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Quel Corano recuperato dal mare e messo accanto al Bambin Gesù

La notte di Natale di Bigliolo di Aulla e un messaggio per il dialogo e la pace. Tra Cristianesimo, Islam e Coree

naufragio e speranza
Quel Corano recuperato dal mare e messo accanto al Bambin Gesù
Lunigiana e Apuane - “Se Papa Francesco sta operando nella giusta direzione? Dico solo che era il Papa che aspettavo da quarant'anni”. Parole di monsignor Antonio Vigo, 68 anni, da oltre dieci anni parroco in una manciata di frazioni dell'Aullese – Agnino, Bigliolo, Magliano e Montecurto -, pastore di mezzo migliaio di anime. Alle spalle, una vita avventurosa di cappellano della Marina militare. Kosovo, Timor Est, Emirati Arabi, solo per menzionare qualcuna delle tappe di un percorso quasi quarantennale che lo ha visto arrivare al grado di ammiraglio, e che sempre più ha rafforzato nel sacerdote l'importanza di un impegno per la solidarietà, il dialogo, la pace, che oggi porta avanti grazie alle relazioni di sincere amicizia e collaborazione intessute sia con il mondo militare, sia con la Santa Sede.

Lo scorso aprile un sottufficiale della Capitaneria di Genova, in contatto con don Antonio, era impegnato in un soccorso a un barcone naufragato al largo delle coste libiche, conclusosi con il salvataggio di tutti i migranti. In acqua, il militare ha notato qualcosa che galleggiava: era un Corano, il testo sacro dell'Islam. L'ha preso, l'ha asciugato, l'ha custodito. E ne ha fatto dono - assieme a una toccante lettera - a monsignor Vigo, che ha reso la copia del Corano protagonista di una suggestiva iniziativa organizzata la notte di Natale alla parrocchia di Bigliolo di Aulla. E già, perché il testo sacro dei musulmani ha trovato posto nientemeno che accanto al Bambin Gesù. A posizionarlo nella mangiatoia nel corso della Messa è stata una bambina di otto anni che sarà battezzata da don Antonio la prossima notte di Pasqua. Il messaggio di fratellanza non si esaurisce qui: in chiesa è infatti intervenuta la giovane sudcoreana Ulrim Yang, studentessa di International business all'Università di Parma, che ha fatto gli auguri di Natale in coreano. Anche questo un segnale che don Antonio ha ritenuto importante inserire visto l'attualissimo tema delle due Coree e la rilevanza che per la Santa Sede ha il processo di distensione. “Il dialogo tra popolazioni e fedi è possibile, del resto l'ho sperimentato nel corso delle tante esperienze che ho vissuto in giro per il mondo. E' un impegno da portare avanti con speranza e noi... ci stiamo lavorando”. Una piccola storia natalizia – pazienza se Natale è passato da un po' – che merita vadi essere raccontata.

N. RE

Venerdì 8 febbraio 2019 alle 17:40:43
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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