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Ultimo aggiornamento ore 07.00 del 4 Agosto 2020

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Sit-in di protesta: «Al mare solo chi può pagare, questa è discriminazione»

Venerdì è in programma la manifestazione per chiedere pari dignità tra spiagge libere e stabilimenti balneari.

Tutti al mare
Sit-in di protesta: «Al mare solo chi può pagare, questa è discriminazione»
Marina di Massa - "Tutti al mare". Si chiama così la manifestazione in programma venerdì 24 luglio alle 17:30 in difesa delle spiagge libere del litorale. Ad organizzarla il gruppo Facebook "In 500 in battiglia, al mare solo chi può pagare un ombrellone?", gruppo nato a giugno per sollevare la questione delle condizioni dei tratti di arenili liberi del comune di Massa.
«La nostra è una protesta per chiedere pari dignità tra spiagge libere e stabilimenti balneari». A parlare è Matilde Balatresi Nocchi, “mamma-cittadina”, come ama definirsi, tra le organizzatrici della protesta di venerdì “Tutti al mare”. Un nome che, spiega Balatresi, è la rivendicazione di un diritto: quello di poter godere di una giornata al mare senza subire discriminazioni. «Sin dall'inizio della pandemia le spiagge sono state gestite in maniera discriminatoria. – interviene Matilde Balatresi Nocchi – Durante il lockdown la Regione Toscana ha permesso ai balneari di pulire il tratto di spiaggia che hanno in concessione; sulle spiagge libere, invece, da Firenze sono arrivate poche notizie e confuse». E Matilde, che l'estate è abituata a trascorrerla proprio in una spiaggia libera n compagnia dei figli, ad aprile scrive al sindaco:«Il mare sarebbe stata una fonte di benessere per tutti dopo una fase così delicata come quella che abbiamo vissuto a causa dell'emergenza sanitaria. A Massa, però, si è pensato solo agli stabilimenti balneari, discriminando le persone che non li frequentano per motivi economici o per scelta. Il 27 maggio, mentre c'erano bambini sotto gli ombrelloni, con i miei figli potevo solo camminare lungo la battigia». Discriminazioni, secondo Gaetano Vacca, marittimo e organizzatore della protesta che venerdì partirà dal pontile di Marina di Massa, che è il momento di superare: «Questa, a mio avviso, è una battaglia di civiltà, – commenta – una protesta per ricordare che il mare è di tutti. E questo principio la nostra amministrazione avrebbe potuto affermarlo, come si legge nell'articolo 34 del Codice della Navigazione: “le amministrazioni possono chiedere parte del demanio pubblico per eventi eccezionali”».
Venerdì, a partire dalle 17.30, si svolgerà un sit-in di protesta sul pontile di Marina di Massa. «Chiediamo pari dignità tra spiagge libere e in concessione. Chiediamo una gestione trasparente dell'arenile: vogliamo capire chi deve pulire che cosa e chi deve assicurare una balneazione sicura e dove. E vogliamo che il Comune e la Regione prendano una posizione chiara sulla Bolkestein: siamo consapevoli che le sanzioni dell'Unione Europea le pagheremo tutti?».
Mercoledì 22 luglio 2020 alle 10:45:01
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