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Ultimo aggiornamento ore 00.03 del 20 Giugno 2018

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«Pronto soccorso e 118 nel caos. Salute dei lunigianesi a rischio»

Il sindacato NurSind: «Infermieri utilizzati come tappabuchi. Situazione paradossale»

«Pronto soccorso e 118 nel caos. Salute dei lunigianesi a rischio»
Lunigiana e Apuane - «Gli infermieri del 118 di Pontremoli e Fivizzano vengono utilizzati come tappabuchi nei Pronto Soccorso dei rispettivi ospedali» si apre così la denuncia del sindacato degli infermieri NurSind.

«I professionisti sopracitati – evidenziano i sindacalisti – durante il servizio, stanno in guardia attiva nei presidi ospedalieri di riferimento in attesa delle chiamate di emergenza, venendo impiegati nei pronto soccorso per colmare le lacune di personale infermieristico. A un osservatore poco attento potrebbe apparire una scelta aziendale giusta, tuttavia si tratta di una decisione scellerata che mette a rischio la salute dei cittadini. Gli infermieri del 118 svolgono all’interno dei Pronto Soccorso attività per le quali non è possibile il passaggio di consegna ad un altro collega in caso di chiamata del 118».

«Un esempio delle suddette – prosegue il sindacato – potrebbe essere quella di triage, competenza propria della professione infermieriestica con specifico percorso formativo regionale. Qualora l’infermiere del 118 prendesse in carico il paziente al triage e iniziasse la valutazione, che per legge nazionale e regionale è tenuto a portare a termine, e nel frattempo ricevesse la chiamata del 118 verrebbe a crearsi una situazione spiacevole per entrambi gli utenti coinvolti. Infatti, uno dei due non riceverebbe l’adeguata assistenza mentre l’infermiere verrebbe, di conseguenza, denunciato per omissione di soccorso».

«Altra situazione incresciosa riguarda il servizio di 118 di Aulla in cui gli infermieri, per due mesi all’anno, sono costretti ad andare a fare formazione all’interno dei Pronto Soccorso di Pontremoli e Fivizzano allo scopo di colmare le lacune di personale. Di fatto la formazione per le emergenze territoriali non ha nulla a che vedere con l’attività di Pronto Soccorso. Tale situazione – conclude il NurSind – è stata segnalata più volte alla Azienda USL Toscana Nord Ovest ma, ad oggi, il nodo personale rimane irrisolto e con le ferie estive la situazione si aggraverà ulteriormente. NurSind dice basta ed è pronto a una segnalazione alle autorità competenti, le quali tuteleranno la salute dei cittadini e la sicurezza degli infermieri coinvolti».
Venerdì 1 giugno 2018 alle 12:44:36
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