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Ultimo aggiornamento ore 18.33 del 9 Aprile 2020

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«Una discarica a cielo aperto, continue vessazioni e minacce. Ora basta»

Alcuni residenti di Ronchi-Poveromo raccontano quanto sta accadendo accanto alle loro case da alcuni mesi

la denuncia
«Una discarica a cielo aperto, continue vessazioni e minacce. Ora basta»
Marina di Massa - «Una discarica a cielo aperto vicino a casa nostra, ora basta a queste continue vessazioni». La denuncia arriva da Michele Mazzoni, la cui famiglia è proprietaria di due ville nella frazione massese di Ronchi. Per questo il signor Mazzoni ha presentato un esposto a Guardia di Finanza, carabinieri forestali e polizia municipale. «La mia famiglia – spiega – è proprietaria di due ville con giardini in via dei Peri di Levante ai Ronchi-Poveromo. Scrivo a nome della mia famiglia e degli abitanti di via dei Peri di Levante riguardo a una situazione indegna che si è creata a partire dalla primavera 2019 nel terreno accanto a uno dei nostri».

«Il proprietario di quel terreno – prosegue – ha dato in uso il suo terreno a una ditta edile che vi ha fatto il suo deposito altresì interpretabile come discarica a cielo aperto. Il proprietario ha dichiarato alla polizia di averlo dato in affitto (senza contratto) a dei parenti (a me personalmente non ha detto che si tratta di parenti ma di persone sfrattate da un altro terreno su via Roma vicino all’autostrada) e che il casotto degli attrezzi costruito nel 2019 sia invece presente sul terreno da molti anni. Dalle foto aeree passate e recenti però non c’è traccia di suddetto casotto. Io in persona sono stato ai Ronchi fino a dicembre 2018 e non c’era nessuno in quel terreno, tantomeno un casotto. Quando sono tornato, ad aprile 2019, il terreno invece era occupato».

«Ci siamo accertati con un geometra – racconta ancora Mazzoni – che la zona dei Ronchi è una zona protetta e tutelata, boschiva e residenziale e che quindi i terreni qui accanto non possono essere utilizzati come propaggine di un’attività commerciale, la quale crea a noi abitanti della via ingenti disagi. Abbiamo già fatto un esposto a polizia e dirigenti comunali l’estate e l’autunno scorsi, senza ottenere ancora alcun provvedimento, quando l’attività di questa ditta era assidua e rumorosa: con l'escavatrice scavavano e spostavano materiale in ferro, impalcature e quant’altro, per ‘mettere ordine’. 'Mettere in ordine' è un’espressione biasimevole, in quanto il decoro creatosi accanto alle nostre proprietà è disdicevole e inaccettabile. Ci sono stati anche episodi di sotterramenti e di roghi, quest’ultimi a inizio 2020. Ci domandiamo cosa abbiano sotterrato con la ruspa, forse materiali che non possono essere portati a una discarica ufficiale? L’estate scorsa hanno lavorato per diverse volte e per molte ore, vicino al nostro confine, scavando e ricoprendo, e durante le festività natalizie i miei vicini mi hanno riferito che la loro attività è stata purtroppo assidua».

«Dalla primavera 2019 – continua – siamo vessati dal passaggio continuo, anche 6/8 volte al giorno nel periodo primaverile-estivo, di un camion che trasporta materiale pesante e guidato dal signore presentatosi come titolare della ditta, di due camioncini bianchi e in un’occasione di altri due camion per il trasporto di una ruspa e di un carico di legna. Com’è possibile che questo traffico così frequente, rumoroso e inquinante abbia il permesso di circolare in una via stretta come la nostra, con un passaggio a raso accanto ai cancelli delle proprietà, dove per altro vivono e giocano bambini? L’estate scorsa passavano a elevata velocità, ben oltre il limite di 30km/h. Ovviamente ci siamo lamentati direttamente con questi signori, ricevendo in cambio minacce di non specificate ritorsioni in caso di denuncia, perché sanno benissimo di non poter stare lì, il titolare lo ha ammesso, e di cominciare a fare rumore alle sei del mattino. In aggiunta alla vessazione cui ci hanno sottoposto e continuano a sottoporci, hanno inoltre spaccato il muretto all’inizio della via».

«Il calcolo del nostro Imu – osserva Mazzoni – si basa anche su quella che dovrebbe essere una preziosità tutelata della zona, al cui mantenimento di standard elevato noi tutti ci impegniamo da decenni, per esempio noi Mazzoni da mezzo secolo, dal 1958, anno in cui mio nonno costruì le ville. Vogliamo anche sottolineare che le ville di nostra proprietà sono state classificate dal nuovo Regolamento Urbanistico come edifici di significativo valore e pertanto sottoposti a una serie di tutele. Non capiamo quindi come questa normativa possa permettere che un terreno direttamente confinante, situato in questa zona di rispetto, possa essere utilizzato come discarica o magazzino edile a cielo aperto senza che le autorità competenti prendano i dovuti e immediati provvedimenti in merito. Il degrado e il disturbo che proviene dal terreno confinante col nostro non è ammissibile. Non vogliamo ritrovarci la primavera e l’estate prossima a essere ancora vessati da questa ingiustizia».

«Chiediamo alle autorità di intervenire – conclude Mazzoni – per aiutarci a porre fine a questo scempio, impedendo a questa ditta di condurre un’attività così disturbante dove non è né lecito né permesso, ovvero in mezzo alle ville in una zona tutelata residenziale e boschiva, dove da generazioni vivono in pace le nostre famiglie».
Mercoledì 29 gennaio 2020 alle 07:00:04
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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