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«Ecco come Aulla tornerà a brillare». Il sindaco Valettini a tutto campo

Durissima critica al centrosinistra: «Non si può continuare a dire che possiamo accogliere tutti.Abbiamo completamente cannato questo punto, mettendo, vicino alle persone che hanno disagio, persone che sono ancor più in difficoltà»

L'INTERVISTA
«Ecco come Aulla tornerà a brillare». Il sindaco Valettini a tutto campo
Lunigiana e Apuane - È poco più di un anno che è stato eletto dopo una travagliata campagna elettorale che ha spaccato il centrosinistra. Il sindaco di Aulla Roberto Valettini ha le idee chiare su quello che deve percorrere la sua città per tornare a brillare in quella meravigliosa terra spesso troppo trascurata che è Lunigiana. Valettini ha risposto a tutte le domande che gli abbiamo fatto e in maniera molto lucida, in particolare nel finale sull’autocritica fatta al centrosinistra di cui fa parte (è iscritto al Partito Democratico) e su come rilanciarlo. Ma non solo, tra gli argomenti trattati: la sicurezza, i dissesti idrogeologici e stradali, la sanità, la cultura e il Premio Lunezia.

Allora sindaco, dopo più di un anno dal suo insediamento, quali sono le sue impressioni. C’è stato qualcosa che non si aspettava?

«Non ritenevo che la situazione del Comune di Aulla fosse così difficile e impegnativa e per contro non pensavo di mettere una passione così crescente e un entusiasmo così forte per risolvere alcuni problemi giacenti da tanto tempo e anche per risollevare lo spirito molto flesso degli aullesi dopo anni di notevole grigiore. Un segnale simbolico che di per sé illumina questo inizio di legislatura è il fatto che abbiamo ridato luce alla fortezza della Brunella, spenta da diversi anni. E questo è un elemento simbolico forte di rinascita della città».

Una delle questioni urgenti che sta affrontando è quella degli allagamenti nella zona della Ragnaia.

«A sud del cavalcavia di Aulla c’è una strozzatura che comporta un rigurgito di acqua e quindi un ritorno alla Ragnaia che oggi, vista l’urbanizzazione, ha una minor possibilità di drenaggio e questo causa gli allagamenti. Stiamo intervenendo. Gaia ha stanziato 450mila euro, il Consorzio interverrà sui corsi d’acqua non tombati e il Comune di Aulla sulle acque bianche tombate».

I ponti sono un altro dei temi. Dopo il disastro di Genova c’è stato un risveglio da parte delle pubbliche amministrazioni. Come siete messi ad Aulla?

«Al momento del mio insediamento, non presago di quanto potesse accadere a Genova, per uno scrupolo, avevo fatto una richiesta ai tecnici di attivare una ricognizione e un censimento dei ponti di competenza comunale e provinciale. Di fatto non sono state segnalate criticità particolari. Abbiamo un ponte, quello del Giordanello, che sarà oggetto di un intervento importante di oltre 400mila euro. Abbiamo una leggera criticità di un ponticello chiamato “ponte storto” per andare al cimitero e per il quale dovremo intervenire. Abbiamo in carico il ponte di Stadano dove per i venti forti c’è stato qualche problema, ma non di tipo portante, che abbiamo prontamente risolto».

Alle Lame, sulla statale della Cisa com’è la situazione?

«C’è una criticità per cui abbiamo compulsato Genio, Regione e Anas per interventi di tamponamento, onde evitare peggioramenti, e interventi strutturali per ristabilire il doppio senso di marcia quanto prima. Non si prevede a breve una sistemazione perché lì la questione è idraulica e geologica. Ribadisco che la competenza è dell’Anas».

Sicurezza. La Lunigiana, non solo Aulla, è presa di mira da criminalità e microcriminalità. So che avete in programma di installare la videosorveglianza in città. A che punto siamo?

«Il progetto è in fondo dopo un anno di iter. Come sindaco e presidente dell’Unione dei comuni della Lunigiana ho denunciato pubblicamente i tempi troppo lunghi della burocrazia. A brevissimo, con l’inizio di ottobre, le telecamere finalmente verranno installate in città. In tutto saranno 32 a cui si aggiungeranno altre che metterà l’Unione dei Comuni. Non si può pensare che da quando si faccia un bando a quando il lavoro venga compiuto passi più di un anno. Insopportabili queste lungaggini burocratiche. Le risposte ai bisogni delle persone devono avere tempi più contenuti. Così non si va da nessuna parte, è una vergogna. Un’altra cosa importante riguarda i carabinieri presenti in città: ho chiesto l’aumento del loro numero e questa cosa ci è stata accordata. Erano otto unità, adesso sono dodici i carabinieri presenti. Inoltre ho già chiesto il potenziamento della caserma per una sua elevazione a tenenza col fine di avere una permanenza h24 ad Aulla. Non è solo percezione: Aulla è una piazza significativa di spaccio e microcriminalità che creano giustamente allarme sociale».

Sul fronte della prevenzione invece?

«Sta essenzialmente nel riappropriarsi dei luoghi, rendere rifruibili zone degradate, nel creare eventi. L’apertura di un esercizio importante in piazza della Vittoria, dove c’era spaccio, è andata in questo senso. I Giardinetti Nuovi in piazza della Repubblica hanno quattro lampioni potenti per illuminare dove giocano i bambini e a breve li termineremo con la fontana, che non abbiamo ancora messo non perché non finiamo le cose, come qualcuno ha detto ma, se metto una statua in un giardino non illuminato e senza videosorveglianza, il giorno ha subìto dei vandalismi».

