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Ultimo aggiornamento ore 11.53 del 24 Maggio 2019

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Spacciava cocaina nel bosco: 18 mesi di carcere poi l'espulsione | Foto

È stato condannato il pusher marocchino 30enne arrestato pochi giorni fa nella boscaglia di Carignano, frazione di Fosdinovo, che aveva messo in piedi insieme a un complice una fiorente attività di spaccio

dopo la maxi-retata
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Lunigiana e Apuane - È stato condannato a 18 mesi di carcere il pusher magrebino 30enne arrestato dai carabinieri la settimana scorsa nel bosco di Carignano, frazione di Fosdinovo (Massa-Carrara), dove aveva messo in piedi un mercato a cielo aperto di cocaina, insieme ad un complice che durante il blitz è riuscito a dileguarsi nella boscaglia.

L’uomo è stato arrestato al termine di una complessa indagine dei Carabinieri della Compagnia di Carrara, che per alcuni giorni, opportunamente mimetizzati nella boscaglia per non essere visti, hanno tenuto sotto osservazione lui e il suo complice per studiare i loro movimenti e la loro attività legata allo spaccio di droga, registrando anche l’intenso viavai di acquirenti che si rifornivano di cocaina a tutte le ore.

Grazie agli appostamenti, i militari dell’Arma hanno scoperto che i due extracomunitari non si erano limitati ad utilizzare il bosco soltanto come luogo per fissare gli appuntamenti, come già sperimentato da altri pusher nei mesi addietro, sempre in quei luoghi dove poi i Carabinieri avevano intensificato la vigilanza per scoraggiare i “clienti”. Stavolta gli spacciatori si erano perfettamente organizzati, accampandosi in una posizione sopraelevata in mezzo alla boscaglia che consentiva di dominare tutta la zona, perciò in quel modo riuscivano a tenere sotto controllo tutti i sentieri e, soprattutto, erano in grado di accorgersi con netto anticipo dell’eventuale arrivo di intrusi, comprese le Forze dell’Ordine. Per coprirsi le spalle a vicenda, i due si erano anche armati di un machete, dividendosi i ruoli durante gli appuntamenti con gli acquirenti, che solitamente parcheggiavano l’auto ai margini del bosco e poi percorrevano un sentiero per addentrarsi nella boscaglia, dove compravano le dosi di cocaina al prezzo di 80 euro al grammo.

Per questo motivo non è stato affatto facile per i Carabinieri operare in quel contesto ambientale fuori dal comune, spostandosi rasoterra nella boscaglia per non essere visti ed evitando qualsiasi rumore che, nel silenzio assoluto del bosco, avrebbe potuto mettere in allarme i due spacciatori.

L’insieme delle fonti di prova prodotte dai Carabinieri all’Autorità Giudiziaria con una dettagliata informativa di reato, ha poi portato il giudice Ermanno De Mattia ad accogliere i capi d’imputazione formulati dal pubblico ministero Alessandra Conforti cha vanno dallo spaccio e detenzione illecita di cocaina in concorso, aggravato dalla continuazione fino alla violenza e resistenza a pubblico ufficiale, quest’ultimo reato commesso dal 30enne durante il suo tentativo di fuga per sottrarsi all’arresto, quando non ha esitato ad aggredire un carabiniere lanciatosi al suo inseguimento, che alla fine è riuscito a fermarlo. Al termine del processo che si è celebrato con il rito abbreviato, il giudice ha inflitto all’imputato una condanna a 18 mesi di reclusione, ordinando la sua espulsione dal Territorio dello Stato una volta espiata la pena. L’uomo al momento si trova detenuto presso la Casa di Reclusione di Massa.

Nel frattempo, i Carabinieri di Carrara hanno anche attivato presso le Autorità competenti la procedura per bonificare l’ampia area boschiva teatro dell’operazione, dove sono presenti evidenti tracce di bivacco insieme ai numerosi cumuli di rifiuti sparsi nella boscaglia, fra cui anche batterie di autovetture e una bombola di gas che venivano utilizzate dagli spacciatori per cucinare e soprattutto per ricaricare i telefonini utilizzati per rispondere alle ordinazioni dei “clienti”.
Giovedì 14 marzo 2019 alle 10:37:38
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