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«Pasta con l'etichetta», esultano i produttori lunigianesi

Sono una ottantina di imprese agricole della provincia di Massa Carrara specializzate nella produzione di frumento.

«Pasta con l´etichetta», esultano i produttori lunigianesi
Lunigiana e Apuane - Pasta con etichetta: il Tar del Lazio bocciato il ricorso dei pastai contro il Decreto dei Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda per l'introduzione in Italia dell'obbligo di indicazione della materia prima a partire dal febbraio 2018 sull'etichettatura della pasta. Esulta Coldiretti da sempre impegnata sulla trasparenza e l'etichettatura d'origine dei prodotti a tutela delle imprese e del consumatori. Esultano una ottantina di imprese agricole della provincia di Massa Carrara specializzate nella produzione di frumento (fonte Istat). "Con questa decisione si accoglie le richieste dell'81% degli italiani che chiedono maggiore trasparenza su quel che portano in tavola – ha commentato Maurizio Fantini, Direttore Coldiretti Massa Carrara - Non possiamo quindi che essere soddisfatti perché è stato riconosciuto il primato dell'informazione dei cittadini rispetto a meri fini economici e commerciali, respingendo un ricorso che andava contro gli interessi dell'Italia e degli Italiani e delle imprese agricole".

Il decreto per l'etichettatura d'origine della pasta punta anche a contrastare le speculazioni che hanno provocato il crollo dei prezzi del grano italiano al di sotto dei costi di produzione con una drastica riduzione delle semine e il rischio di abbandono per un territorio di 2 milioni di ettari coltivati situati spesso in aree marginali. "Il nostro Paese – sottolinea ancora Fantini - è il principale produttore europeo e secondo mondiale di grano duro, destinato alla pasta con 4,3 milioni di tonnellate su una superficie coltivata pari a circa 1,3 milioni di ettari che si concentra nell'Italia meridionale, soprattutto in Puglia e Sicilia che da sole rappresentano circa il 40% della produzione nazionale. Anche in Toscana – continua Fantini- vengono coltivati circa 110.000 ettari a grano dei quali 90.000 seminati a grano duro e circa 20.000 quelli in cui si coltiva il grano tenero. La nostra provincia contribuisce, anche se in piccola parte, al primato. Sono circa 80 le imprese agricole che coltivano grano in aree in cui se non vi fosse questa coltivazione resterebbero incolte. Noi continueremo la nostra battaglia, edificando nuove filiere, da soli o con l'industria pastaria lungimirante".
Giovedì 23 novembre 2017 alle 12:27:20
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