondazione Crc la rende una possibile preda da parte delle fondazioni più ricche e solide dei territori limitrofi. Ulteriori svalutazioni di poste di bilancio potrebbero aprire la strada all'ingresso dentro una fondazione più grande. Ecco perché queste nomine saranno storicamente decisive per il destino della Fondazione e, di conseguenza per il destino del territorio in cui opera. I designati devono possedere qualità professioniali utili a difendere gli interessi del territorio, e questo non può significare ancora una spartizione: a Carrara 80, a Massa 10 e alla Lunigiana 10. L'obiettivo deve essere la tutela del patrimonio della Fondazione e il miglioramento della redditività, da cui discendono il mantenimento dei livelli occupazionali e delle erogazioni».

«Sembra invece – conclude Massa città in Comune - che si stia lavorando per arrivare alla svendita della nostra Fondazione e del suo patrimonio territoriale ad una Fondazione più importante. Magari gli stellati spingeranno per Livorno, i leghisti per Pisa e i vecchi poteri per Spezia o Lucca. Le designazioni fatte sin qua sembrano frutto di quella logica consociativa che ha distrutto la Fondazione Crc. La designazione del Comune di Massa appare in continuità con tutte le precedenti scelte e non sembra indice di nessun cambiamento scegliere un membro contiguo al Sindaco di turno. Stupisce anche la nomina a revisore, in sostituzione di Pierlio Baratta, del suo socio Massimo Gabbani, come se nella provincia di Massa-Carrara il Registro dei Revisori Contabili abbia come iscritti solo i membri di quello studio. Questo conferma come l’attuale Comitato di Indirizzo abbia uno stretto rapporto con l’attuale guida politica del Comune di Massa e non miri a cambiare direzione rispetto a quegli indirizzi del passato che si sono così poco curati della solidità della Fondazione. Perfetta continuità col passato dunque, altro che cambiamento».
Martedì 27 novembre 2018 alle 07:01:24
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