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Scontro tra sindaci sull'Assemblea Idrica Toscana

Accusati i primi cittadini del Pd: "Nomine contro le regole"

Scontro tra sindaci sull´Assemblea Idrica Toscana
Lunigiana e Apuane - I sindaci Matteo Mastrini (Tresana), Lucia Baracchini (Pontremoli), Filippo Bellesi (Villafranca), Pierluigi Belli (Licciana Nardi), Christian Petacchi (Zeri) hanno segnalato come illecita la nomina dei sette comuni che dovrebbero rappresentare la Conferenza territoriale numero 1, ovvero 'Toscana Nord' all'Assemblea Idrica Toscana. Secondo i sindaci, i loro colleghi del Pd hanno messo in atto il tentativo di tutelare Gaia Spa agendo illegalmente, ovvero nominando comuni affini alle loro politiche. Per questo motivo è partita la diffida, affinché i ruoli siano attribuiti a chi veramente ne ha diritto.

“Quanto è avvenuto nella riunione della Conferenza Territoriale n.1 dell'11 luglio scorso, hanno detto i sindaci non piddini? che ha compreso i Comuni delle province di Lucca e Massa-Carrara ha avuto dell'incredibile e ha dimostrato come troppi sindaci del Pd e del centrosinistra vivano ancora nella convinzione di essere onnipotenti di fronte alla legge e agli elettori”.

Aspre critiche anche nei confronti dell'Autorità idrica toscana stessa, organismo regionale che comprende tutti i 287 comuni della Toscana, la cui assemblea però conta solo 50 comuni partecipanti che hanno esercitato le funzioni di programmazione e controllo sull'attività di gestione del Servizio idrico integrato.Tuttavia qualcosa non è quadrato: infatti è stato stabilito all'unanimità, che i comuni della Conferenza di 'Toscana Nord', fossero 7 e le percentuali per la scelta le seguenti: 59% per il criterio della popolazione come desunta dai dati dell'ultimo censimento; 29% per il criterio dell'estensione territoriale; 12% per il criterio del disagio. Da queste disposizioni, dunque, avrebbero dovuto nominare questi comuni: Carrara, Lucca, Massa e Viareggio (tra quelli più popolosi); Pontremoli (tra i più estesi); Zeri, Sillano Giuncugnano (tra i disagiati).

Contrariamente al previsto, il Presidente e gran parte dei presenti alla conferenza territoriale hanno confermato quelli designati cinque anni prima, ovvero Camaiore, Carrara, Fosdinovo, Gallicano, Lucca e Massa.“I sindaci Pd si sono altamente infischiati tanto delle leggi regionali, quanto delle delibere di giunta e di tutto il resto ­- hanno affermato i sindaci oppositori ­- senza valutare se tutti avessero o meno titolo per tornare a far parte dell'assemblea Ait. Si sono fatti ­- hanno continuato ­- le nomine 'pro domo propria' guardandosi bene dall'inserire alcuni comuni che avrebbero potuto contribuire ad incrinare il sistema di potere Pd, che vige all'Ait e che si riverbera sulle gestioni delle nostre acque”.

Nonostante lo schieramento dei sindaci è risultato compatto, quasi vano però è stato il loro tentativo di impedire la nomina, puntando su argomentazioni e norme che andavano applicate. I sindaci Pd sarebbero dunque riusciti nell'obiettivo di negare il diritto di alcuni comuni, notoriamente contrari alla gestione di Gaia Spa, di poter far valere le proprie ragioni all'interno dell'assemblea.

I sindaci oppositori non hanno partecipato alla votazione a loro detta: “palesemente illegittima, profondamente ingiusta e politicamente scorrettissima”. Parole dunque ma anche fatti, con la decisione di diffida formale alla Conferenza Territoriale, all'Autorità idrica toscana e alla Regione Toscana, per aver dato operatività a tale decisione. Infine si è richiesta la revoca immediata, con successiva nomina dei sette comuni previsti, in modo da rendere legittimo l'atto e la futura composizione dell'Assemblea Ait.

“Se così non avvenisse ­- hanno concluso i sindaci lunigianesi ­- ci riserveremo di impugnare l'atto in questione e tutti gli altri atti amministrativi, che inevitabilmente saranno viziati, ivi compresi quelli relativi alla nomina della nuova assemblea Ait e della sua completa operatività”.
Venerdì 14 luglio 2017 alle 08:37:22
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