Il suo lavoro di avvocato ne ha risentito dopo che è diventato sindaco?

«Sì, perché allo studio dove dedicavo 10-12 ore al giorno adesso dedico 2 ore alla settimana. Ho uno studio con 18 avvocati e quindi diventa chiaro che esserci o non esserci, anche se ho degli ottimi collaboratori, non è la stessa cosa. Per me è stata una grossa perdita economica».

Sul fronte cultura e spettacolo Aulla ha riaperto al Premio Lunezia che è andato molto bene e immagino che il prossimo anno sarà confermato…

«Il Premio Lunezia resterà ad Aulla. Nelle tre serate a luglio questo evento ha portato in città quasi 6mila persone che significa riportare la gente a pensare di venire ad Aulla. Quindi sono soddisfatto di questo. Ed è stato importante farlo insieme alla Spezia che, se non avesse partecipato, il Comune di Aulla da solo non ce l’avrebbe fatta a sostenere tutti i costi. Sul fronte cultura è stato molto importante anche riaprire la Fortezza della Brunella. Inoltre abbiamo realizzato 46 eventi in città durante l’estate: il numero più alto di eventi della Lunigiana e forse della provincia di Massa-Carrara. Stiamo studiando infine per il futuro un festival del benessere. Tutte cose che ad Aulla non ci sono mai state prima».

Hobby ne ha?

«Ne avevo: facevo sci, nuoto e tennis. Da due anni, da quando mi sono messo in corsa per diventare sindaco, non ho più potuto fare sport. Continuo a leggere libri di storia, visto che sono un appassionato. Poi la politica, che da hobby è diventata un vero e proprio lavoro. Proprio l’altro giorno per esempio sono andato a Firenze per questioni legate all’amministrazione di Aulla».

Cos’è andato a fare a Firenze?

«È stata una riunione con l’assessore regionale Stefania Saccardi sulla nostra sanità».

Di cosa avete discusso?

«Sono andato a discutere con l'assessore e il direttore generale Maria Teresa De Lauretis per fare in modo che Aulla diventi il centro più importante per quanto riguarda il servizio di poliambulatorio. Questo aiuterà anche gli ospedali di Pontremoli e Fivizzano ma soprattutto darà una risposta sanitaria e assistenziale per Aulla e tutta la medio-bassa Lunigiana che conta circa 25mila abitanti. Per cui noi avremo: servizio polispecialistico, società della salute, Pet (punto di emergenza territoriale, ndr), punto di primo soccorso, servizi e spazi sufficienti e dignitosi per una collettività che oggi non ha questi servizi. Queste sono le richieste che ho fatto alla Saccardi e alla De Lauretis e dalle quali ho ricevuto risposte positive: ce l'hanno garantito. Il poliambulatorio oggi esistente sarà adibito ai soli servizi sanitari potenziati. L'altro, quel palazzo incompiuto di viale Lunigiana sarà recuperato dall’Asl e verrà adibito ai servizi amministrativi».

Passiamo alla politica: pochi giorni fa ha firmato un documento con altri 8 sindaci di centrosinistra della provincia di Massa-Carrara per “rilanciare il centrosinistra”. Ecco, lei come lo rilancerebbe il centrosinistra?

«Partendo dai bisogni del territorio e sapendo di interpretare con un’intelligenza diversa, rispetto a quello che è avvenuto negli ultimi anni da parte del centrosinistra, schiavo e prigioniero di pregiudizi ideologici che non sono andati incontro alle esigenze vere, autentiche della popolazione, fallendo quindi totalmente rispetto a quelle che erano le aspettative e quelli che erano i princìpi del centrosinistra».

Qual è uno di questi pregiudizi ideologici?

«Per esempio è che si dovesse fare un’immigrazione indiscriminata senza capire che l’immigrazione senza l’integrazione non poteva essere spesa. Non sono dell’avviso che si debba pregiudizialmente accogliere tutti. Dobbiamo accogliere tutti in maniera dignitosa e quindi sapere integrare. Il centrosinistra e la sinistra hanno completamente cannato questo punto, mettendo, vicino alle persone che hanno disagio, persone che hanno maggior disagio, creando degli inferni nelle periferie e disattendendo completamente le esigenze delle nostre fasce più deboli. Una riflessione anche sugli elementi deboli nella nostra società: noi abbiamo dei 50enni emarginati che devono trovare una tutela che sia una inclusione e una reinclusione nella società e non un abbandono come è successo. I partiti di centrosinistra non possono vincere nei centri delle città e perdere nelle periferie. Questo significa che non sanno reinterpretare i valori del centrosinistra. E se saprà recuperare un dialogo con le persone più deboli e in difficoltà, coi giovani e con gli anziani avrà un futuro. Più ascolto, meno autoreferenzialità e meno arroganza».

Cosa ne pensa di Salvini?

«Penso che sia un politico che sappia capire le esigenze profonde di una società in trasformazione. Penso che dia risposte, sicuramente populiste, ma che interpretano la rabbia e anche purtroppo un po’ di egoismo di cui questa società è permeata. Mentre il mio giudizio è molto più critico su Di Maio che il giorno dopo dice una cosa diversa rispetto a quella che dice il giorno prima. Indubbiamente non sono miei punti di riferimento».

C'è qualcuno nel centrosinistra che può tener testa a Salvini oggi?

«Non lo intravedo».
Venerdì 28 settembre 2018 alle 15:02:32
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