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La solidarietà e l'impegno della Resistenza al femminile

Il libro “Sebben che siamo donne” presentato a Zeri

La solidarietà e l´impegno della Resistenza al femminile
Lunigiana e Apuane - Il giro delle presentazioni del libro di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello “Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV Zona Operativa, tra La Spezia e Lunigiana” ha fatto tappa nei giorni scorsi anche a Zeri.

Al centro dell’incontro è stata la discussione sul ruolo delle donne contadine nella resistenza. Dopo i saluti dell’assessore comunale Gino Baratta e di Mauro Malachina dell’Anpi, il libro è stato presentato dal copresidente del Comitato Unitario della Resistenza della Spezia Paolo Galantini, che ne ha elogiato “la competenza e la passione”. Galantini si è soffermato sull’importanza della Resistenza civile delle madri, citando le donne della famiglia De Luchi, che furono decisive nel sostegno al “Battaglione Internazionale” di Gordon Lett. Ha poi rievocato la barbara uccisione dello zio Aristide Galantini, di Campiglia, partigiano di “Giustizia e Libertà”, a Chiesa di Rossano il 12 aprile 1944: “i funerali furono una imponente manifestazione di popolo, da quel momento fu chiaro che la gente dello Zerasco avrebbe sempre sostenuto la Resistenza”.

Giorgio Pagano ha citato i ritratti di Dina De Luchi, di Amelia Spirindé e di altre donne contadine dello Zerasco presenti nel libro: “Seppero unire il forte senso di solidarietà familiare al senso di solidarietà verso gli altri, con saggezza e con coraggio, e continuarono a sostenere i partigiani anche dopo i rastrellamenti, i paesi incendiati, i tanti morti. Protessero, sfamarono e curarono i partigiani e lo fecero tacendo, senza mai tradire: senza di loro la Resistenza armata non ce l’avrebbe mai fatta”. Tra le donne partigiane in armi, Pagano ha raccontato la storia di Laura Seghettini, che operò anche nello Zerasco.

Maria Cristina Mirabello, nell’ambito della Resistenza civile, ha evidenziato il ruolo di protezione svolto da alcune suore, ricordando suor Vincenza e suor Caterina dell’Ospedale di Albareto, suor Armanda per quello di Pontremoli e suor Anna per il carcere di villa Andreini a Migliarina. Ha inoltre sottolineato come le classi anagrafiche quantitativamente più coinvolte nella Resistenza ligure siano quelle fra 1920-1926: insomma al movimento di Liberazione parteciparono tantissimi giovani e ragazze, mossi da forti ideali, che si batterono anche ”con l’entusiasmo un po’ incosciente tipico dell’età"

Sabato 28 aprile 2018 alle 15:31:14
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