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Ultimo aggiornamento ore 22.21 del 7 Luglio 2020

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Luci accese e chiavi al Comune, il grido di ristoratori e commercianti | Foto

Baristi e altri esercenti contro i nuovi provvedimenti presi dal Governo per la riapertura delle attività

la protesta
Marina di Carrara - Dopo un mese e mezzo dall'annuncio del lockwdown totale a Marina di Carrara tornano ad accendersi le luci. Quelle dei negozi, dei bar e dei ristoranti che dal 12 marzo hanno dovuto abbassare le saracinesche e che adesso, terminata (probabilmente) la fase più acuta della diffusione del Coronavirus, si trovano ad affrontare un'emergenza economica senza precedenti. Luci accese, dicevamo, ma soltanto per una mezzora circa. Il tempo di dare un segnale di protesta, forte e chiaro, contro i nuovi provvedimenti presi dal Governo, tra cui la decisione di posticipare al primo di giugno la riapertura di queste attività. Il flashmob nasce da un'idea di un commerciante fiorentino che, grazie ad un video diventato virale sui social, si è estesa rapidamente in tutta Italia. E anche Carrara, questa sera, ha fatto la sua parte.

"Accendiamo sì le luci, ma solo per far capire che nel momento in cui le spegniamo, stavolta lo facciamo in maniera definitiva. Perché domani (oggi, ndr) consegneremo le chiavi dei nostri locali in Comune - spiega Diego Crocetti del ristorante La Maison di via Rinchiosa - Stiamo vivendo una crisi economica di una gravità spaventosa e i commercianti la stanno pagando più di tutti.

Attenzione, che non passi il messaggio che con questa nostra protesta stiamo ponendo la salute in secondo piano. Semplicemente crediamo che dopo settimane in cui sentiamo elencare numeri sui contagi, sia arrivato il momento di parlare di economia. Bisogna far ripartire il commercio, trovare le strategie. Il sindaco De Pasquale tutte le sere ci aggiorna sulla situazione dei contagi, ma mi chiedo quando esattamente ha intenzione di confrontarsi con noi commercianti. Noi, costretti a rimanere chiusi altri 30 giorni, con, in media, circa 2000 euro di spese fisse al mese. E in una situazione del genere, un sindaco non ha l'umanità di esprimersi con noi, magari in videoconferenza, accettando suggerimenti per trovare delle soluzioni?

Un aspetto importante - sottolinea poi Crocetti - riguarda, ad esempio, i suoli pubblici. Soprattutto in vista delle riaperture serviranno spazi più ampi e non dovremo assolutamente pagare per questi. Servono misure straordinarie per un'emergenza straordinaria. E il sindaco, che è il nostro portavoce, deve iniziare ad ascoltarci, perché noi siamo il cuore della città".

"Io ho tre locali e 10 dipendenti in tutto che non hanno ancora ricevuto la cassa integrazione" . La parola passa a Giacomo Timbro di Bon Pro, BonProncino e Porfirio, sempre in via Rinchiosa - Siamo a disposti a rimanere chiusi per il tempo che serve, ma se deve essere così, allora niente affitto e bollette. Ho 6000 euro di spese fisse mensili per i miei locali e per fortuna i miei titolari mi hanno dato una mano su questo fronte, togliendomi qualcosa. Ma continuando a non incassare, la situazione rimane tragica. Io lo dico, non ho fatto neanche richiesta per i 600 euro. E posso continuare a tenere chiuso, sì, ma a questo punto il locale mi deve costare zero".
Mercoledì 29 aprile 2020 alle 09:27:51
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