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Avvincedamento al Comando della Capitaneria di Porto di Carrara

Lascia il Capitano di Fregata Marco Landi, al suo posto arriva il Capitano Maurizio Scibilia

Marina di Carrara - Cambio ai vertici della Capitaneria di Porto di Marina di Carrara. L'attuale comandante Marco Landi lascia il posto, riceverà un incarico presso la Capitaneria di Porto di Napoli, a Maurizio Scibilia, siciliano, classe 1971, proviene dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, dove ha prestato servizio nel Reparto VII – “Informatica, Sistemi di monitoraggio del traffico e comunicazioni”, lavorando principalmente nell’ambito dello studio e sviluppo dei sistemi informativi. Dal 2006 al 2008 è stato Capo dell’Ufficio Circondariale Marittimo e Comandante del porto di Roccella Jonica.

Landi ha tracciato il bilancio dell'attività di questi due anni alla guida della guardia costiera apuana. I numeri sono decisamente importanti. Dal settembre 2015 ad oggi sono state, infatti, inviate alla competente Autorità Giudiziaria 65 comunicazioni di notizia di reato, di cui 49 per altrettante violazioni in tema di innovazioni e/o occupazioni abusive, con relativi provvedimenti di sequestro delle opere che risultavano non in
regola, ed ulteriori 13 notizie di reato sono state inoltrate in materia di illeciti ambientali, successive a mirate attività vigilanza, verifica e controllo (scarichi non autorizzati, smaltimento illecito di rifiuti, inquinamento etc.).

Depuratori fuori legge Due segnalazioni di reato ambientale hanno riguardato due depuratori della provincia apuana, e sono legate a fenomeni di inquinamento di corpi idrici superficiali, causati dalla presenza di fanghi da depurazione. In sintesi, l’eccedenza dei fanghi, non potendo essere smaltita a norma di legge, sfociava direttamente nei corsi d’acqua, configurando in tal modo l’ipotesi di reato di abbandono rifiuti in acque superficiali e di danneggiamento.

Inquinamento in porto. La Guadia Costiera ha poi denunciato due operatori portuali per illeciti di natura ambientale. In uno stabilimento, nel corso dei sopralluoghi, il personale ispettivo della Guardia Costiera ha verificato che le acque reflue di lavorazione (derivanti dal carenaggio delle unità navali tirate a secco) confluivano direttamente in mare senza il trattamento necessario e l'utilizzo di idonea attrezzatura.
Martedì 19 settembre 2017 alle 17:05:04
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