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Ultimo aggiornamento ore 22.11 del 23 Luglio 2019

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«Ex-Mediterraneo, servono alberghi non appartamenti» | Sondaggio

Legambiente Carrara interviene nel dibattito ed evidenzia che la norma sui "condhotel" vale per strutture «esistenti»: «A Marina non esiste alcun hotel. A Bogazzi bisogna imporre di mantenere gli impegni»

le grandi incompiute
«Ex-Mediterraneo, servono alberghi non appartamenti» | <a href=´/sondaggi/N18/hotel-mediterraneo-marble-hotel-ex-colonie-sei-favorevole-o-contrario-alla-trasformazione-in-appartamenti-del-40-della-struttura-turistica-qualora-si-procedesse-all-effettiva-conclusione-dei-lavori.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Sondaggio</a>
Marina di Carrara - L'ex hotel Mediterraneo di Marina di Carrara non potrà beneficiare della norma regionale sui "condhotel" perché quella riguarda strutture già «esistenti». Lo precisa Legambiente Carrara che interviene nel dibattito sulle grandi strutture turistiche incompiute del territorio e sulle nuove opportunità introdotte dalla legge regionale. A questo proposito, ieri, la Voce Apuana ha lanciato un sondaggio che riportiamo alla fine del presente articolo. Nella sua nota, l'associazione ambientalista ha messo in evidenza come a Marina servano alberghi e non appartamenti. Riportiamo di seguito l'intervento integrale di Legambiente.

Ci risiamo con l’ex hotel Mediterraneo. La Porto spa, che non era riuscita a sfondare con la vecchia amministrazione, anche per la costante vigilanza di Legambiente e delle altre Associazioni ambientaliste, sembra aver trovato un nuovo interlocutore per poter finalmente attuare quello che era il suo reale obiettivo: trasformare in appartamenti il 40% dell’albergo per il quale aveva ottenuto la concessione.
La Porto e il suo “numero uno”, il dottor Enrico Bogazzi, intenderebbero utilizzare una legge regionale, l’86 del 2016, e il suo regolamento di attuazione, approvato ad agosto 2018, per realizzare quello che viene chiamato “condhotel” (coesistenza di condominio e hotel).
Ma cosa dice la legge? Le nuove norme prevedono effettivamente che si possa trasformare fino al 40% delle camere di un hotel in “unità abitative a destinazione residenziale, dotate di servizio autonomo di cucina”. Però la legge regionale fa riferimento al D.L. 133/2014 che pre-vede che i condhotel vengano gestiti “al fine di diversificare l’offerta turistica e favorire gli investimenti volti alla riqualificazione degli esercizi alberghieri esistenti”.
Dalla legge 133 si evince dunque che, per essere riqualificati, gli alberghi devono essere esistenti “in concreto” e non “sulla carta”.
D’altronde, è chiara la logica sottesa a tale legge: là dove gli hotel sono diventati eccedenti rispetto alle mutate esigenze turistiche, si prevede la possibilità di una soluzione alternativa anche con i condhotel, il cui 40% “abitativo” mantiene proprietà turistiche, configurandosi o come residenza privata da vacanza o come abitazione da vacanza gestita comunque dall’hotel (ad esempio l’albergo affitta un appartamento per turisti con maggiori esigenze rispetto alla camera con bagno).
Ma, nel caso di Marina e dell’ex Mediterraneo, le cose non stanno così. Infatti la città ha pochissime strutture ricettive, certamente non in grado di accogliere tutti i potenziali turisti. Un deficit cronico, aggravato nel corso del tempo, dalla scellerata scelta politica di concedere trasformazioni di pensioni in appartamenti.
Vogliamo ricordare che, sul filo di lana, siamo riusciti a stoppare la trasformazione dell’attuale hotel Exclusive su viale Colombo in miniappartamenti, come richiesto dai proprie-tari, ancor prima che l’albergo vedesse la luce e, poi, in corso d’opera.
Insomma, la Porto spa ha distrutto un albergo esistente e funzionante, lasciando senza lavoro i dipendenti, e ha presentato progetti, via via ridimensionati quanto a prestigio, in cui la realizzazione di un albergo fungeva da cavallo di Troia per realizzare uffici e appartamenti. Adesso ci riprova, trovando credito presso alcuni amministratori.
Certo, il degrado in cui “volutamente” la proprietà ha lasciato cadere l’area dell’ex Mediterraneo potrebbe indurre d’istinto a preferire qualunque cosa alla situazione attuale, ma non è facendosi condizionare dalle esigenze dei gruppi di potere che si risolvono i problemi della città.
Alla Porto si deve imporre di mantenere gli impegni: costruire l’albergo così come stabiliscono i permessi ottenuti. Se ritiene che non sia più economicamente conveniente farlo, sia comunque obbligata a sistemare a verde l’area e a mantenerla pulita e decorosa.
Non dimentichiamo, infine, che deve restituire alla città il giardino pubblico, identitario per gli abitanti, che doveva essere smantellato provvisoriamente e ripristinato appena possibile tale e quale. Non crediamo che a Marina ci sia bisogno di altri appartamenti: un rapido censimento evidenzierebbe la quantità di immobili sfitti e/o abbandonati. Un albergo, quello sì, servirebbe, ma non se è il cavallo di Troia di altro inutile cemento.
Martedì 12 marzo 2019 alle 12:38:57
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Hotel Mediterraneo, Marble Hotel, ex-colonie: sei favorevole o contrario alla trasformazione in appartamenti del 40% della struttura turistica qualora si procedesse all’effettiva conclusione dei lavori?
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