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Ultimo aggiornamento ore 22.19 del 16 Agosto 2018

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Mentana: «I migranti non sono problema prioritario». E stasera c'è Di Maio

A Montemarcello il direttore del tg La7 è l'ospite più atteso alla terza serata di D'Autore: "La copertina di Rolling Stone una gigantesca 'minchiata'. Dal ‘94 la sinistra non ha ancora capito che facendo così magari vinci ma perdi l’anima..."

MONTEMARCELLO
Mentana: «I migranti non sono problema prioritario». E stasera c´è Di Maio
Lunigiana e Apuane - "Barbari o poeti?". La terza serata di Liguria d’Autore a Montemarcello si proponeva di analizzare le caratteristiche dei nuovi governanti, Salvini e Di Maio in testa. E, per contro, l’atteggiamento dei loro oppositori. C'era soprattutto l'attesa per il ritorno di Enrico Mentana che ad Ameglia nel 2009 presentò il suo libro "La Passionaccia", nel quale raccontava, guarda caso, la passione per il giornalismo. E di giornalismo il direttore di La7 ha parlato anche ieri sera nel veloce siparietto condotto da Veronica Gentili. Come accade in tv, così sui social, le parole di Mentana si dimostrano mai banali e soprattutto, come spesso accade, davvero poco polari visto il contesto nel quale era invitato a dire la sua. Si parte dai giovani, dal loro presunto distacco verso la politica eppure c’è una forza come i Cinque Stelle che hanno raccolto un sacco di preferenze dai "teen" italiani: "Anche per questioni anagrafiche Di Maio, come ministro del lavoro, è più vicino a loro di Poletti. Ma il problema non è questo, la questione è trovare nuovo lavoro: se studi tanto, ti perfezioni, fai master e poi porti il cibo per delivery è chiaro che c’è un problema". Mentana sa dove si trova e prova a fare un ragionamento nel quale sottende anche la responsabilità dei sindacati italiani: "Stiamo parlando di una zona di grandi rivendicazioni e vertenze lavorative. E quando ci sono problemi si pensa subito agli ammortizzatori sociali ma nessuno pensa a chi non ce l’ha nemmeno un lavoro da difendere: ecco, un giovane vede quello. Se licenziano dieci persone è un dramma sociale, se 100 non ce l’hanno, invece non si dice nulla. Gli 80 euro di Renzi furono un aiuto per chi ha salari bassi ma non rispondono alle necessità di una famiglia con il figlio a carico a casa".

Mentana e il nuovo giornale web, la creatura che ha tutta l'intenzione di creare per dare una risposta ai giovani: "Per ora c’è solo l’idea ma speriamo che in qualche mese nasca. Da quale esigenza nasce? Il problema è che chi sta dentro il mio mondo si rende conto del privilegio che ha avuto. Pensate a tutti quei giornalisti che fanno tanto i filosofi poi sono tranquillissimi perché lavorano da tanti anni e guadagnano molto bene, tutelatissimi perché quei contratti erano ottimi e valgono ancora. Hanno garanzie previdenziali di ogni tipo, e per tutto questo, incrociando la crisi dell’editoria, nessuno è stato licenziato; peccato che al tempo stesso nessun giovane è entrato nella professione. Noi sembriamo un po' come quei magistrati che fecero una battaglia perché si voleva abbassare la loro età pensionistica da 75 a 70 anni. E allora, mi son detto, ridistribuiamo questa fortuna. Ai tempi, senza essere dei fenomeni, ci si riusciva a fare questo lavoro. Così ho pensato a questo progetto: creo le occasioni per farlo sul web, impegnandomi a far lavorare con contratto giornalistico una decina di ragazzi. Il prodotto oggi non è per i giovani perché non sono loro a fare il giornale, forse parliamo di argomenti vecchi. Se tu vuoi voltare pagina, devi avere coraggio: in altre parole spero sia da esempio per gli editori. Non sono un eroe, conto di essere contagioso". Impossibile non parlare della copertina di Rolling Stones soprattutto dopo lo scambio fra Mentana e il direttore: "E' una gigantesca minchiata fare questa cosa contro Salvini perché ha polarizzato lo scontento ma anche il favore degli italiani nei suoi confronti. Si è creato un modo di fare politica in cui si demonizza l’avversario quando è al governo ma con Salvini questo giochetto non funziona: lui c’era già prima e sta semplicemente mettendo in atto ciò che aveva detto in campagna elettorale. E lo sta facendo con il Movimento Cinque stelle che alcuni della sinistra volevano con il Pd". La critica alla sinistra è fortissima: "Un atteggiamento che ancora una volta presta il fianco alla critica di sempre: voi che state a Capalbio, voi che state ai Parioli, se steste nelle periferie, se viveste i problemi di tutti i giorni... e alla fine la maglietta rossa di Gad Lerner col Rolex al polso è una specie di manifesto. Voi siete la sinistra snob e noi poveracci stiamo con Salvini. Ecco, penso che tutto questo non serva a nessuno: nemmeno a Salvini. E poi dal ‘94 non hanno ancora capito che facendo così magari vinci ma perdi l’anima..."

