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Ultimo aggiornamento ore 22.37 del 6 Aprile 2020

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«Porto centrale per il nostro sviluppo, aumentare i traffici»

La Cgil risponde alla polemica sollevata da Benedetti: «Serve responsabilità da chi ricopre ruoli istituzionali. Basta creare conflitti e contrapposizioni tra lavoratori»

botta e risposta
«Porto centrale per il nostro sviluppo, aumentare i traffici»
Marina di Carrara - «Basta creare conflitti e contrapposizioni tra lavoratori e interessi ambientali e lavoro. Questo territorio ha bisogno di coesione e prospettive che tengano conto di tutti i “motori” dello sviluppo sapendo coniugare turismo e sviluppo industriale». Si apre così la nota di Cgil e Filt Cgil Massa-Carrara in cui si afferma che il porto di Marina di Carrara è centrale per lo sviluppo del territorio apuano, rispondendo al presidente del Consiglio comunale di Massa, Stefano Benedetti che aveva puntato il dito contro lo scalo marittimo, responsabile secondo lui, dell’erosione della costa massese.

«Sorprende – prosegue il sindacato – sentire da chi ricopre importanti ruoli istituzionali anteporre la polemica politica e le ricerca del mero interesse elettoralistico nei confronti di qualche categoria all’interesse generale di una comunità. A questo proposito pensiamo che il porto di Marina di Carrara sia centrale nello sviluppo di tutta la nostra provincia. Lo scalo marinello apre infatti le porte del nostro territorio al mercato di tutto il pianeta ed è fondamentale per mantenere i livelli di occupazione attuali in provincia e farli crescere attraverso investimenti logistici ed infrastrutturali che stanno tardando, a nostro avviso, ad arrivare».

«Il porto di Marina di Carrara – aggiungono dalla Cgil – per la sua configurazione e posizione geografica, può attrarre traffici ad alto valore aggiunto che potrebbero innalzare il numero degli occupati a tempo indeterminato e con Ccnl (contratti di lavoro, ndr) di tutto rispetto in tutto il nostro territorio, ma per farlo serve una regia e un governo che guardino lontano e un’idea di provincia coesa senza inutili campanilismi, degli investimenti infrastrutturali strategici in un’ ottica di sviluppo territoriale seria e lungimirante. Per parlare di porti bisogna saper alzare lo sguardo e ragionare in un’ottica di sistema globale cosa che purtroppo sembra essere carente ai vertici della nostra amministrazione».

«Tutti i grandi centri logistici e le grandi città puntano a collegarsi tramite reti di strade e ferrovie ai porti che possono collegarli con ogni angolo del pianeta, e qui invece c’è chi, come il presidente del Consiglio comunale di Massa, parla di chiusura dell’unico sito di sviluppo rimasto. Per questi motivi con forza come organizzazione sindacale chiediamo alle istituzioni di essere al nostro fianco nel chiedere al governo un nuovo accordo di programma che individui il nostro territorio come “Area di crisi complessa”, così come è necessario un patto territoriale per lo sviluppo che individui politiche di incentivazione per l’utilizzo delle aree ad uso produttivo. La Cgil e la Filt proprio per porre l’attenzione al ruolo del porto nello sviluppo territoriale organizzano per il prossimo 20 novembre presso l’autorità portuale un incontro pubblico con tutti i principali attori del settore».
Venerdì 25 ottobre 2019 alle 11:42:09
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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