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Ultimo aggiornamento ore 08.03 del 21 Settembre 2018

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La pesca sportiva nel porto di Marina: è la prima volta in Italia

Ceccarelli: «Accolte le richieste delle associazioni dei pescatori»

SODDISFAZIONE DELLA FIOPS
La pesca sportiva nel porto di Marina: è la prima volta in Italia
Marina di Carrara - Sei mesi e il “Protocollo d'intesa per la promozione della pesca sportiva e ricreativa nei porti della Toscana” adesso è realtà. Un successo storico che porta la determinante firma della Fiops che, insieme alla Fipsas Federazione Italiana Pesca Sportiva Attività Subacquee Nuoto Pinnato e all’Arci Pesca Fisa, ha affiancato i pescatori sportivi e ricreativi facendosi portavoce delle loro richieste davanti alle istituzioni. Adesso nei porti di Piombino, Marina di Carrara, Viareggio, Porto Santo Stefano, Capraia, Portoferraio, Rio Marina, Cavo, Marina di Campo e Isola del Giglio saranno definite aree in cui verrà consentita la pesca sportiva. Si tratta della prima iniziativa di questo genere in Italia.

Il documento è stato sottoscritto dalla Regione Toscana, dalla Direzione marittima di Livorno-Guardia costiera, dall'Autorità di sistema portuale del mar Tirreno Settentrionale, dall'Autorità di sistema portuale del mar Ligure Orientale, dall'Autorità portuale regionale e dalle associazioni nazionali Fiops, Fipsas e Arci pesca Fisa. Lo scopo è quello di rendere le aree portuali fruibili anche per attività diverse da quelle turistico-commerciali e di scalo marittimo e promuovere l’esercizio della pesca sportiva e ricreativa nel rispetto dell’ambiente, in condizioni di sicurezza e nelle forme compatibili con l’organizzazione funzionale delle singole infrastrutture.

"Abbiamo accolto le richieste che ci sono arrivate dalle associazioni dei pescatori – ha detto l'assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli – e abbiamo chiesto alle autorità competenti di condividere con noi la ricerca di un’intesa per far coesistere all'interno dei porti l'attività portuale, prioritaria, e la pesca sportiva, un'attività che in Italia coinvolge circa 2 milioni di persone e che anche lungo la costa toscana è molto amata e praticata. Con questo protocollo diamo il via a questa sperimentazione, la prima a livello nazionale. Ci siamo dati 15 mesi di tempo per attuare quanto previsto e veder se le cose funzioneranno”.

Il protocollo d’intesa si strutturerà in due parti: la prima è rappresentata dalla firma del documento nella quale viene assunto da tutti soggetti un impegno politico. La seconda parte consisterà in un lavoro del tavolo di coordinamento tecnico istituzionale che avrà il compito, entro i 12 mesi successivi alla firma, di individuare le aree dei porti nelle quali sia possibile l’esercizio della pesca amatoriale.

Tali aree saranno provviste di una specifica segnaletica che riporterà regolamentazione e eventuali sanzioni per i trasgressori. "La forza di questo protocollo – dichiara il presidente della Fiops Andrea Collini – è che è stato pensato, voluto, realizzato e reso concreto con il determinante contributo della Fiops che ha lavorato a fianco dei pescatori e delle istituzioni per trovare un'intesa senza precedenti. Adesso dobbiamo riuscire a estendere il documento nelle altre regioni costiere in modo che si possa tornare a pescare in tutti i porti d'Italia. Se in Toscana è stato possibile può esserlo ovunque". Alle associazioni, spetterà il compito di supportare le azioni dei soggetti firmatari del protocollo sensibilizzando i pescatori sul rispetto delle norme, educare alla corretta fruizione del mare e far conoscere la sperimentazione toscana.

La Regione si farà carico di eventuali spese necessarie per la realizzazione del progetto. In una seconda fase il protocollo potrà anche essere esteso ai piccoli porti turistici della Toscana attraverso il coinvolgimento delle amministrazioni comunali. Il modello potrà essere esteso anche alle altre regioni costiere in attesa di una normativa nazionale che regolamenti la materia. "A questo punto – ribadisce Francesco Ruscelli, direttore della Fiops – è solo questione di volontà politica. Con il protocollo d’intesa in Toscana siamo riusciti a infrangere il tabù della pesca nei porti; inserire il tema sociale e ricreativo della pesca sportiva all'interno delle attività commerciali e turistiche svolte nelle aree portuali è un fatto storico nel nostro Paese. Questo risultato è la dimostrazione che i pescatori uniti per una giusta causa possono far sentire e far valere la propria voce. Abbiamo iniziato dalla Toscana ma il nostro obiettivo è replicare il modello anche in altre regioni".

Soddisfazione anche da parte dei vice presidenti della Fiops Gabriele Tubertini, Roberto Trabucco e Lucio di Carlo; la firma del protocollo d'intesa per la pesca nei porti era uno dei cardini dell'attività che l'associazione si era prefissata fin dalla sua nascita. Traguardo raggiunto in pochi mesi che fa ben sperare per le future attività.
Lunedì 20 agosto 2018 alle 10:17:15
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