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Pochi iscritti, una mozione per salvare le classi ristrette

L'atto per garantire il diritto allo studio in Lunigiana

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Pochi iscritti, una mozione per salvare le classi ristrette
Lunigiana e Apuane - II rischio di chiusura delle scuole provoca incremento della dispersione scolastica, depauperamento dell’offerta formativa e spopolamento delle zone interessate.Ieri mattina, 10 ottobre, l’Assemblea regionale ha approvato all'unanimità la mozione che, come spiegato da Giacomo Giannarelli (M5S), prende avvio dal “caso specifico” della situazione degli istituti scolastici superiori in Lunigiana per riferirsi poi, nell'impegnativa, alla situazione di svantaggio di aree simili del territorio regionale.

In Lunigiana, precisa la mozione, gli istituti scolastici superiori riscontrano grandi difficoltà nella formazione delle classi a causa della mancanza di numero minimo di studenti, 18 secondo la riforma della ‘buona scuola’, e per la complessità delle procedure di ottenimento della deroga al numero minimo.

Il testo approvato impegna il presidente della Giunta a “farsi promotore presso il Governo di una deroga al numero minimo degli iscritti, specifica per queste aree come la Lunigiana”, consentendo così il diritto allo studio e all’offerta formativa in queste zone.

La mozione, ancora, impegna il governo regionale a “incentivare forme specifiche d’integrazione del trasporto ferro-gomma finalizzate a garantire, nelle fasce orarie del pendolarismo studentesche, servizi specifici coinvolgendo anche gli enti locali per supportare la situazione di svantaggio”. Come ricordato in narrativa, infatti, la causa della contrazione degli iscritti nelle scuole superiori lunigianesi è “soprattutto la situazione disastrosa dei trasporti pubblici”.

Giacomo Bugliani (Pd) ha espresso “l’assoluta condivisione” a nome proprio e del gruppo Pd, e ha chiesto di sottoscrivere la mozione. In particolare Bugliani ha apprezzato “la concertazione con il Governo”, richiamata e assicurata da Giannarelli, accanto all’impegno della Regione Toscana “disposta a fare la sua parte”.

Anche Tommaso Fattori (Sì Toscana a Sinistra) ha annunciato il voto a favore, così come Luciana Bartolini (Lega), che ha precisato la necessità di estendere le tutele previste nella mozione anche ad altre zone della Toscana, con riferimento specifico “alla montagna pistoiese”. Da Valentina Vadi (Pd), l’apprezzamento per l’attenzione alle realtà più piccole della regione, con l’auspicio che il M5S “faccia pressioni sul governo nazionale affinché si investa sull’istruzione: nel Def attualmente ci sono tagli e nessun tipo di investimento, assolutamente in controtendenza rispetto alle richieste del M5S della Toscana”.
Giovedì 11 ottobre 2018 alle 12:41:34
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