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Ultimo aggiornamento ore 08.09 del 16 Ottobre 2018

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«Waterfront, troppo cemento sul lotto 3. Da rivedere le volumetrie»

Riccardo Canesi del comitato Sos Litorale Apuano invia le sue osservazioni al Comune. Interviene anche l'associazione Amare Marina: «Insufficiente il percorso di ascolto dell'amministrazione»

IL DIBATTITO SULL'INTERFACCIA PORTO-CITTÀ
«Waterfront, troppo cemento sul lotto 3. Da rivedere le volumetrie»
Marina di Carrara - «Lo sforzo progettuale alla base dell’intero Progetto di waterfront è certamente apprezzabile ed anche la filosofia del progetto che cerca di ri-utilizzare al meglio infrastrutture già esistenti, non comporta ingenti spese e non sconfina in ambiziosi quanto irrealizzabili opere “megagalattiche” di recente memoria». Così Riccardo Canesi del comitato Sos Litorale Apuano che ha inviato le sue osservazioni sul lotto 3 del waterfront di Marina di Carrara al Comune.

«Al di là di alcuni particolari comunque da rivedere in ogni singolo lotto – ha scritto Canesi – il progetto cosi presentato ha però un senso solo se, come il sottoscritto insieme a molti altri sostiene da anni, il porto turistico verrà realizzato sull’attuale molo di ponente.
In caso contrario, la previsione di continuare ad utilizzare il Viale Colombo per il traffico pesante non rimuove per nulla una delle maggiori criticità del porto, passate e presenti, e cioè l’ingresso a ponente che comporta l’attraversamento di quasi tutti i viali a mare ed una pericolosa commistione con il traffico leggero e con la parte più turisticamente sviluppata e più abitata di Marina. Tra l’altro, proprio nelle premesse allo studio presentato nel 2013, i progettisti ribadivano, tra le finalità, la necessità di alleggerire il traffico pesante e di aumentare la vivibilità degli spazi lungo porto come da linee guida emerse nella consultazione popolare “Porto le mie idee”. Delle due l’una: o il Comune e l’Autorità Portuale finalmente si sono ravvedute (porto turistico a ponente) oppure continuiamo a farci del male senza risolvere i problemi veri (camion sul viale Colombo). In merito al Lotto 3, come già esposto pubblicamente nell’incontro organizzato da Comune e Autorità Portuale, a detta dello scrivente, le volumetrie previste a fine via Rinchiosa nei pressi dell’attuale parcheggio sono inutilmente e dannosamente eccessive , sia per l’altezza (tre piani) che comprometterebbe ulteriormente da un punto di cista urbanistico-ambientale una delicata area già sovraccarica di volumetrie (Autorità Portuale) alcuni delle quali sul piano estetico già molto discutibili (Capitaneria), sia per le esigenze dell’economia locale che non necessita di ulteriori fondi commerciali. Questo blocca della mirabile lunghezza di 120 metri contribuirebbe a separare la città dal mare e non ad unirla. Il contrario quindi degli obiettivo di un water front “sostenibile”. Poco chiara è inoltre la destinazione di tutto questo costruito .
Chi fa che cosa? Un fatto è certo , in caso di “project financing”, Autorità Portuale e Comune dovranno mettere paletti molto chiari finalizzati a non favorire speculazioni economiche ed edilizie. Questa città ha già dato, e gli effetti negativi sono sotto gli occhi di tutti. Tutto ciò premesso, in merito al Lotto 3, questo Comitato chiede quindi di rivedere completamente al ribasso le volumetrie e le altezze che non corrispondono affatto ai bisogni della collettività».

E sulla questione waterfront interviene anche l'associazione Amare Marina. Riportiamo di seguito il loro intervento integrale.

