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In bici sul Cammino di Santiago: l'avventura di un gruppo di aullesi

Duemila chilometri in dieci giorni. Il racconto di tutte le tappe

«Hola, buon camino!»
In bici sul Cammino di Santiago: l´avventura di un gruppo di aullesi
Lunigiana e Apuane - Da una pazza idea coltivata già da diverse stagioni, dei vecchi soci di Aulla, Elviro Furia e Riccardo Gnetti, che hanno curato gli aspetti tecnico-organizzativi del non facile progetto, il 25 maggio scorso, il gruppo formato dai giovani ciclisti Alessandro Zangani, Giuseppe Pigoni, Andrea Cavevro e Alessandro Matellini, e sotto la sapiente direzione del ds Ariù Pier Luigi, è partito alla volta di Saint Jean Pied de Port, città francese dalla quale inizia il Camino di Santiago di Compostela o Camino Francese.

Dopo una lunga ed estenuante notte di viaggio, l’arrivo a Roncisvalle, inizio canonico di coloro che affrontano il Camino Jacobeo con la bicicletta, per affrontare subito la prima delle dieci durissime tappe, rese tali anche dalle condizioni climatiche avverse, che ci avrebbero condotti a Santiago di Compostela e successivamente, come da consuetudine, fino all’Oceano Atlantico, a Cabo Fisterra (faro), luogo che nella antichità si riteneva fosse la fine della terra.

Di seguito una sintesi/guida di ogni tappa:

1° Tappa - Roncisvalle - Puente La Reina: Km. 76 con 1200 mt. di dislivello in 5° 26’.
Percorso duro quasi da gara di gran fondo, con pericolose discese, ripide salite, fango pietre scalini ed innumerevoli guadi di torrenti, resi impetuosi dalle violente piogge della mattinata. Passaggio nella suggestiva città di Pamplona (terra dei tori) con successiva salita all’Alto del Perdon, punto significativo del Camino Jaconeo.

2° Tappa - Puente La reina – Najera: Km. 105 con 1800 mt. di dislivello in 7° 43’, passando per le significative città di Cirauqui, dove inizia la famosa strada romana che segue il fiume di acqua salata, Estella, Los Arcos, Logrono e soprattutto Irache, dove presso il monastero abbiamo potuto assaggiare del buon vino dalla così detta “Fontana del vino”.

3° Tappa – Najera – Rabé de las Calzadas: Km. 108 con 1200 mt. di dislivello in 7° 21’.
Tappa caratterizzata da condizioni atmosferiche pessime, acqua, vento e tanto freddo che non hanno consentito di pienamente apprezzare le bellezze del luogo, come la città di Burgos dalla splendida cattedrale, e Rabé, da dove hanno inizio le famose Mesetas Spagnole.

4° Tappa - Rabé de las Calzadas - Moratinos:Km. 104 con 770 mt. di dislivello in 6° 31’.
Prima tappa nelle Mesetas, unica peraltro con un po’ di sole, caldo e polvere, fra immensi campi di grano, tanto silenzio ed altrettanta fatica.

5° Tappa - Moratinos - Villadangos del Paramo: Km. 91 con 665 mt.di dislivello in 5° 37’. Seconda tappa per superare le Mesetas, nuovamente caratterizzata da condizioni atmosferiche pessime, che hanno trasformato il Camino in un autentico mare di fango: una tappa dall’altimetria non particolarmente impegnativa diventata un autentico “tour de force”, almeno sino alla città di Leon, dove oltre allo splendido centro storico, si è potuto apprezzare la grandiosa cattedrale.

6° Tappa - Villadangos del Paramo - El Acebo: Km. 68 con 940 mt.di dislivello in 4° 52’.
Tappa impegnativa anche per alcuni problemi tecnici alle biciclette, e fisici ai ciclisti, per il raffreddore rimediato nelle giornate precedenti. Visita alla splendida città di Astorga, con la stupenda cattedrale e l’annesso museo. L’ itinerario porta al punto più alto del cammino, ad oltre 1500 mt. di quota, ma una pioggia incessante e un freddo micidiale (per la stagione), hanno fatto prendere la sana fermare il gruppo al primo ostello disponibile, peraltro impagabile per i servizi forniti e per la calda accoglienza dei gestori, trattandosi inoltre di ostello donativo.

