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Ultimo aggiornamento ore 10.16 del 6 Aprile 2020

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Imm, i sindacati: «Il personale è ancora preoccupato per il futuro»

Cgil, Cisl e Uil rispondono all'azienda che ha recentemente approvato il bilancio 2018 e il piano industriale di risanamento

«aspettiamo un incontro da 2 mesi»
Imm, i sindacati: «Il personale è ancora preoccupato per il futuro»
Marina di Carrara - «Siamo felici di apprendere dall'articolo apparso venerdì scorso 11 ottobre sulla stampa locale che l'assemblea dei soci di Imm ha approvato il bilancio e nella successiva conferenza stampa sono stati illustrati gli obiettivi raggiunti dall'attuale "governance". Il tutto alla presenza e con l'approvazione del Comune di Carrara-rappresentato dal vice-sindaco e assessore alle partecipate Matteo Martinelli e della Regione-rappresentata dall'assessore Stefano Ciuoffo. Debito dimezzato e razionalizzazione dei costi con il piano di risanamento. Tutto molto positivo. Ma è davvero così?». La domanda la fanno i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.

«I numeri – affermano – sono dalla parte dell'attuale "governance", appoggiata da Comune di Carrara e Regione Toscana, ma anche i numeri vanno interpretati così come le affermazioni che le perdite sono state ridotte senza tagli del personale e mantenendo i prodotti di punta. Le organizzazioni sindacali, raccogliendo le preoccupazioni del personale sul futuro dell'azienda, mancando una programmazione e con continue voci di mancati pagamenti di stipendi e fornitori, dopo essersi già confrontate in precedenza con la proprietà, avevano richiesto un incontro a tutti i soci pubblici il 9 agosto. Questo incontro non si è ancora tenuto e non è stata data risposta in merito. Il giorno in cui si è tenuta l'assemblea Imm e successiva conferenza stampa congiunta di Imm, Comune e Regione - 10 Ottobre - poteva essere un buon momento per un confronto con le organizzazioni sindacali e con il personale. Come mai non si è utilizzata questa occasione?».

«Le organizzazioni sindacali – aggiungono i sindacati – apprendono dalla stampa le linee guida. Siamo felici che dopo la biennalizzazione e l'elimnazione di Carrara Marmotec si torni indietro. Già internamente si erano date indicazioni su una fiera del marmo che comprendesse sia padiglioni che città, ma la governance aveva ritenuto di non considerare valida tale proposta. A questo non è seguito un capillare lavoro con progetto per costruire il nuovo evento del marmo ma, dopo la visita alla fiera di Verona e l'indicazione di un accordo con Verona - che poi è risultato non essere mai esistito né a conoscenza della proprietà - si è tornati a parlare dell'evento un paio di mesi prima. E questi non sono i tempi giusti per costruire un qualsiasi evento che possa avere un minimo di riscontro, rendendo ancora più difficile il lavoro del personale dedicato a questo.
Si è detto sulla stampa che non ci sono stati tagli del personale. Questo non è propriamente corretto: il personale è calato e diversi dipendenti non fanno più parte della società, soprattutto andati via per insicurezza su programmazione e organizzazione interna, causando perdita di professionalità (8 persone negli ultimi due anni) e valore, sostituiti da collaboratori esterni (con le giuste competenze? con quale rapporto costo/risultato?). E questo, sommato comunque alle difficoltà dei mercati, ha portato ai risultati ben visibili nelle ultime edizioni dei "prodotti di punta": eliminazione della fiera Marmotec pur con diverse visite estere per promuoverla (con quali riscontri?), riduzione dei partecipanti e dell'interesse ad eventi così poco programmati e curati, mancanza di prospettiva sulle edizioni future. Ogni fiera o evento richiede una programmazione che va decisa un anno prima, stabilendo le scadenze per la promozione e per gli accordi con le associazioni. Non si può fare una fiera, con riscontri positivi, due mesi prima, non si può improvvisare. Sono necessarie le giuste competenze per ogni incarico».

«Le organizzazioni sindacali – conclude la nota – sono preoccupate anche per le voci di mancati pagamenti dei fornitori, questo sarebbe un ulteriore aggravio dell'indotto. Senza contare la situazione dei padiglioni espositivi, che necessitano di lavori urgenti visto lo stato di abbandono.
Cosa prevede di preciso il piano di risanamento? Ci aspettiamo che venga reso noto, sulla stampa sono apparse solo indicazioni generiche. E aspettiamo di avere indicazioni anche sul miglioramento di competenze indicato nell'articolo. E anche una risposta a quanto scritto giovedì sui quotidiani in merito alla difficile possibilità di pareggiare in due anni una perdita annuale di 850mila euro e sui costi sostenuti negli ultimi esercizi. Un clima di preoccupazione e attesa, disintermediazione con le classi sociali. La Fiera dovebbe fare fiere, non altri eventi o servizi per i quali non è "preparata"».
Lunedì 21 ottobre 2019 alle 16:39:47
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