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Ultimo aggiornamento ore 23.19 del 13 Dicembre 2018

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Cave, ditta taglia il monte senza autorizzazione: il Parco la becca

Si tratta della cava Col Pelato: i guardiaparco hanno effettuato il sopralluogo e sorpreso l'azienda. Si prepara la battaglia legale

senza compatibilità ambientale
Cave, ditta taglia il monte senza autorizzazione: il Parco la becca
Lunigiana e Apuane - La cava Col Pelato, nel comune di Casola, è in esercizio e la ditta sta lavorando a pieno regime con tagli al monte in corso d’opera. Questo è quanto emerge dal sopralluogo che il Comando Guardiaparco ha effettuato il 15 novembre scorso nell’ambito di un controllo ad hoc. La ditta però lavora senza la necessaria pronuncia di compatibilità ambientale perché il Parco non l’ha concessa.

“Il 25 settembre - ricostruisce Alberto Putamorsi presidente del Parco delle Alpi Apuane – con pronuncia di compatibilità ambientale (n. 18 del 25.09.2018) l’ente ha emesso il diniego alla richiesta di proroga di compatibilità ambientale. E lo abbiamo fatto sulla base della delibera n. 28 adottata nello scorso luglio. I nostri controlli invece ci fanno scoprire che i lavori nella cava stanno continuando. Mentre la ditta ci chiede i danni per averne stoppato l’attività.”

Con la delibera n.28 del 10 Luglio scorso “Atto generale di indirizzi per le attività del Settore Uffici Tecnici: tutela del bacino idrografico del Solco d’Equi dalle trasformazioni prodotte dall’attività estrattiva”, il presidente del Parco delle Alpi Apuane Alberto Putamorsi, (rappresentando anche il Consiglio direttivo che allora non era stato ancora nominato) aveva disposto l’estensione di notevoli vincoli sull’area complessiva del Solco d’Equi. E aveva deciso di non concedere, com’è scritto nel dispositivo, “ulteriori autorizzazioni alle attività estrattive in esercizio o esercitabili nei bacini del Cantonaccio e del Solco d’Equi, soprattutto quando risulti la loro capacità potenziale di produrre trasformazioni irreversibili su aspetti paesaggistici e geomorfologici unici e di elevato valore e pregio”.

La ditta In.Gra. srl che gestisce la cava Col Pelato Poggio di Sante impugna però sia la delibera 28 sia la pronuncia di compatibilità ambientale (n. 18 del 25.09.2018) emessa dal Parco e ricorre al Tar della Toscana. E, proprio mentre il Parco effettua i controlli e scopre che la ditta lavora lo stesso nonostante l’assenza di pronuncia del Parco, il Tar il 14 Novembre scorso emette l’ordinanza (n. 686/2018) e accoglie la domanda di sospensione della pronuncia di compatibilità del 25 settembre, fissando la trattazione di merito del ricorso con l'udienza pubblica del 2 aprile 2019.

Adesso il Parco deve attuare la sospensiva disposta dal Tar e deve riavviare il procedimento e consulterà i soggetti competenti in materia ambientale tramite la convocazione di una conferenza di servizi semplificata. I soggetti competenti in materia ambientale possono prendere visione dell’istanza e della relativa documentazione tecnica depositata nella seguente pagina web del Parco http://www.parcapuane.toscana.it/conferenze_servizi/conferenze_servizi.htm.

La vicenda dunque si complica e il Parco delle Apuane sta valutando, in accordo anche con la Regione Toscana, su come procedere a seguito delle violazioni emerse dal sopralluogo dei GuardiaParco. “Siamo intenzionati a difendere fino in fondo la nostra posizione – afferma il Presidente Putamorsi – ribadisco che l’area deve essere protetta come del resto abbiamo definito con la delibera numero 28”.

(foto: repertorio)
Venerdì 23 novembre 2018 alle 18:21:51
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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