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Ultimo aggiornamento ore 21.37 del 15 Luglio 2019

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"Arresta l'arresto", i poliziotti apuani pronti a usare il defibrillatore

Presentato il progetto nel quale la Questura di Massa-Carrara risulta essere il primo ufficio di polizia della Toscana ad aver ottenuto dalla Regione la qualifica di "provider di formazione"

soddisfatto il questore
`Arresta l´arresto`, i poliziotti apuani pronti a usare il defibrillatore
Massa-Carrara - Dal 31 gennaio 2019 la Questura di Massa-Carrara è divenuto il primo Ufficio della Polizia di Stato della Toscana, ad aver ottenuto dalla Regione, con apposito decreto, la qualifica di “Provider di formazione Bls-D”. Ciò consente al personale che fa parte del provider, guidato dal dirigente dell’Ufficio Sanitario Provinciale della stessa Questura, medico superiore della Polizia di Stato, dottor Umberto Piemontino, di svolgere i corsi di formazione per l’utilizzo del defibrillatore, rivolti ai poliziotti che ne facciano richiesta.

La realizzazione del progetto, attuato d’intesa con la Direzione Centrale di Sanità della Polizia di Stato e con il Coordinamento Sanitario della Polizia di Stato per le Regioni “Toscana-Umbria-Marche”, è stata fortemente voluta dal questore Giuseppe Ferrari e costituisce la naturale prosecuzione del programma “Defibrillazione precoce - arresta l’arresto” avviato nel 2012, attesa l’importanza della defibrillazione, che permette spesso di salvare la vita delle persone, valorizzando il ruolo degli appartenenti alla Polizia di Stato e il loro essere “sempre al servizio dei cittadini”.

Alla prima giornata di formazione, svoltasi lo scorso 2 aprile, hanno partecipato 8 operatori, i quali, al termine del corso, hanno conseguito l’attestato come “Esecutore Bls-D Adulto e Pediatrico per Laici”, che autorizza l’utilizzo del defibrillatore semi-automatico esterno. Soddisfatto il questore Ferrari che ha presentato alla stampa insieme al dottor Piemontino il traguardo: «Ci tengo molto a questo progetto – ha affermato Ferrari – perché fa sì che sul nostro territorio ci saranno poliziotti in servizio o liberi dal servizio che potranno intervenire e salvare vite attraverso l’utilizzo dei defibrillatori che si trovano in molti luoghi pubblici. L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo – ha proseguito Ferrari – in Questura e presso le Specialità (polizia stradale, ferroviaria e postale), visto che si sono registrate, fino ad ora, ben 48 adesioni, ciò a testimoniare la grande generosità e l’altruismo dei poliziotti apuani».

«Un individuo su mille può essere colpito da arresto cardiaco – ha spiegato il dottor Piemontino – e intervenire con tempestività significa salvare vite. Da qui l’importanza del progetto di formazione al quale parteciperanno anche dalle province di Lucca, Firenze, Grosseto Livorno e Pistoia».
Giovedì 4 aprile 2019 alle 19:43:09
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