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Ultimo aggiornamento ore 06.07 del 7 Aprile 2020

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«Senza un intervento del governo, stazioni come Zum Zeri chiuderanno»

Temperature alte, manca la neve in Appennino. Anche i gestori delle piste lunigianesi firmano l'appello di Federfuni: «Predisporre un piano nazionale per le stazioni sotto i 1500 metri»

finora nemmeno una sciata
«Senza un intervento del governo, stazioni come Zum Zeri chiuderanno»
Lunigiana e Apuane - Anche la gestione della stazione sciistica di Zum Zeri aderisce all’appello di Federfuni a favore delle stazioni sciistiche dell'Appennino e delle Prealpi che potranno sopravvivere solo grazie ad un intervento immediato e forte da parte del Governo, del Parlamento e degli enti locali. Anche in alta Lunigiana siamo di fronte al peggiore inizio della stagione invernale di sempre: agli importanti investimenti per la messa in funzione degli impianti e alle spese per garantire un minimo di innevamento artificiale, con l’assenza di neve trovano riscontro modesti incassi e un calo drammatico di presenze con ripercussioni sull’occupazione e su tutta l’economia di un territorio già fragile. Gli sforzi degli operatori turistici dell’appennino hanno in parte consentito di mitigare le ricadute negative di questa anomala situazione sulle altre categorie economiche. Le presenze turistiche è la voce più importante dell’economia della montagna e ha trovato risposta grazie alla disponibilità nel mantenere operative le strutture e alle belle giornate che hanno consentito lo svolgimento di attività quali passeggiate, trekking o di fruire dell’eccellente gastronomia. "Anche di fronte a questa situazioni - spiegano dalla località appenninica che si specchia sul Mar Ligure - siamo certi che il volano degli impianti di risalita sia fondamentale affinchè l'economia montana possa continuare ad esistere e il turismo possa essere attratto
dall’Appennino che rappresenta una parte importante del territorio nazionale sia per l’ambiente che per l’economia nazionale e per chi vi ci vive e investe. Sentire affermare che per praticare lo sci bisogna realizzare stazioni sempre più in quota, quindi sulle Alpi, è quanto di più sbagliato e comporterebbe abbandonare e spopolare l’Appennino".

D'altro canto la montagna nel suo complesso e a qualsiasi altezza ha bisogno del turismo invernale che è un importante traino economico dell'intera filiera del turismo montano, ma anche di servizi, scuole, manutenzioni delle strade, investimenti sull’agricoltura, allevamento, recupero dei boschi e difesa dell’ambiente. "Senza di questo la montagna muore e diventerà più desolata e spopolata. Prima conseguenza dell’abbandono del territorio sarà l’incremento delle
emergenze idrogeologiche di cui i primi a subirne le conseguenze saranno i territori prossimi alle stesse montagne. Dove la montagna è viva e popolata si tutela l’ambiente e si previene, grazie alla presenza ed al lavoro dei residenti e degli operatori, alternativa è ricostruire ciò che la natura per colpa dell’incuria dell’uomo, distrugge o danneggia".

E l'Appennino, che corre con i propri 1200 Km dal Colle di Cadibona all'Aspromonte passando da Zum Zeri e in tutta la Toscana è la colonna vertebrale dell'Italia Peninsulare. Lasciar morire le sue comunità sarebbe una scelta irresponsabile.L’attuale stato di difficoltà è un rischio reale, per questo oggi sono partite le richieste d'incontro ai vari livelli istituzionali, dal Presidente del Consiglio, ai Ministri competenti per le materie d'interesse, alle Presidenze delle commissioni parlamentari, al Presidente del gruppo parlamentari Amici della Montagna, "per poterli incontrare e presentare le nostre richieste, consapevoli che solo un intervento a livello nazionale, coordinato con le varie realtà territoriali, possa dare una soluzione alle necessità più immediate, che non riguardano le sole aspettative economiche ma anche quelle legislative e regolamentari". Predisporre un piano nazionale per gli Appennini e le stazioni delle Alpi sotto i 1500 metri è ciò che chiederanno: "Zum Zeri non intende rinunciare alla sua vocazione di stazione turistica
invernale ed estiva, il meteo di queste settimane ha disatteso le aspettative e insieme ai colleghi delle stazioni invernali dell’Appennino sta subendo le difficoltà del momento: ci rivolgiamo al presidente della Regione Toscana, ai consiglieri regionali e a tutti i parlamentari toscani al fine vogliano affrontare l’attuale stato di emergenza e confrontarsi con federfuni, l’associazione di categoria del settore". Pur denunciando la “drammaticità” del momento a Zum Zeri, regna ottimismo e simpatia, è aperto il rifugio e il ristorante, c’è la possibilità di giocare con un po’ di neve e nella giornata della Befana alle 16 la gestione offrirà ai bambini la merenda del territorio, pane e confetture che si accompagneranno al sole, alle miti temperature e alle bellezze del territorio lunigianese e dello zerasco: "Zum Zeri è bella anche senza neve e poi non è detto che presto ci venga a fare compagnia, tutti ce lo auguriamo".
Lunedì 6 gennaio 2020 alle 17:03:56
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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