Il water-front di Marina di Carrara nasce esclusivamente per soddisfare una variante al piano regolatore portuale che prevedeva, nel suo ampliamento, un porto turistico a levante del torrente Carrione.
Tale previsione è oggi abbandonata, e ancora non è stata elaborata una nuova variante al piano regolatore portuale, quindi sarebbe stato opportuno attendere la stesura del nuovo piano regolatore portuale, e solo in seguito, a piano regolatore portuale approvato, progettare il water front.
Nel suo complesso il water front presenta, infatti, una delle maggiori criticità nel così detto Lotto 1, con l'entrata in porto direttamente posta sulla sponda destra della foce del torrente Carrione. Ad oggi nessun studio esclude che tale opera potrebbe rappresentare una maggiore criticità idrogeologica per tutto l'abitato di Marina di Carrara.
Ci meraviglia che, l'attuale Amministrazione Comunale, a maggioranza Movimento 5 Stelle, abbia avallato questo progetto di water-front, senza sentire l'esigenza di ridiscuterlo in toto con I cittadini.
Il timido percorso di ascolto sul Lotto 3, non può certamente rappresentare una sufficiente partecipazione dei cittadini.
Per meglio esplicitare le perplessità dell' Ass. AmareMarina, su tutto il water front ed in particolare sul Lotto 3, come richiesto dall' Amministrazione Comunale, ci vogliamo avvalere delle linee guida del Rapporto Finale, scaturite dal processo di partecipazione “Porto le mie idee” promosso dalla nostra Associazione. I cittadini così si esprimevano: “Nel corso degli incontri in più occasioni è emersa in modo assolutamente condiviso, anche da partecipanti con opinioni eterogenee su altri temi, l’anomalia
della progettazione di una infrastruttura che di fatto rappresenterà una sorta di “invariante” a cui la futura pianificazione urbanistica sarà costretta ad adattarsi. In altre parole si evidenzia come una progettazione che preceda la definizione dei necessari strumenti di pianificazione possa compromettere seriamente la quallità dell'intervento.....pertanto si sottolinea la necessità di una riflessione “a monte” che immagini una visione coerente e integrata per il futuro del territorio soluzioni puntuali che, secondo la maggior parte dei presenti, non sembrano rispondere ad una visione d’insieme dell’assetto urbanistico del territorio”.
L'eccessiva previsione di più di 14.000 metri cubi di fabbricati appare come una vera e propria “chiusura” al mare più che un “fronte sull'acqua”. Intollerabile che ancora si pensi di aggredire il territorio di Marina di Carrara con opere che continuano a sfigurare il paesaggio e a depredarlo della sua memoria storica, quale ad esempio il cambiamento direzionale della via Rinchiosa.
Ancora richiamiamo il report finale del processo partecipativo “Porto le mie idee”: “L’intervento di riqualificazione del lungo mare e del lungo porto dovrà rispondere ad una visione di lungo periodo capace di adattarsi in modo flessibile alle eventuali trasformazioni socio-economiche della città e di non impedire riconversioni future delle aree in questione. Ciò significa evitare interventi che alterino in modo irreversibile il territorio. In questo senso un intervento di riqualificazione del lungo mare e del lungo porto dovrà essere oggetto di una pianificazione integrata nel territorio e nel paesaggio e dovrà essere supportato da una pianificazione urbanistica coerente delle aree cittadine afferenti, quali le attuali aree retro-portuali e le aree verdi già presenti lungo i viali Colombo e da Verrazzano. Si immagina dunque un water-front da interpretarsi come sistema di relazioni urbanistiche più che come infrastruttura....come una visione organica per la riqualificazione del lungo mare e del lungo porto di Marina di Carrara”.
I cittadini consigliavano di: “Evitare la realizzazione di infrastrutture pesanti dall’alto impatto ambientale e paesaggistico, quali muri, sottopassi, tunnel”, e chiedevano di “Realizzare alcune terrazze a raso in alcuni punti specifici del lungo porto”.
Inoltre rileviamo la scarsa attenzione ai materiali usati per i previsti edifici. Ciò fa pensare a quanto poco importi dotare la marina di manufatti di pregio! Nelle note generali si legge :” Le soluzioni costruttive in generale dovranno essere orientate al contenimento dei costi di manutenzione in virtù della prossimità della costa (esposizione a elevate condizioni di salinità) delle opere realizzate”.
In buona sostanza la realizzazione del Lotto 3, ci appare come una strategica operazione di marketing mirata ad ottenere finanziamenti privati, che risponde a logiche consumistiche e speculative, che proponendo una pseudo riqualificazione del fronte mare in esame, darà vita ad una omologazione del quartiere in spregio alla attuale identità ambientale del viale Colombo e della via Rinchiosa.
Si invita, pertanto l'Autorità Portuale a ripensare il rapporto tra città e mare, calibrando gli interventi con nuove metodologie.
Chiudiamo con un ultima considerazione che vuole essere un invito.Visto che la qualità della vita di una comunità si valuta anche dalle offerte culturali e dalle opportunità di aggregazione di un territorio, nello specifico l'Autorità Portuale si faccia interprete di questa forte esigenza di Marina di Carrara mettendo a disposizione della comunità parte della volumetria prevista. Marina di Carrara avrebbe bisogno di una sala cinematografica da dedicare al “cinema indipendente”. Un cinema svincolato dalle logiche commerciali delle multisale. Altro patrimonio di cui Marina sente fortemente l'esigenza, è una sala convegni dignitosa, che risponda alle moderne esigenze (aria condizionata, posti a sedere connessione ad internet, schermo etc) liberamente fruibile dai cittadini e associazioni, per organizzare eventi, incontri pubblici, no profit.
Sabato 4 agosto 2018 alle 09:13:37
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