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Ultimo aggiornamento ore 16.07 del 22 Maggio 2019

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«Stadio dei Marmi: è qui che la nostra città è ancora viva»

Mentre continua il botta e risposta tra le parti coinvolte nella vicenda, intervengono i tifosi: «Chi di dovere comprenda l'importanza delle nostre ragioni»

LA RISPOSTA DEI TIFOSI
Carrara - “Domenica mattina a Marina di Carrara, un bambino ha chiesto al padre di andare a vedere la partita. «Non si può caro, non ci sono più biglietti», è stata la risposta". Ci racconta con commozione un tifoso. Come non accadeva da tempo, negli ultimi due anni la Carrarese è riuscita a risvegliare l’entusiasmo dei "fedelissimi" di vecchia data ma, soprattutto, a far nascere nei più piccoli quella passione incondizionata che trascende ogni vittoria e ogni sconfitta, ogni fallimento e ogni rinascita. Ed è buffo ricordare che è proprio da un fallimento che ha avuto inizio tutto ciò. "Nel 2016 finimmo il campionato in esercizio provvisorio con pochissime risorse, uno stadio obsoleto e un milione di problemi – prosegue il giovane supporter - Ricordo la partita Carrarese-Spal, perdemmo 1-2 ma uscimmo a testa alta. Al termine del match uno striscione degli ultras recitava «Grazie mille ragazzi, il vostro impegno è il nostro orgoglio». Quello fu secondo me il primo embrione di un orgoglio carrarino che non può essere certo ostacolato oggi da un’uscita di sicurezza mancante o da lacune dell’impianto di gioco".

Chiaro il riferimento all’attuale situazione dello Stadio dei Marmi, che da novembre a questa parte, per problemi di inagibilità, può ospitare un massimo di 1200 tifosi di casa, negando dunque a moltissimi altri la possibilità di vivere a pieno la propria passione. Quella passione che, indiscutibilmente, è diventata il motore di una comunità che ha riscoperto che cosa significhi essere carrarini, stimolando una coscienza comune che era andata scemando con la chiusura dei teatri, dei cinema, di tutti quei luoghi in cui un cittadino può davvero sentirsi parte del proprio mondo. Nello Stadio dei Marmi il carrarino ha costruito una Carrara dentro una Carrara che non riconosceva più, merito anche dell’entusiasmo portato dalla società post-fallimento e dall’arrivo di Silvio Baldini che, più che un allenatore, è ormai un vero e proprio trascinatore.

Con il suo “culliamo il sogno”, infatti, il tecnico ha fatto capire che il calcio può e deve essere pura emozione. “Lo Stadio è il posto in cui mi sento davvero felice, il luogo che mi dà le emozioni più grandi”, confessa Marina, altra sostenitrice accanita. “Un punto di aggregazione, che avvicina bambini e famiglie, e un luogo dove la gente si occupa anche del sociale”, puntualizza un tifoso della Curva Nord. “Una valvola di sfogo utile alla nostra comunità per non pensare alle difficoltà di tutti i giorni”- aggiunge Lorenzo, che frequenta i gradoni dello Stadio dei Marmi da quando era bambino, lanciando poi una provocazione: "Chi di dovere comprenda l'importanza dello stadio come risorsa di una città che può ancora offrire qualcosa ai suoi abitanti".

Un messaggio forte e chiaro quello mandato dai tifosi, coinvolti da mesi nel caos stadio senza intravedere una soluzione concreta: mentre continua il botta e risposta tra le parti coinvolte cercando di capire dove stiano le responsabilità, c’è in gioco un sentimento che deve essere difeso e tutelato, perché è dal senso di appartenenza, dai legami che si creano tra cittadini che riescono ancora a condividere le proprie passioni che si muovono i primi passi per la rinascita di una città.
Mercoledì 15 maggio 2019 alle 16:50:57
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