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Pini di viale Colombo, il caso approda in Parlamento

È stato portato all'attenzione dei ministri Centinaio, Costa e Bonisoli dalla deputata di Liberi e Uguali Muroni che chiede l'intervento del membro del governo

il documento
Marina di Carrara - Il caso del taglio dei pini di viale Colombo a Marina di Carrara approda in Parlamento. La deputata di Liberi e Uguali, Rossella Muroni, ha presentato un’interrogazione a risposta al ministro delle politiche agricole e forestali, Gian Marco Centinaio, quello dell’ambiente Sergio Costa e il ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli. All’interno dell’interrogazione, che riportiamo integralmente di seguito, la parlamentare inserisce praticamente tutte le obiezioni che il comitato contro l’abbattimento dei pini e le altre associazioni ambientaliste hanno rivolto all’amministrazione comunale, chiedendo al membro del governo se quanto deciso sia compatibile con la legge che tutela gli alberi monumentali e invitandolo a sollecitare la Soprintendenza per tutelare le piante.

Interrogazione a risposta in Commissione:

MURONI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, al Ministro per i beni e le attività culturali, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

il Comune di Carrara, ha deliberato l'eliminazione di 17 maestose piante di pino domestico in viale Colombo, e 7 di queste, purtroppo, nonostante le rimostranze della cittadinanza, sono già state abbattute;

la delibera è stata adottata senza una preventiva concertazione con le associazioni, la cittadinanza, le commissioni consiliari e nessuna possibile alternativa all'abbattimento è stata contemplata né discussa;

il tratto di strada interessato è sottoposto a vincolo idrogeologico e paesaggistico e nessuna scheda tecnica sulla presunta pericolosità dei singoli pini è stata presentata;

nel periodo primaverile ed estivo sono vietati tutti gli interventi che possano disturbare la riproduzione dell'avifauna selvatica (articolo 5 della direttiva n. 2009/147/CE sulla tutela dell'avifauna selvatica, recepita in Italia con la legge n. 157 del 1992 e successive modificazioni e integrazioni, e nel caso in questione sono stati rinvenuti nidi caduti a terra;

a tal proposito, Marco Dinetti, coordinatore nazionale della Lipu verde e arredo urbano è intervenuto, con sopralluoghi e lettere all'Amministrazione e ai carabinieri forestali per bloccare il taglio in fine periodo di massima nidificazione, ma senza successo;

diverse esperienze in Italia, anche in zone vicine, hanno garantito la sopravvivenza dei pini, risolto le difformità stradali (in questo caso soprattutto del marciapiede) e garantito la effettiva accessibilità a tutti;

anche gli aspetti di sostenibilità non risultano considerati. La necessità di contrastare il surriscaldamento climatico indirizza gli interventi negli spazi urbani verso un aumento o almeno una conservazione del verde strutturale esistente (inteso non come il verde di arredo, ma le aree parco, i giardini e i viali che possono portare un consistente miglioramento delle condizioni climatiche);

in questo senso, il verde strutturale del viale Colombo non trova adeguata compensazione con un filare di palme del tipo Washingtonia, una specie eteroctona, originaria dei deserti del Nord America e quindi non facente parte della flora italiana e del litorale apuo-versiliese, che non garantisce gli ecoservizi del pino (ombra, produzione ossigeno, abbattimento polveri sottili e CO2) e che risulta peraltro attaccata da un lepidottero, la Paysandisia archon (fonte Arpat);

i pini, che hanno sicuramente più di sessant'anni d'età, costituiscono una delle presenze più riconoscibili del lungomare apuano e abbatterli significa cancellare deliberatamente e arbitrariamente il senso di appartenenza della comunità apuana e un pezzo di storia della città;

ad oggi, nonostante le numerose segnalazioni, la Soprintendenza archeologica delle belle arti e del paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara non è intervenuta e non ha fornito alcuna risposta a cittadini e associazioni che, peraltro, in data 12 giugno 2019 hanno presentato sulla vicenda un esposto alla procura di Massa-Carrara;

un'istanza al Ministero per i beni e le attività culturali, alla Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara, ai carabinieri Forestali di Massa-Carrara e alla procura della Repubblica di Massa-Carrara è stata inviata anche dal GrlG Onlus (Gruppo di intervento giuridico), in data 8 luglio 2019, facente seguito un'istanza precedente del giugno 2019 –:

se siano a conoscenza di quanto esposto in premessa;

se l'abbattimento dei pini in questione sia compatibile con la disciplina di cui alla legge n. 10 del 2013 in materia di tutela e salvaguardia degli alberi monumentali, soprattutto in considerazione del fatto che i tagli già effettuati sono avvenuti in periodi di nidificazione;

se non si intenda adottare sollecitamente ogni iniziativa di competenza, anche tramite la Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara, per assicurare la tutela delle maestose piante di pino.
(5-02546).

Lunedì 22 luglio 2019 alle 20:22:36
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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