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Ultimo aggiornamento ore 20.51 del 19 Ottobre 2018

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Salvi i 70 lavoratori delle cave stoppate: la Regione approva la legge

Tutte le forze politiche d'accordo. L'assessore Ceccarelli: «Lavoro, ambiente e sicurezza». Il vicesindaco di Carrara Martinelli: «Scongiurato scenario drammatico»

soddisfazione unanime
Salvi i 70 lavoratori delle cave stoppate: la Regione approva la legge
Carrara - Era stata sospesa la loro attività perché da controlli era risultato che stessero scavando fuori perimetro. Si tratta di tre cave che a fine luglio scorso erano state raggiunte da questo provvedimento che ha messo seriamente a rischio settanta posti di lavoro. Per questo è stata elaborata una proposta di modifica alla legge in materia di cave che è stata approvata all'unanimità questo pomeriggio, con 27 voti a favore, dal Consiglio regionale.

“Una proposta di legge di modifica alle disposizioni in materia di cave per rispondere a lavoro, ambiente e sicurezza”. Con queste parole l’assessore ha presentato l’atto, arrivato in aula di palazzo del Pegaso con procedura di urgenza, perché “a seguito di controlli effettuati nelle cave del distretto apuo versiliese, sono state rilevate difformità nell’attività di escavazione, che potrebbero dar luogo alla decadenza delle autorizzazioni rilasciate e alla conseguente cessazione di attività, con effetti preoccupanti sull’occupazione e sul territorio”. Da qui i serrati incontri con amministrazioni comunali, associazioni sindacali e attori del settore, per arrivare ad una norma transitoria “in grado di garantire, nelle more, la messa in sicurezza dell’area”, ha spiegato l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli. L’intervento normativo, infatti, per sostenere le condizioni di sicurezza e salvaguardare i livelli occupazionali prevede un periodo transitorio – fino e non oltre il 5 giugno 2019 – dove è esclusa l’immediata applicazione della più grave misura sanzionatoria della decadenza, disponendo però la realizzazione di un progetto di messa in sicurezza e risistemazione ambientale dell’area, tenendo conto degli impatti complessivi derivanti dalle lavorazioni difformi.

“Tale percorso ha dei tempi stringenti – ha continuato l’assessore – 60 giorni per presentare il progetto e, 180 giorni per ottemperare alla relativa ordinanza di realizzazione delle opere di risistemazione ambientale, con il conseguente impegno dei Comuni all’eventuale adeguamento delle autorizzazioni rilasciate in conformità al progetto autorizzato”, ha concluso Ceccarelli, ricordando l’apprezzamento registrato nei confronti di questa proposta di legge nel corso di un tavolo tecnico svoltosi in Consiglio e che ha visto la partecipazione dei capi gruppo consiliari, dell’amministrazione comunale di Carrara, e di rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle imprese.

La proposta di legge illustrata in Aula dall’assessore Ceccarelli ha raccolto infatti la soddisfazione sia del segretario generale della Cgil di Massa e Carrara Paolo Gozzani sia del segretario confederale Cisl Toscana Nord di Massa Carrara Andrea Figaia, intervenuti al tavolo tecnico: “esprimiamo soddisfazione su una questione delicata che implica tanta responsabilità da parte delle istituzioni del territorio e che è finalizzata alla salvaguardia della sicurezza dei lavoratori, alla tutela dell’ambiente e al rispetto di procedure e regole previste dalla legge - ha commentato Paolo Gozzani - . Chiediamo di verificare gli strumenti a sostegno dei lavoratori che saranno obbligati a fermarsi per il periodo necessario alla messa in sicurezza dei siti interessati”. “La nuova legge regionale affronta un’importante criticità - ha precisato Andrea Figaia - l’escavazione deve trovare il giusto equilibrio con il rispetto dell’ambiente e la sicurezza, che nel nostro territorio è un valore drammaticamente attuale”.

