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Ultimo aggiornamento ore 23.08 del 12 Dicembre 2019

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In Perpetuum: via alla mostra dei grandi artisti a San Caprasio

In Perpetuum: via alla mostra dei grandi artisti a San Caprasio
Lunigiana e Apuane - Dieci artisti per l’eremita medievale alla porta della Toscana. È stata presentata in Sala Capitolare al Museo Archeologico di San Caprasio la mostra collettiva "In Perpetuum" in corso da venerdì 26 luglio. La storia dell’abbazia, del santo, della chiesa ritrovata, diventa ispirazione artistica. Qualcuno porterà opere create appositamente per l’evento, altri lavorano già sui concetti di memoria, conservazione, deterioramento, raccolta, archivio, esplorazione, contaminazione, confronto tra la materia, il tempo e l’interiorità. Ci sono terrecotte, ceramiche, quadri, collages, istallazioni.

Questi gli artisti che esporranno fino al 22 settembre: Cristina Balsotti, Girolamo Ciulla, Stefano Lanzardo, Emi Ligabue, Alessio Manfredi, Maria Riva Christiansen, Danilo Sergiampietri, Cordelia von den Steinen, Fulvio Wetzl, Serena Zanardi.

"Abbiamo voluto fare questa esperienza di dialogo tra arte antica e contemporanea con Alessio Manfredi, scultore aullese noto e non troppo celebrato in loco - dichiara Riccardo Boggi, direttore del museo di San Caprasio - È la terza esperienza di dialogo tra passato e futuro che per il Museo non è nuova, ma viene da lontano. Siamo alla terza esposizione, dopo la personale dello scultore Renzo Ricciardi e la collettiva comprendente sculture degli scultori spezzini Alfredo Coquio, Fabrizio Mismas e Renzo Ricciardi. Questa volta il livello raggiunto è inaspettato, il più alto mai raggiunto dal Museo: grazie alla collaborazione organizzativa di Melania Sebastiani e alla critica di Beatrice Audrito l’argomento è divenuto di notevole importanza per la qualità degli artisti partecipanti, che arrivano da tutta Italia e dall’Europa. C’è chi nasce come restauratore, chi nasce come regista di fiction. Tutti sono stati stuzzicati da una location unica, di cui dobbiamo andare fieri”.

"Si riconferma con l’appoggio a questa iniziativa l’importanza che questa struttura assume per l’amministrazione comunale - aggiunge Achille Fiorentini, consigliere del Comune di Aulla con delega al museo - La sinergia tra le associazioni Fili di Juta e Lunigiana Viva, la collaborazione con la diocesi, la partecipazione della biblioteca Salucci dove sarà disponibile un angolo di approfondimento sul presidio aullese e sugli artisti, è già un successo. Con l’augurio che questo esempio possa essere esteso anche in altri luoghi che l’amministrazione sta recuperando, che possano configurarsi come luoghi di socialità e cultura. Penso ad esempio alla Fortezza della Brunella e Palazzo Centurione. ma anche ad altri luoghi pubblici e privati presenti sul territorio"

"È un allestimento che si snoda lungo tutto il Museo - commenta poi Alessio Manfredi, scultore aullese - a sottolineare il continuum tra le stanze museali, ma anche il continuum temporale della storia dell’abbazia, con le sue fortuite martellate, i ritrovamenti e la riscoperta del tempo che fu, ma è anche un continuum artistico, nel percorso degli artisti, i quali sono stati invitati a portare anche un’opera degli esordi. Tutto un equilibrio sulle pietre di San Caprasio"

"Le mie terrecotte qui, in questa stanza, entrano in un parallelismo artistico con i capitelli medievali del Ferlendi - dichiara Cordelia von den Steinen, scultrice svizzera - Questi fregi riprendono certe mie sculture, in un certo modo si fanno eco, rincorrendosi tra le onde di materia differente, in un gioco anche di colore. Il Milleduecento e gli anni Duemila qui si sostengono e accolgono vicendevolmente, aprendo la riflessione su una relazione continua tra il mondo di ieri e quello di oggi”.

"Da tempo ambivo a presentare qualcosa su San Caprasio a San Caprasio - confessa Cristina Balsotti, pittrice aullese - Io sono di Aulla: ricordo ancora quando recitai una poesia davanti a don Guidoni. Una foto ricorda quel momento a me caro. La chiesa era il centro dove giocare, dove incontrare la comunità, dove formarsi. Questo progetto collettivo mi dà l’occasione di sperimentare vecchi materiali e nuove tecniche tornando alle mie radici”.

Stefano Lanzardo, fotografo spezzino: “Non avrei saputo pensare a una location migliore per i miei lavori - chiude infine Stefano Lanzardo, fotografo spezzino - La mia ricerca artistica si sviluppa sulla mitologia, sulla sacralità dei gesti e dei corpi. Io cerco quello che non si vede, scavo. In perfetta sintesi con il tema della mostra".
Sabato 27 luglio 2019 alle 12:41:22
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