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«Le colonie di Marina siano riconosciute 'bene culturale'»

Il Grig ha inoltrato la richiesta al Ministero per i beni e le attività culturali

«Le colonie di Marina siano riconosciute ´bene culturale´»
Marina di Massa - Le colonie marine comprese fra Marina di Massa e il torrente Lavello, che segna il confine tra i comuni di Massa e di Carrara, costituiscono un sistema di grande valore architettonico inserito in un contesto paesaggistico pregevole. Lungo circa due chilometri di costa, l’area si caratterizza per la presenza di una successione di grandi complessi edilizi, originariamente il sistema delle Colonie.

Le prime sono state insediate nei primi decenni del XX secolo, come ad esempio la Colonia Ugo Pisa nel 1913, ma è a partire dagli anni ‘30 del secolo scorso che il regime fascista favorisce in maniera sistematica la localizzazione di nuove colonie marine su questa parte del litorale, che insieme a Calambrone rappresenta il sito preferenziale di insediamento delle colonie del ventennio fascista sul litorale tirrenico.

In quegli anni vengono costruite alcuni grandi complessi come la Colonia Motta-Edison, la Colonia Fiat e la Colonia XXVIII Ottobre, poi denominata Colonia Torino. Questi edifici sono tutti firmati da noti professionisti come l’ingegnere Achille Binda che progetta la Colonia Motta, l’ingegnere Vittorio Bonadè Bottino, l’architetto Ettore Sottsass senior. Nel dopoguerra completerà il “sistema” la Colonia Olivetti, di chiara derivazione razionalista e con un’ampia destinazione a verde.

Questi edifici, oggi solo in parte ancora in uso, hanno una destinazione urbanistica a “Colonia” in base al vigente piano regolatore generale del 1980, tuttavia, con le modifiche al Regolamento Urbanistico del Comune di Massa in corso di definitiva approvazione, potranno cambiare destinazione e diventare alberghi, residenze e servizi.

In particolare, risulta a rischio la pregevole e originale struttura della Colonia Fiat, nella quale l’attuale Società immobiliare titolare, la Verve, vorrebbe effettuare incisive modifiche edilizie.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha, quindi, inoltrato al Ministero per i Beni e Attività Culturali, al Segretariato per la Toscana per i Beni Culturali e il Paesaggio, alla Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Lucca, alla Regione Toscana e al Comune di Massa una specifica istanza finalizzata alla dichiarazione di bene culturale della Colonia Fiat e della Colonia Olivetti, le due strutture del sistema delle Colonie di Marina di Massa in migliore stato e a maggior rischio di trasformazione.

Sono due complessi che costituiscono tratti dell’identità del luogo, sicuramente da conservare e fruire senza alterarne aspetti e valori culturali.
Martedì 22 maggio 2018 alle 10:43:40
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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