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Ultimo aggiornamento ore 11.02 del 13 Dicembre 2018

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Carrarese, Tavano: «Continuiamo così e ci toglieremo grandi soddisfazioni»

Il bomber parla anche del rapporto tra squadra e tifosi: «La coesione con il nostro pubblico è una delle nostre forze»

l'intervista al bomber
Carrarese, Tavano: «Continuiamo così e ci toglieremo grandi soddisfazioni»
Carrara - A Carrara la chiamano "Ciccio-mania": è la totale dipendenza dal bomber che, da più di un anno a questa parte, sta facendo sognare un'intera città a suon di gol. Arrivato sotto le Apuane a 38 anni dopo una carriera tra Serie A e Serie B e le ultime due esperienze ad Avellino e Prato, ha deciso di credere nel sogno di cui non si fa che parlare negli ultimi tempi: la Serie B con la maglia della Carrarese. E da quando ha messo piede sul sintetico del Dei Marmi, Ciccio Tavano non fa che segnare.

Ciccio, l’anno scorso i tuoi 18 gol hanno fatto sognare i tifosi. In questa stagione la tua media realizzativa è ancora superiore, con 13 reti in 14 presenze e, insieme a Caccavallo, al momento formate la migliore coppia d’attacco in Europa. Che effetto fa essere protagonista di questi numeri?
"E’ una grande soddisfazione, anche se c’è da dire che il campionato di Serie C non può essere paragonato alle massime serie spagnola, francese o inglese. Fa comunque un enorme piacere, sia per la soddisfazione personale ma soprattutto perché significa che la squadra crea e realizza. Sappiamo che dobbiamo continuare su questa strada, se vogliamo raggiungere gli obiettivi in cui crediamo".

Carrara è stata e continua ad essere la terra del tuo rilancio. Qui sotto le Apuane infatti hai avuto modo di dimostrare che, per un giocatore dalle tue qualità, l’età è un dato assolutamente relativo…
"Sì. Qui ho dimostrato che non sono un giocatore finito, come dicevano in tanti. Prima di venire a Carrara ho passato due anni non troppo positivi a livello calcistico e, al termine di queste esperienze, avevo pensato di smettere. Poi però è arrivata la chiamata di mister Baldini che mi ha convinto a rimettermi in gioco e adesso, a distanza di un anno e mezzo, spero di aver fatto ricredere certe persone".

Empoli, Livorno, Prato e ora Carrara. Si può dire che la Toscana sia la tua terra, nonostante tu sia campano. Che cosa ti ha dato, a livello calcistico e non, questa regione a cui sei legato da così tanti anni?
"E' come una seconda casa. Ho trascorso più anni in Toscana che in Campania, in fondo è qua che sono cresciuto e diventato calciatore ed è qua che vive la mia famiglia. Ho lasciato casa a 16 anni trasferendomi a Firenze e da quel momento ho quasi sempre vissuto in Toscana, ad eccezione dell’anno trascorso tra Valencia e Roma e di quello passato ad Avellino".

Domenica scorsa con il pokerissimo rifilato al Pro Piacenza avete dato un altro forte segnale alle vostre dirette concorrenti, andando a conquistare la vetta della classifica. Dopo la vittoria nel derby contro il Pisa, vi aspettavate un risultato del genere contro i rossoneri?
"Non sorprende più di tanto. Noi siamo coscienti della nostra forza e quindi scendiamo sempre in campo per fare risultato pieno. In più, siamo una squadra che lavora tantissimo in attacco, creiamo tante occasioni da gol e ultimamente le stiamo sfruttando bene. Continuando così possiamo toglierci davvero grandi soddisfazioni".

Una partita praticamente perfetta, al termine della quale avete festeggiato come di consueto insieme ai tifosi, venuti in gran numero a sostenervi. Il coro che cantate a fine partita, sia in caso di vittoria che di sconfitta, è diventato quasi un rituale. Possiamo parlare di una vera e propria simbiosi che si è creata tra squadra e tifoseria in questo anno e mezzo?
"Assolutamente. Nel calcio non si vivono spesso situazioni del genere. In quest’ultimo anno e mezzo il pubblico ha legato molto con la squadra, dimostrando grande affetto sia nella vittoria che nella sconfitta, anzi, forse proprio in occasione delle sconfitte ci ha aiutato ancora di più. Questa è sicuramente una delle forze del nostro gruppo".
Giovedì 6 dicembre 2018 alle 10:04:00
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