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Ultimo aggiornamento ore 22.04 del 12 Novembre 2019

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Erosione, la Regione conferma ripascimento a Poveromo. Sabbia da Viareggio

Consegna lavori entro fine anno. I Paladini Apuoversiliesi: «No alle spiagge con detriti di marmo, sarebbe una iattura per il commercio»

la costa apuana
Erosione, la Regione conferma ripascimento a Poveromo. Sabbia da Viareggio
Marina di Massa - “Abbiamo scritto all’Assessore Federica Fratoni - dice Orietta Colacicco, presidente dei Paladini Apuoversiliesi - per sapere quando avrebbe avuto inizio il ripascimento a Poveromo, denominato ‘Ripascimento del litorale di Massa a sud del fosso Poveromo – Comune di Massa (MS). Intervento 2016-DC-2’. Ieri ci ha risposto comunicandoci che il contratto con Infrastrutture srl, cui è stato aggiudicato l’intervento, dovrebbe essere siglato il 3 ottobre, con consegna lavori entro fine anno. E – aggiunge Colacicco – purtroppo con il ritardo di un anno si porterà la sabbia da Viareggio alla Riviera Apuana”.

“Aspettiamo con fiducia – dicono dall’associazione – il via di quello che, non solo i Paladini, ma 59 scienziati di tutto il mondo, relatori al Forum Internazionale del Mare e delle Coste di Forte dei Marmi, in testa i professori Mauro Rosi e Giovanni Sarti dell’Università di Pisa, ritengono l’unica mitigazione possibile contro la galoppante erosione, ormai arrivata oltre il Bagno Alice di Forte dei Marmi, dopo il semaforo di Vittoria Apuana, andando verso il pontile a sud. Bisogna pensare che nel comprensorio apuoversiliese ci sono grandi zone di accumulo che sono le imboccature e le aree sopraflutto dei porti di Viareggio e Marina di Carrara, le foci dei fiumi navigabili per il diporto di Arno e Magra e la cosiddetta “zona di convergenza” della cella che va dalla Capannina di Forte dei Marmi alla Bussola, accumuli che producono disagi ai porti, ma anche ai turisti, che per fare il bagno devono fare chilometri. Esempio la costa dei Barbari, dove addirittura per raggiungere il mare bisogna camminare per 300 metri. La raccomandazione quindi è quella di portare queste sabbie in eccesso nelle aree in erosione, quali Marina di Massa, Ronchi, Poveromo, Cinquale e sino a Vittoria Apuana”.

“In questi giorni però - continua Colacicco - leggiamo che la Marble Way di Carrara pensa a un ripascimento con detriti di marmo, nell’ottica dell’economia circolare, portando a ragione che le spiagge in ghiaia hanno dimostrato una elevata stabilità, anche in assenza di difese costiere. Come Marina di Pisa. No grazie. In 20 anni, ho sentito altre volte questa ipotesi ed è proprio quello che non bisogna fare. Sarebbe la fine del turismo. Chi arriva in Apuania e in Versilia vuole la sabbia, non vuole tagliarsi i piedi, camminando sulla spiaggia né entrando il mare. Vuole che i bambini camminino e gattonino tranquilli. È area anche di turismo familiare. Poi non ci si lamenti se crolla il commercio. Un conto è parlare della provincia estesissima di Massa e Carrara. Il commercio è in crisi ovunque in Italia, insidiato dall’avanzare delle nuove formule dell’e-commerce. Ma per il tanto amato turista, lo shopping fa parte dell’offerta. In Apuania calano i punti ombra per l’erosione, diminuisce l’occupazione delle camere del 27% dal 2008 al 2017, e il commercio non ne risente? Non c’è forse correlazione? A Marina senz’altro, in centro a Carrara pure. Forse quella nostra idea di riconvertire il porto in turistico con una banchina per il commerciale sarebbe tutta da riesaminare da parte dei commercianti e degli industriali del marmo. Il porto del marmo, su nostra idea tratteggiato dal socio Tiziano Lera, sarebbe una promozione permanente per tutta Carrara e per gli industriali del marmo. Con i blocchi a vista e il frutto della loro lavorazione nelle statue in marmo lungo i percorsi e in mare, nell’anfiteatro in marmo. Con alle spalle lo scenario unico delle apuane. Un’attrazione per approdare con gigayacht, navi da crociera, imbarcazioni di ogni tipo, ma anche da visitare e da vivere. L’anno scorso abbiamo invitato Confindustria e Confartigianato ad aprire un dialogo”.

“Ora – prosegue – estendiamo l’invito anche a Confcommercio, alberghi, balneari e tutte le attività economiche, ma anche ai sindacati, ai cittadini. Per il benessere di tutti, per uno sviluppo di Carrara e il rilancio di tutta la costa, bisogna guardare all’innovazione e a un’economia sostenibile. Senza contare che ci si dimentica che per un intervento come quello del ripascimento in ghiaia non basta la Regione, bisogna interpellare e avere l’assenso dei portatori di interesse e di tutti i comuni vicini. Come ci si dimentica che sul progetto dell’ampliamento del porto pende un ricorso al TAR, presentato dal Comune dei Forte dei Marmi, balneari di Forte dei Marmi e Montignoso, oltre a camping della Partaccia. E allora facciamo un confronto, un dibattito pubblico vero e chiediamo anche agli abitanti di Marina che cosa vogliono. Noi sappiamo che non vogliono certo l’esondazione del Carrione che temono potrebbe arrecare un ampliamento del porto, aggiungendo danno alla possibilità di far aumentare l’erosione. Coinvolgiamo le Università, mettiamo a confronto gli studi che la Marble Way dice di portare avanti con l’Università di Siena. Geotecnologie con la posizione del Team coste, coordinamento fra le Università di Pisa, Firenze e Siena, cui da tempo fanno riferimento i Paladini. Su una cosa siamo d’accordo: il marmo è un’eccellenza e il porto del marmo gli renderebbe onore. Ma è un’eccellenza anche la spiaggia, quella di sabbia. E in Apuoversilia a sud c’è l’accumulo e bisogna spostare quella nelle aree dove scarseggia a nord”.
Giovedì 26 settembre 2019 alle 10:28:20
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