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Ultimo aggiornamento ore 07.00 del 8 Luglio 2020

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Il Museo audiovisivo della Resistenza compie vent'anni

Il 3 giugno 2000 venne inaugurato alla presenza del ministro della pubblica istruzione De Mauro. Oggi con la riapertura va in ristampa anche il catalogo

Vent'anni di Resistenza
Il Museo audiovisivo della Resistenza compie vent´anni
Lunigiana e Apuane - Domani ricorre il ventesimo compleanno del MaR. Il 3 giugno del 2000 infatti venne inaugurato, alla significativa presenza dell’allora ministro alla pubblica istruzione Tullio De Mauro, il Museo audiovisivo della Resistenza delle Province di Massa Carrara e La Spezia.
Nacque in un luogo significativo per la Resistenza, ma non solo per quello che si potrebbe immaginare – i monti sui quali i partigiani combatterono – ma anche perché dopo la fine della guerra vide la costruzione, da parte degli stessi partigiani, di una colonia estiva per bambini e ragazzi. Dice molto questa volontà dell’impegno che chi aveva combattuto per la Liberazione pensava di dover mettere anche nella società democratica. Nello stesso luogo, quindi, alcuni di quegli stessi partigiani vollero realizzare un luogo di memoria. "Molte - scrivono quelli di Archivi della Resistenza - furono le istituzioni, gli istituti e le associazioni che resero possibile quel risultato, moltissime le persone. Tra queste certamente non c’è un solo fondatore, ma se volessimo mettere nome e cognome a questo museo (che in realtà è già dedicato ai due comandanti partigiani Memo e Walter) questi sarebbe Paolino Ranieri. Un legame indelebile anche perché proprio nello stesso giorno dell’inaugurazione, dieci anni fa, Paolino ci lasciava. Antifascista processato dal Tribunale Speciale nel 1936, commissario politico della Brigata Garibaldi "Ugo Muccini", nel dopoguerra per 25 anni sindaco di Sarzana, poi presidente dell’ANPI sarzanese, infaticabile promotore del progetto del Museo e delle sue iniziative, fino all’ultimo dei suoi giorni. Ricorrenze importantissime, dunque, che purtroppo non potremo festeggiare come vorremmo, almeno per ora, ma che certamente vogliamo ricordare.
Possiamo dire che in questi vent’anni il Museo, pur nelle grandi difficoltà economiche che purtroppo sono spesso leit-motiv degli istituti culturali, grazie anche a chi ci ha preceduto ed oggi ad Archivi della Resistenza, è cresciuto, ha sperimentato, ha coinvolto soggetti diversi, a volte davvero inaspettati. Ha partecipato o ha creato innumerevoli iniziative comuni. È stato promotore assieme ad alcuni altri musei della rete nazionale Paesaggi della Memoria, per la quale è stato capofila nel primo vero progetto comune, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha avuto l’onore di accogliere e di veder crescere - grazie ancora ad Archivi della Resistenza – un festival come “Fino al cuore della rivolta”. Il Museo poi si è “contaminato”, in un senso positivo che in questi tempi di pandemia è più difficile raccogliere, ha parlato di cose solo apparentemente poco coerenti alla sua iniziale missione. Ha coinvolto sempre più le comunità locali, l’associazionismo, ha cercato di rappresentare un luogo riconosciuto e riconoscibile, dove si va a vedere il museo e si torna per fare altro, non necessariamente in questo ordine. Ha cercato di essere fatto di cose che si conservano e si tutelano e cose che si fanno e si sperimentano.

Nelle ore che precedono il 3 giugno ci sarà anche l’occasione per lanciare un crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal basso (www.produzionidalbasso.com) che servirà a ristampare il catalogo del museo , realizzato da Studio Azzurro di Milano, in una edizione aggiornata (presso Edizioni ETS) per il ventesimo anniversario. Partecipando al crowdfunding si potrà prenotare la propria copia e si avranno dei biglietti omaggio. Il catalogo sarà disponibile entro l’estate.
Prenota la tua copia del nuovo catalogo del museo con soli 15 euro. Nel catalogo troverai la storia del museo, come è nata la video installazione di Studio Azzurro, la descrizione del lavoro di ricerca dell'equie di storici guidata da Paolo Pezzino e Giovanni Contini, le biografie e i racconti dei 18 testimoni della lotta di Liberazione presenti nel museo, un'intervista di Giuseppe Cederna a Paolino Ranieri. Inoltre ci saranno gli aggiornamenti e il tentativo di raccontare questi primi venti anni di storia. Al tuo catalogo aggiungeremo due biglietti gratuiti per visitare il museo. Tutto quello che abbiamo detto è essenziale per un museo che oltre ad un passato vuole avere un futuro e investe su di esso, ma che in ultima analisi tiene fede alle sue consegne iniziali, ovvero coltivare ed esercitare la memoria della lotta partigiana, della lotta di Liberazione, del percorso che ha portato alla Costituzione repubblicana, guardando con grande attenzione alle giovani e giovanissime generazioni. Si dice museo, ma potremmo potuto dire comunità. La comunità di tutti quelli che ieri ne hanno promosso la nascita ed oggi ne sostengono la vita. Una comunità che per costituzione accoglie tutti quelli che hanno a cuore il futuro delle istituzioni democratiche e soprattutto dei diritti individuali e collettivi che queste devono garantire".
Questa ricorrenza coincide anche con il tentativo di ritornare alla normalità dopo l’emergenza Covid19. Il MaR ha riaperto regolarmente al pubblico oggi per la Festa della Repubblica: sarà possibile visitare il museo osservando tutte le norme anti-contagio e soggiornare (per pic-nic) nell’area verde sotto i castagni secolari. Sarà inoltre aperto il bar e il bookshop del museo.
Info e prenotazioni al 3290099418
Mercoledì 3 giugno 2020 alle 11:02:23
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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