7° Tappa - El Acebo - Alto de Pojo Km. 86 con 1370 mt.di dislivello in 6° 18’.
Altra tappa molto impegnativa, su e giù per le montagne spagnole, fra qualche raggio di sole ed improvvisi acquazzoni, vento e freddo, hanno portato il gruppo, anche con un non piccolo errore di percorso, ad un altro punto focale del Camino, dove una calda accoglienza ed il fuoco acceso nel camino, hanno rinfrancato i presenti nel cuore e nella mente.

8° Tappa - Alto de Pojo - Gonzar: Km. 63 con 1200 mt. di dislivello in 5° 08’.
Ennesima tappa tribolata per il meteo avverso, i mangia e bevi continui e per la fatica accumulata nelle tappe precedenti, durante la quale si trova il cippo dei 100 Km. Arrivo a Santiago e successivamente nella città di Portomarin, dove è possibile ammirare la cattedrale completamente smontata dal suo sedime originale, finito sul fondo del lago artificiale realizzato con lo sbarramento del fiume (tipo lago di Vagli ), e ricostruita integralmente nella piazza principale del nuovo paese.

9° Tappa - Gonzar - Negreira: Km. 110 con 2000 mt.di dislivello in 7° 4’.
Tappa memorabile per la sua lunghezza e durezza, ma con la consapevolezza di essere arrivati alla meta finale di arrivo del Camino di Santiago di Compostela, con una intensa emozione nel percorrere gli ultimi e comunque bagnati chilometri sino alla cattedrale. Dopodichè è importante recarsi all’ufficio abilitato al rilascio della Compostela, unico documento che attesta l’avvenuta percorrenza del Camino. A questo punto dopo aver ritirato le credenziali necessarie a percorrere l’ultima parte, comunque importante, del viaggio sino a Cabo Festerre, si prosegue la strada sito alla città di Negreira.

10° Tappa - Negreira - Cabo Fisterre: Km. 70 con 770 mt.di dislivello in 3° 45’.
Tappa percorsa tutta di un fiato, sotto una pioggia incessante ed a tratti di forte intensità, che ha impedito di fatto di ammirare la bellezza del paesaggio, quanto meno sino all’arrivo sulla costa, dove abbiamo apprezzato le bellezze di una solitaria spiaggia, nella quale abbiamo raccolto conchiglie dell’oceano e dove suo malgrado il buon Giuseppe Pigoni si è fatto un bel bagno ristoratore peraltro vestito. Forte poi l’emozione al Km. 0, dove malgrado la pioggia abbiamo fatto le immancabili foto, oltre al rituale della bruciatura di un indumento indossato dal pellegrino durante il Camino.

Ricaricate le biciclette sul furgone, ormai decisamente meno carico rispetto alla partenza, abbiamo fatto rotta verso casa, affrontando gli oltre duemila chilometri. del viaggio di ritorno attraverso le varie regioni spagnole, con pernotto nella zona di Cavalonga, con brevi ma intense visite alle città di Bilbao, San Sebastian, e come ultima tappa in Francia a Lourdes, dove abbiamo potuto ammirare la stupenda chiesa e la grotta dell’apparizione.

Il rientro ad Aulla nella mattinata del 6 giugno.

Concludendo, ricordiamo a tutti coloro che hanno intenzione di intraprendere il Camino sia a piedi che in bicicletta, che occorre una specifica preparazione sia fisica che mentale, e di non tralasciare nessun particolare organizzativo, per evitare il più possibile le problematiche, che comunque non mancheranno lo stesso.

Un saluto infine come in uso fra i pellegrini del Camino: «Hola, buon camino!».
Sabato 23 giugno 2018 alle 17:39:41
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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