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Ultimo aggiornamento ore 12.01 del 11 Dicembre 2019

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Il ginecologo aullese, oggi romanziere. Il suo libro a Montereggio

la lunigiana degli anni '20
Il ginecologo aullese, oggi romanziere. Il suo libro a Montereggio
Lunigiana e Apuane - Incastonata nella kermesse della Fiera del Libro di Montereggio, giovedì 29 agosto alle 18 c’è la presentazione dell’esordio letterario di Matteo Manzin, medico ginecologo per 25 anni di servizio all’ospedale Sant’Andrea della Spezia. Da sempre avido lettore, il dottor Manzin, originario di Aulla, ha costruito una trama che fa ripercorrere i luoghi della Lunigiana e del Golfo della Spezia d’inizio Novecento. Un’ambientazione che, per mare a piedi o a cavallo, si svolge tra strade, piazze e porte che nella maggior parte dei casi non esistono più. Ad accentuare il rapporto con il territorio anche cartoline storiche provenienti da collezioni private.

Edito da Giuseppe Chiappini Editore, “Garden in the sky with diamonds” è, come recita il sottotitolo, “un’avventura nella Lunigiana degli anni Venti”. Ma è anche un omaggio che l’autore rende alla sua terra, alla sua famiglia e ai medici di quel tempo. In un gioco di parallelismi e riflessi storici o verosimili, chiacchiere da bar, lessico di famiglia e latinorum, si muove il personaggio protagonista, Maurizio Perrone, giovane medico condotto del Ponente che nel 1920 viene assegnato ad Aulla. È l’anno del terremoto di Lunigiana, l’anno degli inglesi in Brunella, l’anno di scissioni tra comunisti e socialisti.

Le canzoni accompagnano la narrazione e contribuiscono alla narrazione. Sono citazioni d’epoca, ma anche citazioni rock e pop. “È il mio mondo – spiega l’autore Matteo Manzin -, sono le mie canzoni. Il libro si chiude con una citazione di Lucy in the sky with diamonds che da una parte richiama il titolo, a sua volta omaggio a Kinta Beevor e agli inglesi del giardino pensile in Brunella; dall’altro richiama i diamanti che tanta parte hanno nella vicenda narrata; ma la canzone in sé richiama anche lo spirito di questo romanzo, che segue i coloriti voli pindarici della mia fantasia notturna. Certo, c’è la tradizione. L’ambientazione ma anche il personaggio, che si chiama Maurizio come mio nonno, nonno proveniente dal ponente ligure che durante la seconda guerra mondiale fu fatto prigioniero dagli inglesi e deportato in India, dove imparò bene l’inglese. Frequentava il bar Cimoli e ragazzi di Aulla gli chiedevano la traduzione di canzoni. Spiegava così di campi di fragole e pietre rotolanti. E anche in questa storia, l’inglese sarà importante, ma non svelo perché”.
Martedì 27 agosto 2019 alle 08:26:18
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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