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Ultimo aggiornamento ore 22.41 del 20 Marzo 2019

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L'accoglienza si celebra al porto di Carrara: domenica la marcia

Parteciperanno le chiese metodista, cattolica, ortodossa, le associazioni musulmane e Casa Betania

migranti
L´accoglienza si celebra al porto di Carrara: domenica la marcia
Marina di Carrara - Da via Bassagrande arriverà fino al porto di Marina di Carrara per celebrare i valori dell’accoglienza. Si chiamerà “Passi di Pace” la marcia interreligiosa della pace che si terrà Domenica 27 Gennaio alle ore 15 a Marina di Carrara. L’evento, promosso dall’Azione cattolica diocesana, vede come protagoniste le comunità della Chiesa cattolica (ufficio di pastorale giovanile, ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, Migrantes, Caritas), della Chiesa metodista di Carrara, della Chiesa ortodossa, le associazioni musulmane di Massa e di Carrara e di Casa Betania.

Si tratta della terza marcia della pace organizzata in provincia di Massa-Carrara, la prima che si terrà a Marina di Carrara anziché a Massa per una ragione precisa: “In questo contesto storico la pace si costruisce soprattutto attraverso l’accoglienza – ha spiegato il pastore Massimo Marottoli della Chiesa metodista di Carrara e la Spezia – un Stato di diritto non può non accogliere le persone che hanno bisogno.” Il porto come simbolo dell'accoglienza: un chiaro riferimento alla nostra quotidianità, proprio nel momento in cui si discute della chiusura dei porti alle navi cariche di migranti.

“Non c’è azione che non abbia un significato, un valore politico – ha proseguito il pastore – lo è anche sedere tranquilli di fronte a popoli che muoiono di fame o scappano dalla guerra e dalla fame. I rappresentanti delle religioni raccontano la sfida di una storia che li ha visti dividersi conflitti interni profondissimi e laceranti. Devono saper fare tesoro di tutto questo e coniugare il concetto della pace in termini molto concreti, quale ad esempio l’accoglienza. Noi ci collochiamo all’interno di una geografia, quella del Mediterraneo, che ha una vocazione geomorfologica e storica all’accoglienza. I nostri politici che proclamano e sostengono la chiusura dei porti, sostengono la chiusura di una realtà che è accogliente da sempre. Noi che siamo affacciati su un porto siamo vicini ad uno degli elementi simbolici che rappresentano questa vocazione,” ha concluso Marottoli.

“Le religioni non sono strumenti di guerra – ha aggiunto il presidente dell’azione Cattolica Marco Leorin – Il nostro vuol essere un impegno per costruire la pace, educare le persone, le comunità a vivere relazioni positive.<2 La marcia del 27 gennaio sarà preceduta da una tappa di confronto tra tutte le realtà coinvolte presso il centro giovanile di Pontremoli il 13 dello stesso mese.

“Si lavorerà su alcuni temi chiave: fiducia, pace, unione, buone pratiche, per arrivare all’accoglienza – ha spiegato Giulia Severi di Casa Betania – I rappresentanti delle diverse confessioni parleranno prima per dieci minuti ciascuno i rappresentanti di queste realtà. Poi si apriranno dei laboratori dove saranno coinvolti i ragazzi dei Cas”.
Giovedì 10 gennaio 2019 alle 16:35:38
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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