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Ultimo aggiornamento ore 15.23 del 16 Luglio 2019

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Torna l'allarme cinipide: castagni lunigianesi sotto attacco

Si è tenuto a Firenze un tavolo regionale per la lotta all'insetto. Per la Lunigiana era presente solo il sindaco di Tresana Matteo Mastrini

«serve azione congiunta»
Torna l´allarme cinipide: castagni lunigianesi sotto attacco
Lunigiana e Apuane - Si è tenuto a Firenze il tavolo regionale per la lotta al cinipide del castagno, voluto dall'assessore Remaschi, al quale hanno partecipato le più rappresentative associazioni della Toscana: fra i Sindaci, per la Lunigiana, era presente solo Matteo Mastrini, sindaco di Tresana. Per Ivo Poli, della città del castagno, il ritorno del cinipide potrebbe essere frutto di un normale ciclo biologico e, prima di decidere il da farsi, sarebbe necessario un supporto scientifico.

Motivo per cui potrebbero non essere necessari nuovi lanci dell'antogonista del cinipide, fra l'altro già presente e probabilmente contenuto, insieme al cinipide, in alcune galle. L'associazione castanicola della montagna pistoiese ha evidenziato le conseguenze dei cambiamenti climatici e gli effetti delle alte temperature sui castagni, spesso in carenza di acqua. Utili, per questa associazione, interventi di  potatura per il ripristino delle piante.

"Abbiamo ascoltato pareri interessanti e compreso come la situazione sia grave - afferma il sindaco Mastrini -, ma anche che occorre prima capire le cause e poi decidere senza sprecare risorse, ma investendole nella direzione giusta. È urgente quindi il monitoraggio da parte delle Unioni dei Comuni, che hanno la delega alla forestazione e solo successivamente la valutazione della necessità delle potature. Occorre poi valutare se siano presenti altre malattie oltre al cinipide".

Zone, quelle intervenute, che potranno beneficiare delle risorse dei progetti integrati di filiera, che purtroppo non arriveranno in Lunigiana: "Penso che i nostri apicoltori, castanicoltori e produttori di miele debbano essere aiutati, invece spesso sono lasciati soli. Servono risorse e progetti per valorizzare il loro lavoro perché il castagno, in realtà, è una pianta la cui gestione non afferisce solo alla forestazione, ma anche all'agricoltura. Ci sarebbe bisogno di una fase di ascolto, della pianificazione di un'azione congiunta e di risorse perché la Lunigiana continua a viaggiare a ritmi che non le consentono di essere competitiva. Per questo mi sento di ringraziare l'associazione dei castanicoltori, apicoltori e produttori di miele della Lunigiana che ha scelto di essere presente al tavolo regionale, ma che ha bisogno di essere aiutata. La nostra terra dovrebbe vivere di prodotti tipici e turismo, ma serve cambiare marcia". Il tavolo regionale si riaggiornerà a luglio per valutare le prossime azioni.
Lunedì 1 luglio 2019 alle 07:02:04
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