“La nuova legge regionale scongiura quello che poteva essere uno scenario davvero drammatico per il nostro territorio”. Il vice sindaco del Comune di Carrara, Matteo Martinelli, anch’egli presente al tavolo tecnico, commenta: “E' il risultato di un lavoro lungo, iniziato mesi fa, quando si è profilato il rischio concreto di giungere alla decadenza dall’autorizzazione e dalla concessione per alcune cave, con inimmaginabili conseguenze sia sul piano occupazionale che sociale. Infatti, la chiusura sine die delle cave interessate avrebbe posto un problema occupazionale insostenibile per la nostra città. Abbiamo, quindi, immediatamente posto il problema all'amministrazione regionale, proponendo le nostre possibili soluzioni pur nel rispetto delle reciproche competenze. La proposta di legge centra gli obiettivi principali che ci eravamo posti e inoltre rispecchia i nostri obiettivi di governo: sicurezza per chi lavora a monte, tutela dell’ambiente, salvaguardia delle aspettative dei lavoratori e delle loro famiglie, rispondendo ai principi di legalità. Apprezzo l'ulteriore apertura dell'assessore Ceccarelli rispetto a possibili ulteriori modifiche sull'iter autorizzativo, qualora intervenissero problematiche tali da renderlo eccessivamente gravoso”.

Durante il dibattito che ha preceduto il voto, Giacomo Bugliani (Pd), esprime apprezzamento alla Giunta: la proposta di legge “tocca un problema molto forte sul territorio di Carrara”. Nella parole del consigliere anche il riconoscimento per “l’assunzione di responsabilità da parte del Consiglio regionale”. Bugliani richiama le ragioni che supportano l’iniziativa normativa: si è dovuto intervenire in modo tempestivo e urgente, cercando di “ottemperare le opposte esigenze: da una parte tutelare il lavoro, dall’altra le attività economiche”. Il consigliere rivolge alla Giunta la richiesta di “implementare lo sforzo fatto” attraverso “un’attività ulteriore”. “I tempi rischiano di essere lunghi, o rimessi ad altri soggetti”, bisogna fare “tutto ciò che è possibile sul piano politico, per favorire la collaborazione tra gli enti e garantire la ripresa dell’attività”.

Anche da Giacomo Giannarelli (M5S), c’è apprezzamento “per la serietà e il senso istituzionale” mostrato dall’assessore Ceccarelli, dalla Giunta, dalla stessa amministrazione comunale di Carrara, e per i soggetti che poi sono stati coinvolti nel tavolo tecnico convocato questa mattina. “Noi stessi ci adopereremo” assicura il consigliere riferendosi al livello ministeriale e rivolgendo il ringraziamento anche ai capigruppo “per l’attenzione al territorio di Carrara e delle Apuane”.

Elisa Montemagni (Lega), ricorda le ragioni di urgenza, la ‘fretta’ di cercare una soluzione “per il lavoro, per le aziende e per l’indotto”. “Il nostro senso di responsabilità è più che dovuto”, afferma la capogruppo. Il tavolo che ha riunito tutti è stato “ben apprezzato”, un passaggio per il quale la consigliera ringrazia Ceccarelli.

Maurizio Marchetti (FI), rimarca “l’unità di intenti sul provvedimento” che interviene per salvaguardare aziende e un territorio “per certi aspetti difficile”. “Mi fa piacere che la Giunta prenda in considerazione situazioni di emergenza sui territori; mi auguro che continui con questa linea di attenzione anche per situazioni simili”.

Stefano Baccelli (Pd), ha affermato che “Troppo spesso la Regione Toscana è vista come matrigna”; perfino quando, come in questo caso, “ha sventato un rischio”. Il consigliere ha citato la legge n. 35 del 2015 (disposizioni in materie di cave), per ricordare che “La Regione è intervenuta per riparare limiti interpretativi e gestionali della normativa”. C’è stato “senso di responsabilità”, anche nel gruppo del Pd e “la discussione, questo pomeriggio, è riportata nei termini giusti”. La Regione, infine, “cerca di essere equilibrata rispetto all’obiettivo doveroso di tutela ambientale e dei lavoratori”.

(foto: repertorio)
Mercoledì 26 settembre 2018 alle 20:57:47
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