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Rifiuti nel paradiso di Renara. Il Parco Apuane: task force pubblico-privato

Il presidente Putamorsi: «Non servono sceriffi ma regole condivise e il coinvolgimento della popolazione locale»

TUTELARE LE AREE PROTETTE
Rifiuti nel paradiso di Renara. Il Parco Apuane: task force pubblico-privato
Lunigiana e Apuane - “Il contenimento del degrado eco-paesaggistico e la riqualificazione dei territori dei bacini e sottobacini idrografici è per il Parco delle Alpi Apuane una priorità. Tuttavia è necessario trovare soluzioni in armonia con le peculiarità dei luoghi da tutelare, ma anche in correlazione alle esigenze dei territori e in risposta ai bisogni e alle aspettative della cittadinanza. In pratica dobbiamo realizzare un sistema di regole condiviso che garantiscano soluzioni efficaci per la riqualificazione dei bacini fluviali anche perché finalità del Parco è quella di migliorare le condizioni di vita dei residenti”. Il presidente del Parco delle Alpi Apuane Alberto Putamorsi interviene in risposta alle denunce lanciate dai residenti di Guadine, Renara, Resceto e Forno, invasi dal traffico di chi è alla ricerca della frescura del fiume. Passaggi che a volte lasciano dispersi nella natura bottiglie, sporcizia e rifiuti in genere.

Il Parco crede che si debba “esportare” quanto già fatto con il vicino comune di Seravezza con cui è stato avviato un rapporto proficuo che ha permesso un accesso controllato e civile alle pozze lungo il torrente Serra e che ha visto il Comune in prima fila. Molti degli interventi necessari per arginare il problema, infatti, ricadono nelle competenze comunali, a partire dalla gestione del traffico.

“Siamo pronti e siamo a disposizione – annuncia Putamorsi – a metterci attorno ad un tavolo e studiare interventi che tengano conto degli usi e delle consuetudini degli abitanti delle aree interessate alla tutela, con il necessario e indispensabile coinvolgimento della popolazione residente che è importantissimo per la salvaguardia dei luoghi. Uno degli strumenti da valutare potrebbe essere quello dei contratti di fiume, strumenti di programmazione negoziata e partecipata che vedono il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati finalizzato al contenimento del degrado eco-paesaggistico attraverso la realizzazione di una visone condivisa.”
Il traguardo di un simile obiettivo richiede uno sforzo di natura non solo istituzionale, ma anzitutto culturale, affinché i fiumi e l’area protetta in generale siano apprezzati e rispettati.

Secondo il Parco il contratto di fiume è anche un’opportunità con importanti ricadute economiche per i residenti del’area protetta. A questo proposito il Parco delle Apuane sta mettendo in campo diverse possibilità che permettono alle associazioni che operano all’interno dell’area protetta di attingere a finanziamenti per piccoli grandi interventi di recupero e di tutela nelle zone Parco. Sono tutti visitabili e consultabili sul sito: www.parcapuane.it.
Martedì 7 agosto 2018 alle 18:13:30
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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