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Ultimo aggiornamento ore 06.07 del 12 Dicembre 2018

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Il capitan Fiorillo e l'eroica impresa che gli costò la vita

Ricorre oggi 6 luglio il 52esimo anniversario della tragica scomparsa che avvenne nel mare prospiciente Marina di Massa

IL RICORDO
Il capitan Fiorillo e l´eroica impresa che gli costò la vita
Marina di Carrara - A Marina di Carrara c'è una via che porta il suo nome. Una delle strade principali della città. È quella dedicata al capitano Michele Fiorillo. Oggi, 6 luglio, ricorre il 52esimo anniversario dalla morte dell'allora comandante della capitaneria di porto. Il capitano di porto, Michele Fiorillo, era nato alla Spezia il 31 maggio 1930 e dopo il servizio prestato nel corpo delle capitanerie in città come Gaeta, Savona e Viareggio, è arrivato all'età di 35 anni al comando dell'ufficio circondariale marittimo di Marina di Carrara, il suo ultimo incarico.

Arriviamo alla tragica giornata, la giornata di quella morte eroica. Quel 6 luglio 1966 fu una giornata burrascosa nel mare apuano. Allora il capitano Fiorillo, coadiuvato dai suoi uomini, intervenne in soccorso di un bagnante nelle acque di Marina di Massa prospicienti il camping Internazionale in zona Partaccia. Le proibitive condizioni del mare provocarono il ribaltamento del battello di salvataggio e il conseguente rischio di annegamento per l’equipaggio ma i risvolti drammatici del soccorso non impedirono al comandante Fiorillo di prodigarsi in favore dei suoi uomini determinandone la salvezza prima di perdere la vita, lui stesso, sopraffatto da una violenta onda.

Questa che segue è la motivazione con cui a Fiorillo fu assegnata la Medaglia d'oro al valor militare.

"Comandante di Ufficio Circondariale Marittimo, avuta notizia che una persona era in procinto di annegare, malgrado le proibitive condizioni atmosferiche e conscio del rischio che affrontava, armava col personale al suo comando un battello pneumatico e usciva immediatamente in mare. Dopo attenta navigazione e quando già vicino al punto stabilito, a causa di una violenta ondata che capovolgeva il battello, veniva a trovarsi in mare unitamente ai suoi uomini in località pericolosa a causa della vicinanza di una scogliera. In mare si preoccupava della salvezza dei suoi dipendenti che successivamente venivano tratti in salvo mentre egli, vittima del suo generoso gesto di altruismo periva tra i flutti. Nell'occasione metteva in luce spiccata abilità marinaresca, alto senso del dovere e doti di coraggio, sprezzo del pericolo, lasciando luminoso esempio di cosciente ardimento, abnegazione e vivo spirito di solidarietà umana. (Acque di Marina di Massa, 6 luglio 1966)"

Due motovedette del corpo delle Capitanerie di Porto, il Pattugliatore 904, la motovedetta d’altura 307 (varata nel 1971) e una caserma, portano il suo nome, celebrando il valore dell'uomo e del militare.
Venerdì 6 luglio 2018 alle 10:48:37
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