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Ultimo aggiornamento ore 21.13 del 18 Dicembre 2018

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«A Massa-Carrara organici dimezzati per i reparti speciali di polizia»

Il grido d'allarme della segreteria provinciale di Silp Cgil. Orsi: «I rinforzi promessi nella nostra provincia sono di gran lunga inferiori rispetto ai pensionamenti già previsti»

sicurezza in pericolo
«A Massa-Carrara organici dimezzati per i reparti speciali di polizia»
Massa-Carrara - È un grido d'allarme quello lanciato a Massa dalla segreteria di Silp Cgil Massa-Carrara: sono sempre meno gli agenti della polizia di Stato presenti in provincia, un deficit sempre più grave. Il sindacato di polizia ha organizzato una conferenza stampa a Massa alla quale hanno preso parte il segretario provinciale, l'ispettore delle volanti, Alberto Orsi, insieme ai vicesegretari Roberto Bergamaschi (polizia stradale di Pontremoli), Alessandra Farina (Questura) e Paolo Sacchetti (polstrada Massa).

Nell'ambito dell'iniziativa "#Diamoinumeri", il Silp ha fatto il punto delle carenze di personale che si trova ad affrontare la polizia di Stato apuana. In particolare quelle più gravi sono state segnalate nei reparti speciali come la polizia stradale, la polizia ferroviaria e quella postale.

Polizia stradale
«Per quanto riguarda la polstrada – ha spiegato l'ispettore Orsi – a Massa l'organico è stato quasi dimezzato, passando dalle 40 unità del 2010 alle 25 del 2018. Numeri che oggi non garantiscono la continuità nel pattugliamento. Spesso noi delle volanti, per sopperire alla mancanza, dobbiamo intervenire per il rilievo di sinistri stradali, lasciando scoperto quindi il controllo del territorio».

Polizia ferroviaria
Situazione ancora peggiore, denunciano i sindacalisti, alla polfer: l'organico si è letteralmente dimezzato negli ultimi 4 anni, passando dalle 8 unità del 2014 alle 4 di quest'anno. «Stessi numeri per la polizia ferroviaria di Pontremoli. Tutto questo è inaccettabile – ha detto Orsi – e, nel caso della Lunigiana, è ancora più grave dal momento che si tratta dell'unico presidio di polfer dalla costa all'Emilia. E anche alla stazione di Massa, nelle ore notturne, devono intervenire le volanti».

Polizia postale
Numeri quasi dimezzati anche per la polizia postale: dal 2014 al 2018 gli agenti si sono ridotti da 8 a 5. «I gravi tagli alla polizia postale – ha spiegato Orsi – hanno inciso anche sugli ufficiali di polizia giudiziaria. Ne è rimasto soltanto uno ed è l'unico che può raccogliere le denunce per reati informatici». E questo, secondo il sindacalista, è «molto grave», visti i dati sul forte aumento del cosiddetto cyber crime.

E i rinforzi annunciati dal ministro dell'interno Matteo Salvini? «Al momento il ‘governo del cambiamento’ – ha affermato Orsi – si sta rivelando, per quel che riguarda la sicurezza, il governo del ‘cambianiente’. I rinforzi promessi nella nostra provincia sono di gran lunga inferiori rispetto ai pensionamenti già previsti e non hanno interessato le Specialità (Stradale, Ferroviaria e Postale) la cui funzionalità ed esistenza sono seriamente a rischio. Tutto questo inserito in un contesto, quello della legge di bilancio, che non prevede risorse e novità per i poliziotti, nonostante le promesse e gli annunci».

«Per questo abbiamo lanciato una campagna di mobilitazione nazionale - afferma il segretario - con lo slogan trasformato in un hashtag #cambiamo la manovra. Infatti le risorse previste dal governo nella legge di bilancio sono sostanzialmente in continuità col passato e per quel che riguarda le assunzioni si riparte dalle 7.500 nuove unità nel triennio già programmate e finanziate dalla vecchia manovra».

«Non solo - aggiunge il sindacalista -, per il nostro contratto di lavoro, che scade a fine anno, gli stanziamenti previsti, che vanno da 1.100 milioni nel 2019, 1.425 milioni nel 2020 fino a 1.775 milioni nel 2021, permetteranno un modesto incremento stipendiale pari a 31 euro lordi per il prossimo anno. 15, 20 euro netti. Una miseria e un affronto intollerabili. Anche per quel che riguarda il riordino interno delle carriere, che dovrebbe servire a migliorare l’efficienza degli apparati, sono previsti appena 70 milioni di euro che si sommano ai 20 milioni. Cifre irrisorie».

«Questi sono i motivi - conclude il rappresentante del Silp Cgil - per cui la manovra si deve e si può cambiare in Parlamento. Iniziamo dunque un percorso di mobilitazione che coinvolge anche il nostro territorio con l’obiettivo di sensibilizzare i parlamentari locali e l’opinione pubblica».
Venerdì 7 dicembre 2018 alle 20:31:47
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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