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Addio a Laura Seghettini: la provincia piange una delle ultime partigiane

Il presidente della Regione Enrico Rossi: "È venuta a mancare una grande donna, una combattente per la libertà, un esempio per tutti noi"

Addio a Laura Seghettini: la provincia piange una delle ultime partigiane
Lunigiana e Apuane - È scomparsa all'età di 95 anni Laura Seghettini, una delle ultime partigiane della Lunigiana. Nacque a Pontremoli nel 1922. "Oggi è venuta a mancare una grande donna, una combattente per la libertà, un esempio per tutti noi". Sono queste le parole del presidente della Toscana Enrico Rossi alla notizia della scomparsa della partigiana, combattente prima nel Battaglione Guido Picelli, poi comandante di distaccamento e infine vicecommissario politico della XII Brigata Garibaldi.

"Con Laura Seghettini – afferma Rossi – scompare un'altra voce di quelle donne e quegli uomini che più di settant'anni fa, con straordinaria generosità, misero a rischio le loro vite e diedero un decisivo contributo alla Liberazione dell'Italia dall'oppressione nazi-fascista".

"In tutta Italia – prosegue – assistiamo al ritorno di rigurgiti del fascismo: dalla spiaggia di Chioggia alle bancarelle con i cimeli del Duce, alle manifestazioni xenofobe di questi mesi. 'La democrazia, come scrive Piero Ignazi, necessita di continua manutenzione per non farla scadere a ritualità'. Questo è il compito che la storia ci affida".

"Alla famiglia, agli amici e a quanti hanno conosciuto Laura Seghettini - conclude Rossi - vanno le mie più sentite condoglianze".

Laura Seghettini era presidente onorario dell'Anpi di Massa-Carrara. Di seguito riportiamo la nota della sezione di Pontremoli dell'Associazione partigiani.

"La sezione di Pontremoli dell’Anpi annuncia con grande dolore la morte della Presidente onoraria Laura Seghettini, Comandante Partigiana, Vice Commissario della XII Brigata Garibaldi di Parma. A lei – nel 2006 – il Presidente della Repubblica aveva conferito il titolo di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana nel corso di una cerimonia al Quirinale.
Per tutta la vita Laura ha lottato, senza mai tirarsi indietro, senza alcun calcolo di opportunità, anteponendo sempre il bene altrui al proprio. Maestra, ha educato generazioni di giovani tra i banchi di scuola, ed ha insegnato a tutti noi nella società quanto siano preziosi i principi di pace e giustizia e quanto sia necessario difendere, ogni giorno, gli ideali di libertà e di uguaglianza.
Cresciuta in una famiglia antifascista - socialista e comunista - ascoltava e partecipava agli accesi dibattiti nella casa patriarcale in quel rione di S. Cristina al quale è rimasta legata per tutta la vita e nel quale la comunità locale e tanti amici arrivati anche da lontano si ritroveranno domani per l’ultimo saluto. Lì si svilupparono gli embrioni di quei saldi principi che l’avrebbero portata, pochi anni dopo - al ritorno dalla Libia dove aveva seguito lo zio emigrato per cercare quel lavoro che il fascismo gli aveva negato - a schierarsi contro il regime che, anche e soprattutto a Pontremoli, faceva sentire tutto il peso dell’oppressione della dittatura.
Attiva nella propaganda clandestina e senza timore di esprimere liberamente e apertamente le proprie idee antifasciste, le venne somministrato l’olio di ricino e rimase sotto la sorveglianza delle camicie nere locali. Dopo l’8 settembre e con l’organizzarsi delle prime formazioni iniziò a sostenere la Resistenza occupandosi di consegnare rifornimenti di viveri e vestiario ai giovani renitenti saliti sulle montagne pontremolesi. Venne arrestata e incarcerata due volte: un’esperienza che le fece promettere a se stessa che non si sarebbe ripetuta. Così quando seppe del terzo ordine di arresto, questa volta emesso dal comando tedesco, prese la strada dei monti: era la primavera del 1944. La formazione che la accolse era quella del battaglione “Guido Picelli”, nelle montagne sopra Cervara nella quale militavano molti suoi coetanei. Arrivò al “Picelli” nei giorni successivi l’uccisione da parte dei fascisti della X Mas del comandante Fermo Ognibene “Alberto”, caduto a Succisa e decorato di Medaglia d’Oro al VM; il nuovo comandante era Dante Castellucci, “Facio” che tuttavia di lì a poche settimane sarebbe morto in circostanze mai del tutto chiarite, fucilato da un manipolo di partigiani guidati da Antonio Cabrelli, “Salvatore”.
Era il 22 luglio: pochi giorni dopo Laura con un gruppo di fedelissimi di Facio lasciò il “Picelli” – formazione ormai trasformata in Brigata “Matteotti” e passata alla Zona Operativa Ligure – per continuare la lotta armata nel parmense, nei ranghi della XII Brigata Garibaldi della quale arrivò a ricoprire addirittura il ruolo di Vice Commissario e il 6 maggio 1945 ebbe l’onore – unica tra le donne partigiane presenti alla manifestazione - di sfilare alla testa del corteo per festeggiare la Liberazione e la fine della guerra.
Per molti anni continuò a chiedere invano che fosse fatta piena luce sull’uccisione di Dante Castellucci e gli fosse resa giustizia. Alla fine si dedicò completamente all’insegnamento e all’educazione di grandi e piccoli: in tanti salivamo le scale della casa in Santa Cristina per ascoltare i suoi racconti e per riflettere con lei sull’attualità e sul futuro della società.
Sempre attenta, curiosa e partecipe, scelse di raccontare la storia del suo impegno nella Resistenza solo molti anni dopo, all’alba del terzo millennio; il suo libro “Al vento del nord. Una donna nella lotta di Liberazione” (Carocci, Roma 2006) è una straordinaria testimonianza che non lascia spazio né all’apologia né alla retorica, ma si propone come guida per tutti coloro che credono che uguaglianza, libertà e pace siano valori per i quali vale ancora la pena di spendersi in prima persona".


I funerali si svolgeranno domani, martedì 11 luglio, alle ore 16 nella chiesa di Santa Cristina a Pontremoli.
Lunedì 10 luglio 2017 alle 18:42:11
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