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Ultimo aggiornamento ore 06.02 del 21 Giugno 2018

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Una distraeva il negoziante, l'altra rubava dalla cassa: presa la banda delle "mamme Natale"

Avevano colpito a Pontremoli e Villafranca. Operazione portata a termine dai carabinieri

UN BOTTINO DA 5.000 EURO
Una distraeva il negoziante, l´altra rubava dalla cassa: presa la banda delle `mamme Natale`
Lunigiana e Apuane - Colpi pianificati con cura ed eseguiti con una tecnica raffinata, studiata a tavolino: un complice distrae il titolare fingendosi un cliente interessato all’acquisto di merce esposta, mentre gli altri frugano nel banco vendite o nel magazzino retrostante appropriandosi del denaro contante trovato. Un “business” efficace e redditizio, che ha fruttato 5000 euro in poco meno di un mese; a realizzare i colpi due donne italiane di 43 e 27 anni, di origine sinti e residenti a Viareggio che, questa mattina all’alba, sono state raggiunte da un ordinanza di misura cautelare personale emessa dal Tribunale di Massa ed eseguita dai carabinieri della stazione e del Norm di Pontremoli.

La più grande è stata condotta in carcere mentre l’altra è stata sottoposta all’obbligo di dimora nel Comune di Viareggio e di presentazione alla polizia giudiziaria. Entrambe sono indagate per il reato di furto in abitazione (gli esercizi commerciali dove hanno effettuato i colpi sono stati considerati luoghi di privata dimora), in concorso con un uomo ancora da identificare. I fatti contestati sono relativi a diversi furti realizzati tra il dicembre 2017 e il gennaio 2018 in alcuni esercizi commerciali di Villafranca in Lunigiana e Pontremoli. Le indagate, infatti, preferivano colpire al di fuori del proprio territorio di residenza dove ritenevano di essere meno riconoscibili.

Così in ben tre occasioni il loro bersaglio è diventato la Lunigiana, dove le donne, dopo aver pianificato con cura i colpi, si sono recate a bordo di un’autovettura intestata ad un prestanome; si sentivano quindi al sicuro e libere di agire con spregiudicatezza criminale, convinte che nessuno avrebbe potuto risalire a loro. I carabinieri della stazione di Pontremoli tuttavia, chiamati a intervenire sui posti dove erano stati realizzati i colpi, hanno trovato il filo conduttore che legava i diversi furti ed analizzato con cura ogni piccolo indizio fino a giungere alla completa identificazione delle indagate.

Ma veniamo ai fatti. Il primo furto risale al 19 dicembre dello scorso, in pieno periodo pre natalizio quando le casse dei negozi vengono riempite dai soldi spesi per i regali destinati soprattutto ai bambini. Ed infatti è proprio un negozio di giocattoli ad essere preso di mira dalla banda; i tre, a bordo di una Toyota Yaris intestata ad una terza persona, giungono a Pontremoli, dove hanno pianificato di eseguire il colpo; una delle donne entra nel negozio di giocattoli dove trova solo la titolare a cui inizia a chiedere svariate informazioni sui giocattoli in vendita; in particolare la donna mostra particolare interesse verso la merce esposta nella parte inferiore degli scaffali e costringe l’esercente ad uscire dal bancone per mostrare meglio i giocattoli. A quel punto fanno ingresso gli altri due complici che, fingendosi anch’essi normali clienti ed approfittando della distrazione della titolare, si avvicinano al bancone dal quale asportano, con rapidità e destrezza, una consistente somma di denaro; quindi escono dal locale senza parlare con la titolare mentre la complice continua ad intrattenerla chiedendole di incartare un peluche che sarebbe passata a ritirare nel pomeriggio. La donna non si presenterà mai e solo quando è andata via da qualche minuto la negoziante si accorge dell’ammanco ed avvisa immediatamente i carabinieri.

