Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
telefono redazione massa carrara 0585 027167
PUBBLICITA'
pubblicità massa carrara Richiedi contatto
Ultimo aggiornamento ore 09.13 del 12 Dicembre 2018

Facebook La Voce Apuana Twitter La Voce Apuana RSS La Voce Apuana

«Porto commerciale e turistico possono convivere: sì all'ampliamento»

Confartigianato lancia la sfida con il presidente Sergio Chericoni: «Serve il travel lift per la nautica apuana e dragaggio immediato per intercettare i flussi crocieristici»

lotta all'erosione
«Porto commerciale e turistico possono convivere: sì all´ampliamento»
Marina di Carrara - “Porto e turismo possono e devono convivere. Ciascuno nei propri spazi e con le proprie prerogative. Siamo favorevoli all’ampliamento e al potenziamento della struttura che dovrà necessariamente prevedere il travel lift al servizio della nautica apuana ma siamo anche convinti del fatto che l’Autorità portuale e gli operatori debbano contribuire, in quota parte, a finanziare le opere antierosione e il ripascimento del litorale stanziando un apposito fondo annuale”.

E’ una visione ad ampio raggio quella di Confartigianato Massa-Carrara che, prendendo spunto dalla presentazione del progetto di riconversione in porto turistico dell’architetto Tiziano Lera per conto dei Paladini Apuoversiliesi, rilancia la sfida tramite il presidente Sergio Chericoni.

“Dobbiamo riuscire a rompere quegli schemi ormai decennali che vedono nel porto una struttura al solo servizio dell’economia di Carrara e uno ‘sfregio’ al turismo massese, in primis, ma di tutta la costa apuoversiliese. Il porto è al servizio della provincia di Massa-Carrara, di tutta la sua economia. I camion, di fatto, utilizzano il casello di Massa che nasce proprio come casello ‘Massa industriale’. La maggior parte delle imprese della nautica si trova nel territorio massese, la sede storica del Nuovo Pignone è a Massa e ha scelto la nostra provincia proprio per la presenza del porto. Se non ci fosse il porto la nostra economia sarebbe stata ancora più asfittica”.

Una struttura che, dopo decenni, ha comunque bisogno di rivedere spazi e prerogative per adeguarsi alle nuove economie di scala globale senza dimenticare, però, una vocazione turistica che il territorio ha sempre avuto: “Siamo contenti per le nuove concessioni che sono state date perché erano anni che il porto doveva essere aperto a più operatori – prosegue Chericoni – ma riteniamo che quanto fatto non sia comunque sufficiente. Bisogna impegnarsi di più, trovare la possibilità di dare più spazio alla nautica e al famoso travel lift per l’alaggio di imbarcazioni importanti. Questo lo richiediamo con forza. Auspichiamo al tempo stesso che sia fatto velocemente il famoso dragaggio per poter così ricevere le navi da crociera in tutta sicurezza: la vicina La Spezia ha un flusso di 800mila visitatori che dobbiamo assolutamente intercettare. Diamo vita la water front al più presto per riqualificare la zona di mare, razionalizzare piazzali e viabilità”.

Sono questi i tre capi della rivoluzione portuale per Confartigianato che nella nautica da diporto vede la chiave di volta dell’economia locale: “Dobbiamo dargli gli spazi per ampliarsi e potenziarsi e il travel lift è essenziale. Si dice che non possa essere realizzato dalla sera alla mattina e ne siamo convinti. Peccato che qui si dorma da decenni – incalza Chericoni – e di albe se ne sono perse parecchie. Nel recente incontro di marzo alla Camera di commercio i numeri hanno dato la dimensione di questo settore, benché ignorato dalle istituzioni: giro d’affari da 1,5 miliardi di euro, 241 imprese, 1.500 addetti. Pensate a cosa potremmo fare con gru per l’alaggio e il varo dei mega yacht prodotti nella zona industriale capace di generare un indotto unico. Pensate che nel 2008 gli addetti del settore erano 4.000: se si resta ostaggi della politica e della paura di decidere siamo destinati ad arretrare ancora”.

Coniugare questa attività con il turismo per Chericoni è assolutamente possibile: “Di fronte a una conferma, senza ombra di dubbio, del fatto che il porto provoca l’erosione, allora il porto stesso e gli operatori che ne usufruiscono devono stanziare un fondo da destinare alla realizzazione di opere antierosione durature e agli interventi necessari per il necessario ripascimento perché è chiaro che non può pagare sempre e solo ‘pantalone’. Un contributo di compensazione così come lo è, per esempio, quello previsto per la realizzazione del parcheggio dei camion di Grendi nella zona industriale massese”.
Venerdì 30 novembre 2018 alle 21:42:59
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie Massa Carrara




-


























Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Massa n° 4/2017
Direttore responsabile: Matteo Bernabè

Contatta la Redazione

Privacy e Cookie Policy

Liguria News