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Ultimo aggiornamento ore 09.03 del 18 Ottobre 2019

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Porto, un anno di Perioli. L'ad Giromini: «30 assunti e investimenti per 6 milioni» | Foto

Il numero uno dell'azienda portuale intervistato dalla Voce Apuana: «Bilancio molto buono per i primi 12 mesi. Prevista una movimentazione di 8-900mila tonnellate»

intervista a tutto campo
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Marina di Carrara - Mi ha accolto all’interno dei nuovi uffici del terminal di Marina di Carrara, facendo strada per raggiungere la sala dove abbiamo svolto un’intervista di circa un’ora. «Vede? Qui un anno fa c’era una vecchia officina fatiscente, l’abbiamo completamente ristrutturata e riqualificata». Michele Giromini, amministratore delegato della Dario Perioli Spa, ha voluto iniziare da qui per raccontare alla Voce Apuana quanto la sua azienda abbia investito all’interno del porto di Marina, dove la controllata Mdc Terminal possiede una concessione decennale su una parte della banchina Taliercio. «Qui a Marina – ha detto insieme all’ad di Mdc, Andrea Scarparo – abbiamo previsto un investimento complessivo di 6 milioni di euro in dieci anni». Da poco l’azienda marittima ha festeggiato il primo anno di attività all’interno dello scalo apuano e il bilancio tracciato è «molto buono» ci ha detto.

«Mi aspettavo un ambiente recettivo, che avesse voglia di nuovi operatori portuali e di innovazione, e così è stato. Abbiamo un ottimo rapporto con tutte le istituzioni locali. La nostra sfida era di realizzare in tempi brevissimi un terminal portuale multi purpose che avesse le caratteristiche moderne, innovative ed efficienti per fornire opportunità maggiori ai nostri clienti», ha sottolineato il numero uno della Perioli.

L’azienda, nata alla Spezia una decina d’anni fa, nel tempo è riuscita a conquistare la sua fetta di mercato, in particolar modo nei traffici con Algeria e Tunisia e oggi ha circa cento dipendenti per un fatturato di circa 20 milioni annui «senza contare l’apporto di ricavi del terminal di Carrara, che si attesteranno intorno ai 4-5 milioni di euro annui, per una movimentazione merci di 8-900 mila tonnellate e 14mila contenitori» ha specificato Giromini.

L’investimento dell’azienda portuale in parte «è andato a beneficio anche del territorio apuano attraverso l’assunzione di circa trenta lavoratori. Il bando di gara prevedeva almeno 12 assunzioni, ma siamo andati oltre. Di questi – ha spiegato – dieci sono stati assunti a inizio anno e sono tutti giovani. Il nostro obiettivo per gli assunti è quello della formazione continua per rendere queste persone polivalenti».

Giromini ha 51 anni ed è carrarese di nascita. Nel corso dell’intervista non sono mancati i momenti più ‘leggeri’. «Da molto tempo lavoro alla Spezia e lì ho sempre difeso la mia “carrarinità”» ci ha detto divertito. «Quando sono là – ha raccontato quasi rassegnato e col sorriso sulle labbra – mi danno del “carrarino”, quando sono qui mi danno dello “spezzino”…». Quindi Carrara o Spezia? «Resto un carrarino e sono contento e orgoglioso di aver realizzato qualcosa qui a Marina di Carrara».

Uscendo dai campanilismi e tornando alle “cose serie”, abbiamo chiesto al vertice della Perioli quale è il suo approccio all’annosa questione della sicurezza dei lavoratori, peraltro un anno fa circa sulla banchina Fiorillo un lavoratore portuale perse la vita in un tragico incidente. «Il porto è un luogo di lavoro pericoloso – ha risposto Giromini – sono necessarie formazione continua e sensibilizzazione dei lavoratori stessi e su questo stiamo investendo molto. Non lo dico perché è giusto dirlo, ma perché noi ci teniamo davvero alla sicurezza che è al centro del nostro progetto. E questo si fa organizzando al meglio i processi, telecamere sui mezzi, piazzali ben marcati e ben definiti per evitare le interferenze tra pedoni e mezzi. Abbiamo un’attenzione estrema su questi aspetti».

Nel corso della conversazione, poi, non sono mancati gli aspetti più sistemici e strategici che riguardano il futuro dello scalo apuano: il waterfront e l’ampliamento del porto. «L’obiettivo delle istituzioni è quello di creare qui a ponente la zona turistica del porto e a levante tutta la zona mercantile. Il progetto lo condividiamo – ha detto – auspicando che l’attività commerciale non venga sacrificata. Da parte sia dell’amministrazione comunale, sia da parte dell’Autorità di Sistema Portuale c’è l’obiettivo di non ridurre gli spazi a nostra disposizione. L’obiettivo di tutti deve essere quello di aumentare i traffici sia mercantili sia crocieristici».
Venerdì 9 agosto 2019 alle 07:00:38
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