La banda torna a colpire pochi giorni dopo ed, in particolare, il 22 di dicembre. Questa volta ad essere presa di mira è una ricevitoria tabacchi; la sede scelta per il colpo è, invece, Villafranca in Lunigiana. Anche in questa occasione è stato individuato un locale dove il titolare è da solo; come nel negozio di giocattoli anche qui la tecnica utilizzata è la stessa: una delle donne chiede all’esercente di mostrarle della merce esposta mentre i due complici si avvicinano silenziosamente alla cassa dalla quale prelevano l’incasso. Anche qui intervengono i carabinieri che da quel momento danno inizio alle indagini.

L’ultimo episodio è quello che si rivela decisivo per gli sviluppi dell’attività investigativa. Siamo nel gennaio 2018 quando il sodalizio decide di tornare a colpire a Pontremoli; l’obiettivo stavolta è una gioielleria. Questa volta tuttavia qualcosa va storto e, non appena i tre fanno ingresso nel negozio, il titolare, intuendo che ci sia qualcosa di sospetto, li fa immediatamente allontanare. Così si passa al piano b e viene presa di mira la limitrofa farmacia; l’uomo resta fuori mentre le due donne entrano insieme nell’esercizio; una si mostra interessata a dei cosmetici mentre l’altra preleva dallo scaffale una panciera post parto e chiede alla farmacista di poterla provare; la panciera sembra troppo piccola per la taglia della donna ma la dottoressa, convinta dai modi gentili della stessa, decide comunque di fargliela provare; nel frattempo arrivano altri clienti e la finta “mamma” rassicura la farmacista di poter fare in autonomia, rimanendo così da sola sul retro dell’esercizio. Poco dopo esce dallo sgabuzzino e dichiara di voler comprare l’articolo; quindi si reca a pagare in compagnia dell’altra donna mentre l’uomo da fuori inizia a farle fretta; i tre se ne vanno così indisturbati prima che il gioielliere riesca ad avvisare i negozianti vicini della presenza sospetta dei 3.

Intervengono anche qui i carabinieri della stazione di Pontremoli a cui viene riferito il parziale di una targa che potrebbe essere coinvolta nell’episodio. Da lì prendono nuova linfa le indagini che proseguono ininterrotte per diverse settimane; i militari analizzano ore e ore di filmati degli impianti di videosorveglianza vicini, svolgono diversi accertamenti incrociati in banca dati, studiano le macchine in ingresso e in uscita sulle principali arterie stradali ed autostradali, sentono decine di persone; l’articolata attività investigativa permette agli investigatori di identificare l’autovettura utilizzata per il furto e di ricondurla alle due donne. Si tratta di una macchina già segnalata per il suo coinvolgimento in diversi furti mentre le due donne hanno già dei precedenti specifici. La pista si rivela quella giusta e, grazie ad ulteriori approfondimenti, in poco tempo i militari riescono a raccogliere gravi indizi a carico delle due sinti. L’Autorità Giudiziaria recepisce i risultati dell’attività investigativa svolta dall’Arma e riconosce una “spiccata propensione criminale” delle due indagate, emettendo a carico delle stesse il citato provvedimento.

L’arrestata è stata condotta in carcere a Pisa mentre la più giovane non potrà più uscire dal Comune di Viareggio e dovrà presentarsi ogni giorno alla caserma dei carabinieri. Entrambe sono sospettate di aver realizzato ulteriori diversi colpi in diverse zone del centro Italia. L’uomo non è ancora stato identificato e sono in corso ulteriori indagini dei carabinieri.

Anche in questa vicenda è risultato decisivo il contributo dei cittadini della Lunigiana, i quali hanno offerto agli uomini ed alle donne dell’Arma la massima collaborazione, permettendo così di identificare ed assicurare alle giustizia due pericolose malviventi.

I Carabinieri invitano i cittadini che eventualmente fossero stati vittime di simili episodi a recarsi in caserma ed a denunciare i fatti. Con questa operazione salgono a 164 i delitti scoperti dai militari della compagnia di Pontremoli mentre sono 418 i reati complessivamente denunciati in Lunigiana. I carabinieri, quindi, sono riusciti a dare un nome ed un volto ai responsabili dei reati più di una volta su tre.
Giovedì 7 giugno 2018 alle 13:01:02
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