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Ieri la marcia sul Sagro, antifascisti sotto un unico cielo | Foto

Sanguinetti: "Bandiera dell'RSI comparsa dopo spregi a monumenti partigiani"

Ieri la marcia sul Sagro, antifascisti sotto un unico cielo<span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/fotogallery/Marcia-sul-sagro-91_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Foto</a></span>
Lunigiana e Apuane - Più di trecento persone ieri mattina hanno preso parte alla marcia della resistenza organizzata dall'ANPI di Fivizzano e Casola, da Campo Cecina fino al Monte Sagro. Erano presenti il capogruppo M5s Carrara Stefano Dell'Amico, il sindaco di Fivizzano Paolo Grassi e la sindaca di Fosdinovo Camilla Bianchi. Pochi giorni prima il professor Manfredo Bianchi aveva issato la bandiera della Repubblica di Salò sulla vetta.

La celebrazione della messa da parte di Don Raffaello Piagentini si è conclusa col parroco che intonava “Bella ciao”. È seguito l’intervento di ANPI.

“Io ho assistito alla messa – ha dichiarato Davide Barbieri, uno dei partecipanti – poi mi sono trovato piacevolmente coinvolto nella marcia. La piazzola e il parcheggio erano gremiti”.

“Don Raffaello ha pronunciato parole bellissime a fine messa – prosegue Barbieri – quando ha dettsia che la storia non deve essere mistificata e riscritta: bisogna aver l'onestà di spiegare perché si è arrivati a tanto. Ha ricordato che malgrado il progresso tecnologico l'uomo è rimasto sempre uguale a se stesso. Siamo in grado di raggiungere le stelle: dobbiamo imparare a non uccidere”.

“La marcia è stata una risposta a quell’energumeno di Bianchi – ha dichiarato Nando Sanguinetti, 82 anni, dell’ANPI Carrara – che ha esposto la sua bandiera offendendo non solo la città di Carrara, ma anche Vinca, Sorgnano, Castelpoggio. Ora io mi domando: cosa pensare di un professore che rivendica la RSI contro i partigiani? Io credo non sia legittimato a insegnare”.

“Mercoledì avremo un incontro unitario con la CGIL la di Casola, cui va reso il merito di aver organizzato questa grande manifestazione. Ho tenuto a prendervi parte nonostante l’età. Ho ancora le gambe dolenti”.

“Ieri ho fatto alcune riflessioni – ha affermato Sanguinetti – il monte Sagro è il nostro monte, dalla cui cima si gode una vista incomparabile. Ho pensato a come sarebbe bello il mondo senza l’arrivismo, l’ignoranza, le gelosie. La vita è bella: non si potrebbe vivere in pace? Lassù non eravamo certo tutti iscritti all’ANPI: erano rappresentate altre ideologie, tutte accomunate dall’antifascismo”.

“La politica odierna non è chiaramente antifascista: se quest’energumeno si è permesso di compiere un gesto simile, mi riesce inevitabile collegarlo agli imbrattamenti subiti dai nostri monumenti nei mesi passati. Non dico che lui ne sia stato l’autore, ma sono portato a pensare che ne sia il mandante o che faccia parte di questo gruppo nefasto”.

“Se oggi il fascismo trova terreno fertile – ha commentato Sanguinetti – è perché i principi dell’antifascismo e della lotta partigiana non si sono radicati fortemente nella mente delle persone. Quest’episodio gravissimo non va trascurato: servono iniziative che facciano capire che l’antifascismo è vivo. Chiederemo ad ANPI una grande manifestazione nazionale”.

“La violenza nazifascista mi portò via un fratello. Aveva solo ventun anni; cadde nell’aprile del ‘45 a Fosdinovo, alla Spolverina. Prima che partisse, mia madre cercò di trattenerlo; allora lui chiese il permesso a mio padre, che diede ragione a mamma. Mio fratello replicò: “Ma come! Proprio tu mi hai insegnato che bisogna non solo dare un contributo contro il nazifascismo, ma anche per costruire una società più giusta”. Se avessi avuto qualche anno in più avrei combattuto al suo fianco. Oggi tengo alta la fiaccola dei suoi ideali,” ha concluso Sanguinetti.
Lunedì 28 agosto 2017 alle 21:48:11
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