Mentana, che condivide il palco con Gerardo Greco, affronta il tema migranti ribadendo la sua posizione che non trova affatto una platea del tutto concorde: "I migranti non sono un problema dell’Italia, le priorità sono altre. È pericoloso per tutti fare così: non posso vedere il Ministro dell’interno che dice che devono essere espulsi. Sì, c'è il sospetto è che ai tempi di Alfano e Renzi si barattasse la grave questione economica dell’Italia con i migranti: come se l'Europa chiudesse un occhio sui conti e l'Italia si prendesse da sola la grana degli sbarchi. Ma è tutto molto più complesso: ricordate la polemica sui sacchetti a 2 centesimi? Se questo diventa un casus belli è perché la gente ha bisogno di sfogare la propria frustrazione. E poi le fesserie social, i 35 euro e tanto altro. Il problema semmai è della sinistra: se i penultimi vedono con avversione gli ultimi il problema si pone nella sua evidenza".

Aveva introdotto la serata Andrea Castellari, amministratore delegato di Viacom, che ha proposto un quadro sintetico del rapporto fra giovani e politica: "Oggi i giovani sono poveri, hanno il 5 per cento della ricchezza. Sono scettici ma non contro l’istituzione Europa: hanno una prospettiva lavorativa non facile e per questo vanno a guardare oltre le barriere italiane. Sanno che il loro futuro se lo dovranno costruire e che dovranno essere imprenditori. Si sentono comunque europeisti ma tutto sono tranne che inconsapevoli della condizione. E sono per l'Europa ma dicono che i trattati vanno rivisti. I giovani hanno un rapporto particolare con la politica: votano di più rispetto alla media nazionale. Ma sono disillusi e pensano che i politici si interessino delle poltrone. Secondo loro la strategia è quella di prendere il voto, la politica ha un linguaggio aggressivo e semplificatorio". Sul palco nell'ultima parte della serata saliranno poi attori come Chiara Francini, youtuber, artisti come il personaggio televisivo, inviato di Striscia La Notizia, Alessio Giannone, in arte Pinuccio, che non le manda a dire: "Sui social c'è chi ha sempre qualcosa da dire. Basta leggere sotto un articolo di un giornale, cosa scrive la gente. Sono soprattutto 40-50enni che si sentono in diritto di commentare qualsiasi cosa". Il dibattito prosegue, si accende sulle aberrazioni social e sull'aggressività ormai cronica dei cosiddetti haters, sulle colpe dei giovani e, soprattutto, su quelli di chi più giovane non è. Ma ama sfogarsi così, per digerire la propria frustrazione, non sapendo gestire la propria infelicità". E stasera la chiusura di Liguria d'Autore sempre a Montemarcello, quando sul palco salirà Luigi Di Maio, nei panni di Ministro del Lavoro.
Domenica 15 luglio 2018 alle 17:29:12
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