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A Pontremoli la Resistenza è donna: in un libro le storie di 32 partigiane

Gli autori Mirabello e Pagano: «Il loro esempio ci insegna che tutti possiamo fare qualcosa»

A Pontremoli la Resistenza è donna: in un libro le storie di 32 partigiane
Lunigiana e Apuane - Il libro di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello “Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV Zona Operativa, tra La Spezia e Lunigiana” (edizioni Cinque Terre) satà presentato sabato 6 ottobre alle ore 15.30 a Pontremoli, nelle Stanze del Teatro della Rosa.

All’iniziativa, organizzata dalla Sezione Anpi di Pontremoli e dall’Istituto Storico della Resistenza Apuana, interverranno Alessio Giannanti, di Archivi della Resistenza, e gli autori.

Il libro racconta il fenomeno della Resistenza al femminile. Moltissime donne infatti, nate e cresciute sotto il fascismo, mai prima protagoniste, compirono dopo il 25 luglio e l’8 settembre 1943 scelte morali pesanti e drammatiche. Parteciparono agli scioperi operai, organizzarono proteste, diventarono staffette o partigiane in armi. Nelle campagne e nelle montagne si sviluppò la Resistenza civile delle donne, che furono curatrici e sostenitrici: senza il loro aiuto, variamente declinato fra silenzio, protezione, assistenza, il movimento partigiano non avrebbe potuto superare le traversie del durissimo inverno 1944-45.

Gli autori hanno raccolto le ultime testimonianze delle protagoniste e/o di chi a stretto contatto con esse ha vissuto: 32 sono i ritratti delle donne partigiane, e un intero capitolo è dedicato alle donne delle campagne e delle montagne. Tra le protagoniste del libro ci sono le pontremolesi Laura Seghettini, Aurelia Cabrelli e Maria Cattani, e molte altre donne lunigianesi.

“In un certo senso -scrivono Pagano e Mirabello- si è trattato di fare una corsa contro il tempo, per ‘fissare’ criticamente ma non freddamente un ‘altro’ tempo, senza il quale e senza l’affiorare in esso del protagonismo femminile non ci sarebbero state la Repubblica e la Costituzione. E’ un ‘altro’ tempo che ci parla ancora. Nella vita delle donne protagoniste del libro si intravede l’apertura di una breccia, il principio di un percorso di partecipazione: per tante di loro quei giorni furono ‘vissuti veramente da me’… Oggi che il percorso di emancipazione delle donne, così come il più generale percorso di emancipazione sociale, incontra grandi difficoltà, la concezione della Resistenza civile resta un potente strumento di trasformazione culturale: perché insegna che tutti e tutte, e quindi anche i più deboli, e in ogni occasione, possono fare qualcosa”.


Martedì 2 ottobre 2018 alle 14:24:30
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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